DONATELLA COLASANTI – ROSARIA LOPEZ
Due destini segnati dalla violenza e dalla bestialità dei maschi umani
Due destini segnati dalla pena di morte che viene inflitta sempre e solo alle vittime innocenti.
Forse i più giovani non ricordano, ma Donatella Colasanti, aveva solo 17 anni, quando, insieme alla sua amica Rosaria Lopez accettò l’invito di tre ragazzi, dal volto pulito, che si erano presentati con generalità false, per andare ad una festa. Ed ecco invece come sono state ridotte:



Come potevano sapere le due ragazze che erano state scelte, non da un gruppo di bravi ragazzi per divertirsi insieme, ma da un branco di bestie feroci, che volevano dare sfogo alla loro fantasia mortale ? Questo il volto di quei “bravi ragazzi” massacratori e assassini.



Chi ha vissuto quegli anni sa che era normale fra i giovani invitare e accettare di partecipare a feste, ma le due ragazze quando arrivarono alla villa, non trovarono una festa fra giovani, ma vi trovarono il padrone di casa, che le aspettava, non per accoglierle garbatamente o allegramente come avviene fra giovani, ma per condurre a compimento un’orgia di barbarie e di devastazione sul corpo e sull’anima delle due povere e innocenti ragazze.
Eppure in quei giorni io ho sentito molte persone dire cose terribili ed ignobili, sulle ragazze: .... se la sono cercata… se non avessero accettato di andare con degli sconosciuti non sarebbe successo…. se stavano a casa loro non avrebbe corso rischi….. le brave ragazze non escono da sole…. e tante altre ignominie.
Mi sono battuta allora, come mi batto ora per il rispetto delle persone e in particolare delle donne, poiché sono troppo spesso vittime dei maschi umani, e dell’ignoranza che permette a questi maschi di continuare a esercitare un dominio che è inaccettabile.
Le hanno sottoposte ad ogni tipo di sevizia e di tortura, sapendo fin dall’inizio che le avrebbero uccise, poiché la villa in cui le avevano condotte era di proprietà della famiglia Ghira ed i tre non volevano certo lasciare le loro tracce e farsi prendere, tant’è che Ghira scappò dall’Italia e rimase sempre uccel di bosco. Donatella sfuggì per un soffio alla fine dell’amica, fingendosi morta, ma quest’esperienza segnò per sempre la sua vita ed io arrivo a pensare che la sua malattia, quella che l’ha uccisa il 30 dicembre scorso era anch’essa frutto dello stupro e delle torture inflittele, poiché da quel momento aveva cominciato a morire lentamente. Non ha avuto giustizia Donatella, non ha avuto giustizia nemmeno Rosaria Lopez e non parlo solo della prigione alla quale Andrea Ghira si è sempre sottratto o dalla quale Angelo Izzo riuscì ad - uscire - per buona condotta per tornare ad assassinare due altre donne.
La vita non ha avuto giustizia! La cultura della morte ha vinto ancora una volta ed è tragico pensare che la pena di morte, di cui la nostra “civiltà” si vanta tanto di non applicare, in realtà viene applicata quasi ogni giorno e non contro assassini, stupratori, massacratori, ma contro le vittime ignare e indifese alle quali nessuno renderà mai veramente omaggio e giustizia. Nessuno scenderà per strada a fare una veglia perché venga loro risparmiata la vita.
Ebbene sappiate tutti che io non sono contro la pena di morte, quella che lo stato, secondo me dovrebbe infliggere a chi della vita non ha rispetto, esistono categorie specifiche di assassini, di violentatori, di massacratori, che non possono e non debbono essere perdonati e soprattutto non debbono tornare liberi di torturare e assassinare come ha fatto Angelo Izzo, condannando così a morte nei fatti altre persone che avevano tutto il diritto di vivere la loro vita.
Provate voi a mettervi anche solo per un attimo nei panni di Donatella, quando avrà saputo che anche Angelo Izzo e Gianni Guido hanno realizzato una serie di tentativi d’evasione di cui alcuni andati a buon fine e il Guido era riuscito per anni a far perdere le sue tracce, fino ad essere riacciuffato a Panama nel 1994, ma anche Izzo ebbe la sua parte di esaltante libertà dovuta alle fughe e provate ad immaginare dopo tutto questo, come si sarà dovuta sentire quando questo “carcerato modello e pentito” è stato liberato perché sinceramente pentito, talmente pentito da tornare a violentare, torturare ed assassinare due donne: la 14.nne Valentina Maiorano e sua madre Maria Carmela Lanciano, cosa sarà passato nella sua mente e nel suo cuore, se nemmeno la giustizia le ha dato soddisfazione. Vedi l'articolo su La Zanzara e sul vecchio Lisistrata
Provate a immaginare le notti di Donatella, quando il sonno non poteva giungere per il terrore rimasto inciso nella sua anima o quando si sarà tormentata per la fuga di Ghira e la beffa l’anno scorso per aver saputo che era legionario in Spagna, sepolto a Melilla (sempre che fosse proprio lui, cosa a cui Donatella non ha mai creduto) e le autorità italiane avrebbero potuto benissimo chiederne l’estradizione e incarcerarlo. A Donatella non è stato riconosciuto nulla. Nessuno ha pagato veramente, nemmeno in denaro le è stata ricompensata una piccola parte di sofferenza, che di per sé non sarebbe certo stato sufficiente, ma almeno ne avrebbe sancito il valore, ma a Donatella e alla sua famiglia nulla dell’inferno che da quel momento è diventata la sua e la loro vita è stato risparmiato e suo padre sta ancora vivendolo, e lottando per questo riconoscimento, così come alla famiglia di Rosaria Lopez, forse la vita di queste due ragazze vale meno di quella dei loro massacratori assassini?
E molti di voi mi chiedono di aderire ad una campagna contro la pena di morte. Ebbene io aderisco ma contro la pena di morte che debbono vivere le vittime di quegli assassini che il diritto di vivere non hanno. Non starò mai dalla parte di Caino, ma sempre da quella di Abele e se pensate che sia sbagliato, avete il diritto di pensarlo, ma prima di fare una campagna a favore dei tanti, troppi Caino che vorreste a piede libero, parlatene con chi ha dovuto affrontare la morte, la violenza, lo stupro da parte di queste persone che voi chiamate Caino, sapendo che un giorno potrebbero tornare a decidere della vita altrui, come troppe volte è accaduto. Vedi l’articolo di cronaca completo su Quaderni radicali e altri dettagli anche su Androkronos N.B. E' estremamente interessante notare come certi individui non perdano mai occasione per distinguersi, nelle nefandezze di cui sono capaci. All'interno di un articolo dedicato alla memoria di due vittime della violenza maschile, entra un altro maschietto, professore di demenza senile, e probabilmente molto invidioso dei tre massacratori, li emula cercando di massacrare a parole l'autrice di questo articolo, riuscendo solo a esaltare le sue qualità di ignobile lestofante.











A Parigi le bande di extracomunitari danno alle fiamme una portatrice di handicap e la riducono in fin di vita, bruciano auto, scuole, caserme, negozi, sparano sulla polizia e contro i passanti, alla faccia di chi ha faticato per riuscire a vivere una vita decente e che ora dentro di sè urla nel silenzio: W L'INTEGRAZIONE E LA SOCIETA' MULTIETNICA
A Mar de la Plata i disoccupati assaltano e danno alle fiamme negozi e lanciano bombe molotov confezionate nel tempo libero contro tutto e tutti.
GRAZIE ITALIA, GRAZIE ITALIANI
ANCHE QUESTA E' FATTA E ORA?
Questo è quello che fanno in Iran agli omosessuali, ora questo giovane, è stato sorpreso a cercare altri rapporti, quindi per evitare di essere impiccato, come è accaduto ad altri, è scappato all'estero. Vedi 




SONO D'ACCORDO... IN PARTE