domenica, 08 gennaio 2006

DONATELLA COLASANTI – ROSARIA LOPEZ

Due destini segnati dalla violenza e dalla bestialità dei maschi umani

Due destini segnati dalla pena di morte che viene inflitta sempre e solo alle vittime innocenti.

Forse i più giovani non ricordano, ma Donatella Colasanti, aveva solo 17 anni, quando, insieme alla sua amica Rosaria Lopez accettò l’invito di tre ragazzi, dal volto pulito, che si erano presentati con generalità false, per andare ad una festa. Ed ecco invece come sono state ridotte:

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Come potevano sapere le due ragazze che erano state scelte, non da un gruppo di bravi ragazzi per divertirsi insieme, ma da un branco di bestie feroci, che volevano dare sfogo alla loro fantasia mortale ? Questo il volto di quei “bravi ragazzi” massacratori e assassini.

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Chi ha vissuto quegli anni sa che era normale fra i giovani invitare e accettare di partecipare a feste, ma le due ragazze quando arrivarono alla villa, non trovarono una festa fra giovani, ma vi trovarono il padrone di casa, che  le aspettava, non per accoglierle garbatamente o allegramente come avviene fra giovani, ma per condurre a compimento un’orgia di barbarie e di devastazione sul corpo e sull’anima delle due povere e innocenti ragazze.

Eppure in quei giorni io ho sentito molte persone dire cose terribili ed ignobili, sulle ragazze: .... se la sono cercata… se non avessero accettato di andare con degli sconosciuti non sarebbe successo…. se stavano a casa loro non avrebbe corso rischi…..  le brave ragazze non escono da sole…. e tante altre ignominie.

Mi sono battuta allora, come mi batto ora per il rispetto delle persone e in particolare delle donne, poiché sono troppo spesso vittime dei maschi umani, e dell’ignoranza che permette a questi maschi di continuare a esercitare un dominio che è inaccettabile.

Le hanno sottoposte ad ogni tipo di sevizia e di tortura, sapendo fin dall’inizio che le avrebbero uccise, poiché la villa in cui le avevano condotte era di proprietà della famiglia Ghira ed i tre non volevano certo lasciare le loro tracce e farsi prendere, tant’è che Ghira scappò dall’Italia e rimase sempre uccel di bosco.

Donatella sfuggì per un soffio alla fine dell’amica, fingendosi morta, ma quest’esperienza segnò per sempre la sua vita ed io arrivo a pensare che la sua malattia, quella che l’ha uccisa il 30 dicembre scorso era anch’essa frutto dello stupro e delle torture inflittele, poiché da quel momento aveva cominciato a morire lentamente.

Non ha avuto giustizia Donatella, non ha avuto giustizia nemmeno Rosaria Lopez e non parlo solo della prigione alla quale Andrea Ghira si è sempre sottratto o dalla quale Angelo Izzo riuscì ad - uscire - per buona condotta per tornare ad assassinare due altre donne.

La vita non ha avuto giustizia! La cultura della morte ha vinto ancora una volta ed è tragico pensare che la pena di morte, di cui la nostra “civiltà” si vanta tanto di non applicare, in realtà viene applicata quasi ogni giorno e non contro assassini, stupratori, massacratori, ma contro le vittime ignare e indifese alle quali nessuno renderà mai veramente omaggio e giustizia. Nessuno scenderà per strada a fare una veglia perché venga loro risparmiata la vita.

Ebbene sappiate tutti che io non sono contro la pena di morte, quella che lo stato, secondo me dovrebbe infliggere a chi della vita non ha rispetto, esistono categorie specifiche di assassini, di violentatori, di massacratori, che non possono e non debbono essere perdonati e soprattutto non debbono tornare liberi di torturare e assassinare come ha fatto Angelo Izzo, condannando così a morte nei fatti altre persone che avevano tutto il diritto di vivere la loro vita.

Provate voi a mettervi anche solo per un attimo nei panni di Donatella, quando avrà saputo che anche Angelo Izzo e Gianni Guido hanno realizzato una serie di tentativi d’evasione di cui alcuni andati a buon fine e il Guido era riuscito per anni a far perdere le sue tracce, fino ad essere riacciuffato a  Panama nel 1994, ma anche Izzo ebbe la sua parte di esaltante libertà dovuta alle fughe e provate ad immaginare dopo tutto questo, come si sarà dovuta sentire quando questo “carcerato modello e pentito” è stato liberato perché sinceramente pentito, talmente pentito da tornare a violentare, torturare ed assassinare due donne:  la 14.nne Valentina Maiorano e sua madre Maria Carmela Lanciano, cosa sarà passato nella sua mente e nel suo cuore, se nemmeno la giustizia le ha dato soddisfazione.

Vedi l'articolo su La Zanzara  e sul vecchio Lisistrata

Provate a immaginare le notti di Donatella, quando il sonno non poteva giungere per il terrore rimasto inciso nella sua anima o quando si sarà tormentata per la fuga di Ghira e la beffa l’anno scorso per aver saputo che era legionario in Spagna, sepolto a Melilla (sempre che fosse proprio lui, cosa a cui Donatella non ha mai creduto) e le autorità italiane avrebbero potuto benissimo chiederne l’estradizione e incarcerarlo.

A Donatella non è stato riconosciuto nulla. Nessuno ha pagato veramente, nemmeno in denaro le è stata ricompensata una piccola parte di sofferenza, che di per sé non sarebbe certo stato sufficiente, ma almeno ne avrebbe sancito il valore, ma a Donatella e alla sua famiglia nulla dell’inferno che da quel momento è diventata la sua e la loro vita è stato risparmiato e suo padre sta ancora vivendolo, e lottando per questo riconoscimento, così come alla famiglia di Rosaria Lopez, forse la vita di queste due ragazze vale meno di quella dei loro massacratori assassini?

E molti di voi mi chiedono di aderire ad una campagna contro la pena di morte. Ebbene io aderisco ma contro la pena di morte che debbono vivere le vittime di quegli assassini che il diritto di vivere non hanno.

Non starò mai dalla parte di Caino, ma sempre da quella di Abele e se pensate che sia sbagliato, avete il diritto di pensarlo, ma prima di fare una campagna a favore dei tanti, troppi Caino che vorreste a piede libero, parlatene con chi ha dovuto affrontare la morte, la violenza, lo stupro da parte di queste persone che voi chiamate Caino, sapendo che un giorno potrebbero tornare a decidere della vita altrui, come troppe volte è accaduto.

Vedi l’articolo di cronaca completo su Quaderni radicali e altri dettagli anche su Androkronos

 

 

N.B. E' estremamente interessante notare come certi individui non perdano mai occasione per distinguersi, nelle nefandezze di cui sono capaci. All'interno di un articolo dedicato alla memoria di due vittime della violenza maschile, entra un altro maschietto, professore di demenza senile, e probabilmente molto invidioso dei tre massacratori, li emula cercando di massacrare a parole l'autrice di questo articolo, riuscendo solo a esaltare le sue qualità di ignobile lestofante.

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venerdì, 02 dicembre 2005

GUERRA GLOBALE ALLE DONNE
donna afghana obbligata a vivere come un fantasma senza personalità donna terrorizzata dai maltrattamenti giovane del Bangladesh sfigurata con l'acido perché ha osato rifiutare un matrimoniopachistana condannata a subire violenza per i crimini commessi dal fratello
la violenza è il mezzo più facile e per questo preferito del maschio, che si crede appartenente a una specie superiore e non vuole accettare di essere solo il rovescio della stessa medaglia.
Barbari retaggi tribali e nuovi integralismi religiosi, diventano una miscela peggiore dell'acido che spesso viene usato per distruggere l'anima e la personalità femminile, alla pretesa supremazia del maschio, che riesce solo a dimostrare la sua insufficienza a ricorrere all'uso dell'intelligenza e non della forza fisica, l'unico dono che questi uomini hanno avuto dalla natura. Purtroppo sono tantissimi e di fatto dimostrano la loro inferiorità, ma a farne le spese sono le donne e i loro figli, che crescendo con questi esempi comportamenti, li perpetuano creando un danno al corpo della società umana che di fatto danneggia e distrugge milioni di cellule vitali, che potrebbero generare benessere ed invece sono ridotte a brandelli di umanità e possono solo generare malessere, dolore, involuzione.
Queste alcune delle notizie che trovate sul corposo dossier raccolto su Lisistrata
*
VIOLENZA SESSUALE dall'ISTAT -  in costante aumento negli anni
* Una donna su sei subisce violenza domestica nel mondo, dice Oms
* "La violenza sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa ed occulta nel mondo". Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International
* La violenza domestica - Donne comprate e vendute - Amnesty International
* Donne e ragazze di ogni età vengono aggredite per motivi d’onore in paesi di ogni parte del mondo.
* A cinque anni dalla conferenza di Pechino, la violenza sulle donne e le bambine all'interno della famiglia è ancora un'emergenza mondiale, sostiene l'Unicef.
E come avrete modo di notare, scoprirete che le  violenze non riguardano una sola nazione o un solo continente, né un particolare gruppo sociale o etnico o una religione piuttosto di un’altra, e non si fermano ai soli maltrattamenti fisici, ma c’è ben di peggio, laddove la donna è considerata addirittura una proprietà e non ha nemmeno la possibilità di scegliere il colore dei suoi abiti. L’unica differenza su tali violenze risiede proprio nei modi in cui  viene perpetrata, che segue le usanze locali e tribali e la loro diffusione è talmente vasta e capillare, che sto ancora raccogliendo materiale che completi meglio il quadro desolante della situazione mondiale. 

Un’analogia facile da comprendere per rendersi conto di quanto danno la società umana maschile genera a se stessa è facile provare un’analogia che ben si attaglia alla questione. L’uomo, nella sua individualità è il principio della società, che è la summa degli esseri umani.
Se l’uomo si crea tabù, superstizioni e inibizioni preconcette, inevitabilmente queste influiscono sul comportamento, così portato a livelli estremi, può arrivare ad infliggersi mutilazioni.  Ne consegue che il suo potenziale fisico, mentale ed emotivo ne risulta gravemente danneggiato e la sua evoluzione non può essere portato a compimento, anche perché la mancanza di logica conservativa gli impedisce di avere il controllo sulle proprie pulsioni; mentre l’uomo che vive con pienezza la sua totalità di espressioni, accettando tutte le componenti del suo essere, è già un uomo sereno, che vive nel benessere e si può dedicare al proprio miglioramento.

Se la società si crea tabù, superstizioni e inibizioni preconcette, inevitabilmente queste influiscono sul comportamento, così portato a livelli estremi, può arrivare ad infliggere mutilazioni a una parte di se stessa. Ne consegue che il suo potenziale fisico, mentale ed emotivo ne risulta gravemente danneggiato e il suo sviluppo non può essere portato a compimento, anche perché questo determina comportamenti sociali primitivi dovuti alla non coscienza dell’etica verso altri esseri umani della stessa società; mentre la società che vive con pienezza la sua totalità di individualità, accettando le differenze che la compongono, è una società che vive già serena nel progresso, proiettata verso il proprio miglioramento. 

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martedì, 29 novembre 2005

I NUOVI DIVI-MOSTRI DELLA TV Ecco i nuovi divi della TV italiana, grazie alla mala TV e alla ancor peggior gestione del servizio pubblico. Tony NegriPino Pelosi

Noi paghiamo un canone, affinché i nostri figli possano seguire in diretta l’ascesa dei delinquenti agli onori televisivi.
Ieri sera facendo il solito zapping, capito su una rete, non serve nemmeno che vi dica quale, lo intuite benissimo da soli e chi ti vedo? Lucia Annunziata che sta intervistando Tony Negri, per chi non ricordasse chi è e chi era Tony Negri, questi era un ideologo brigatista, che venne preso a protezione da Pannella, in quanto la carcerazione preventiva che avrebbe potuto durare anche 14 anni era una cosa ingiusta e grazie alle leggi italiane, lo fece mettere in lista per le elezioni e ovviamente fu eletto come deputato e cosa fece questo coraggioso ideologo, appena eletto ed quindi libero ed intoccabile?  Cosa fece? Scappò dall’italia e riparò in Francia. patria putativa dei terroristi fuoriusciti.
(Di questo potete trovare conferma nella biografia di Rutelli, che all’epoca stava con i Radicali e di questa storia conosce molto bene le dinamiche, cliccando qui

Il Tony Negri di allora, oggi si è evoluto, adattato ai nuovi tempi e si può arrivare alla conclusione che stia con gli antimperialisti o ne possa essere l’ideologo e per avere la conferma  basta guardare qui 

ma visto che certe compagnie funzionano proprio come la carta moschicida con gli insetti, vi consiglio di non perdere questa visione, per scoprire con chi si accompagna questo bell'imbusto

Tornando ora all'episodio a cui mi riferivo sull'intervista TV a Toni Negri, il quale si trovava ospite nel "salotto dell'Annunziata" per rispondere alle sue domande, pretestuose e tendenziose, seguendo uno dei metodi consolidati dalle sinistre, anche le meno estremiste. 
Lei con l’aria più naturale e ingenua del mondo, si rivolgeva a lui che seraficamente dall’alto della sua “superiorità culturale” elargiva saccenti disquisizioni, condite con quel sorrisino ironico, di chi la sa lunga e pensa di trovarsi davanti a una massa di imbecilli.  Ve ne dò alcuni esempi, anche se non ho fatto tempo a registrare tutto, ma avrebbe meritato l’oscar della propaganda comunista:
A ruota libera qualche sua dichiarazione: (in rosso i miei commenti)

…..lui si sente un perseguitato, perché nessuno gli ha mai chiesto scusa….
(non capisco di cosa lo stato dovrebbe chiederli scusa, semmai dovrebbe lui implorarci di perdonarlo)
….lui ovviamente è ancora ben inserito nei movimenti…  (se mai avessimo avuto dubbi, ci ha pensato subito lui a fugarli)
….la colpa del fatto che ci sono questi movimenti che creano disordini, bruciano, distruggono, è dello stato non li ha capiti…  …
.. c’è molta differenza fra estremismo e terrorismo:

l’estremismo è un movimento popolare che nasce dalle masse, (quindi legittimo secondo lui)
il terrorismo è un’organizzazione militare che prende di mira le strutture dello stato, come successo a Bologna ad opera del terrorismo nero
(quindi illegittimo ed intanto dà per scontato che siano stati gli estremisti fascisti a uccidere a Bologna e se ne guarda bene di esprimere almeno un briciolo di dubbio)
Ed ora qualche botta e risposta:
d. anche Berlusconi è un perseguitato?

r. no, Berlusconi non è un perseguitato, a differenza di lui che rappresentava un collettivo, Berlusconi rappresenta solo se stesso (ed ecco come si tradisce il comunista marcio, che non rispetta l’individuo, ma che lo considera solo se sta nel branco ed inoltre nasconde le malefatte come se l'andare in branco fosse una scusante che invece non ha chi va da solo)
d. che ne pensa di Pisanu?
r. Pisanu è uno che si eccita sui nuovi anarcoinsurrezionalisti…. (praticamente Pisanu si fa le pippe secondo il Negri)
d. che ne pensa del terrorismo di Al-Qaeda in Iraq?
r. è la politica di Bush che è terroristica (e ti pareva che dimostrasse il coraggio che non ha? E poi dove li va a raccattare nuovi amici?)
d. qui non ricordo bene le parole della domanda, ma era sulla Palestina e Israele
r. le sinistre arabe ed israeliane, sono state distrutte dalla destra e per forza c’è il terrorismo, perché non c’è più la sinistra…. (intanto un tanfo sempre più intenso, usciva dallo schermo)
Ed infine l’apoteosi del suo fine pensiero da ideologo del terrorismo:
Ho sempre pensato che se la rivoluzione ci sarà, ci sarà negli Stati Uniti e che questo è il vecchio e caro pensiero Leninista...
E così le sue dichiarazioni ci confermano che il maccartismo, che a noi tutti è sembrata una forma patologica di paura dell’infiltrazione comunista, aveva le sue solide basi e non era sbagliato, purtroppo come sempre ci sono andati di mezzo anche ignari simpatizzanti, che non conoscevano il disegno pianificato da chi voleva una rivoluzione Leninista, anche negli Stati Uniti e li aveva presi di mira. 
Ma anche le TVprivate non scherzano, infatti da la 7, la Bignardi ci presenta il nuovo superdivo TV: Pino Pelosi  leggi l'articolo completo   

postato da: Lisistrata alle ore 29/11/2005 03:02 | Permalink |
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domenica, 27 novembre 2005
CORAGGIO SULL'ISLAM - PREMIATA LA FALLACI
Oriana Fallaci a New York (sullo sfondo si vedono ancora le due torri in piedi)
Dopo le amarezze che le sono arrivate dall'Italia, sua madre matrigna, che non solo le nega la possibilità di vederne riconosciuto il valore, ma subisce vertenze giudiziare che a definirle vergognose sono il minimo, riceve finalmente un riconoscimento al suo coraggio e alla sua forza interiore, che nessuno potrà mai toglierle, nemmeno con la costante opera di delegittimazione avviata contro di lei.
Oriana Fallaci ha vinto l’Annie Taylor Award
Il Center For Study Of Popular Culture americano ha deciso di assegnare il riconoscimento alla giornalista fiorentina per «onorarne l’eroismo e il valore» e perché «simbolo della resistenza contro il fascismo islamico e combattente nella causa dell’umana libertà».
L’Annie Taylor Award, spiegano gli organizzatori, viene dato «a individui che hanno mostrato o mostrano eccezionale coraggio in circostanze pesantemente avverse e di fronte a grave pericolo: esistono poche persone vive, oggi, che meritano questo riconoscimento quanto Oriana Fallaci». La premiazione avverrà a New York e in occasione della cerimonia, la giornalista parlerà dell’islamizzazione dell’Europa, dell’Islam e dell’Occidente. «Sì, sono contro l’Islam - dice la Fallaci -, una religione che ogni minuto controlla l’esistenza degli esseri umani. L’Islam non è neanche una religione: è una tirannia, una dittatura, il solo credo che non abbia mai compiuto un’opera di riforma, di autocritica. Ed ora vorrebbero imporla a noi».
da LIBERALI PER ISRAELE
postato da: Lisistrata alle ore 27/11/2005 04:27 | Permalink |
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venerdì, 25 novembre 2005

UN MALCOSTUME ITALIANO

Una ragazza è stata brutalmente e barbaramente assassinata da un maniaco che la perseguitava da oltre 10 anni e questo perché è potuto accadere?  Semplice in Italia esiste la pena di morte, sì avete letto giusto: in Italia esiste la pena di morte.  Ma non quella classica, quella contemplata nei codici delle nazioni ritenute incivili, ma quella che i codici lassisti delle nazioni, che si ritengono civili, che pensano di avere il primato della superiorità culturale, permettono che accada, anzi favoriscano la sua attuazione, in quanto non esiste una procedura legale che possa mettere in sicurezza la potenziale vittima di una condanna a morte prodotto da un qualsiasi delinquente, mentalmente disturbato o mentalmente sano, killer o serial killer che sia, malato e sano che sia. Per le vittime innocenti non c'è via d'uscita, non c'è clemenza da parte del presidente della Repubblica o di qualche organo preposto a far rispettare la legge. Le vittime vengono condannate a morte e non possono far altro che subire la sentenza.

Questa la notizia, come è stata data dalla stampa:
omicidio di biella da La Padania
Deborah, un inferno durato dieci anni

Inutile la pioggia di denunce contro Santangelo. La sorella: tutti sapevano ma nessuno ha fatto nulla.
Si svolgeranno sabato mattina alle 10 nella chiesta di Santa Maria degli Angeli, a Cossato, i funerali di Deborah Rizzato.
La morte della ragazza è stata causata da choc emorragico dovuto a più colpi d’arma bianca: lo ha stabilito il medico che ieri mattina a Biella ha eseguito l’autopsia sul corpo della giovane operaia di Cossato uccisa l’altro ieri da Emiliano Santangelo, poi arrestato a Genova. La donna ha subito sette coltellate ma il medico legale non ha confermato l’ipotesi che la donna fosse stata anche investita con l’auto da Santangelo. Il sostituto procuratore di Biella che coordina le indagini, Antonio Bianco, ha già dato il nullaosta per i funerali della giovane che saranno definiti in tempi molto brevi.
Breve stralcio della storia dell’assassino
La vita di Santangelo è peggio di un romanzo nero: ripetute denunce, il carcere per 3 anni e 2 mesi, a seguito della violenza su Deborah e su altre ragazze, poi ancora mesi in galera e altre denunce. Ma Deborah è quella che lo fa finire in carcere e che diventerà per questo il suo capro espiatorio. «In dieci anni non hanno mai fatto niente: la scusa era sempre la stessa, abbiamo le mani legate», ripete la sorella . «La paura cresceva sempre più con il tempo, eravamo letteralmente perseguitati da questo pazzo, non solo Deborah, ma tutta la famiglia. Ci hanno tagliato le gomme più volte e anche tentato di bruciare l’auto. E poi, Deborah, oltre alle denunce, che cosa doveva fare di più? L’ultima è stata a ottobre, nonostante soltanto ad agosto si fosse svolta l’ultima udienza contro Santangelo. Tutti sapevano, nei minimi particolari, che cosa abbiamo vissuto in questi dieci anni».
Un incidente tradisce il killer di Cossato - La Stampa
LA BREVE FUGA UNA MANOVRA VIETATA RICHIAMA L’ATTENZIONE DEI VIGILI, LUI PROVA A SCAPPARE MA SI SCONTRA CON UN’ALTRA AUTO. E’ IN STATO CONFUSIONALE.

Io torno a ribadire un concetto che ho già espresso in molte circostanze:
se i legislatori facessero le leggi giuste, che tengano in conto l'interesse primario che garantisca le vittime e non i delinquenti,
se i magistrati applicassero le leggi esistenti in modo che i persecutori siano messi in condizione di non poter più perseguitare le loro vittime
probabilmente non si risolverà completamente il problema della delinquenza, ma si potranno certo evitare tante morti inutili, che hanno avvelenato quella che pretende di essere una democrazia.
La domanda è: come si poteva evitare che questo assassino uccidesse? La risposta è altrettanto semplice: ad ogni reato da lui commesso, doveva essere condannato a una pena detentiva, in questo modo avrebbe trascorso i suoi anni in carcere e Deborah probabilmente sarebbe  ancora viva.

postato da: Lisistrata alle ore 25/11/2005 19:52 | Permalink |
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martedì, 22 novembre 2005

IL COMMISSARIAMENTO DI ASSISI

di Rino Camilleri sul suo sito Antidoti

I cattolici oggi, vivono immersi nell’inquinamento. Come tutti, direte voi. Solo che i cattolici devono respirare un miasma in più: quel “politically correct” contro il quale non esistono scafandri.


Mi è stato chiesto di commentare il “commissariamento” di Assisi, ma ho visto su «La Stampa» del 21 novembre 2005 che Vittorio Messori l’ha fatto meglio, così ne riporto i passi salienti: «La Chiesa ha la memoria lunga.
E’ dal meeting interreligioso del 1986 che Joseph Ratzinger aveva un conto da saldare con i frati di Assisi». E con «gli eccessi della prima giornata di preghiera dei leader religiosi con Karol Wojtyla. Una carnevalata, a detta di molti, che forzò la mano al Papa e furono proprio i frati ad andare molto al di là degli accordi presi.
Permisero addirittura agli animisti africani di uccidere due polli sull’altare di Santa Chiara». (Chiosa: certo, uccidere animali è poco politically correct ma, com’è noto, lo diventa se a farlo sono i non-cristiani). «I frati hanno abusato del cosiddetto spirito di Assisi. In realtà loro venerano e diffondono illegittimamente (…) il San Francesco del mito, uno scemo del villaggio che parla con lupi e uccellini, dà pacche sulle spalle a tutti».
Invece, «alla quinta crociata San Francesco partecipò da cappellano delle truppe, mica da uomo di pace (…), e cadde in depressione quando i crociati persero.
Dal sultano non ci andò per dialogare ma per convertirlo e lo sfidò a camminare sui carboni ardenti per verificare se fosse più potente Cristo o Maometto. E non era neppure animalista. Nel Cantico delle creature gli animali non sono mai nominati. E poi, ma quale ecologista! Si oppone ai suoi seguaci che volevano diventare comunità vegetariana».

Attenti ora: «Anche a San Giovanni Rotondo i francescani avevano sfilato il santuario dal controllo della diocesi. Adesso, sia lì che ad Assisi le iniziative andranno concordate con l’episcopato (…), così la smetteranno con la demagogia del politicamente e teologicamente corretto», con «pace, ecologia, ecumenismo» e le «velleità pseudo-coraggiose che poi fanno stringere la mano ai dittatori e violare le chiese». Ratzinger «tre anni fa riuscì ad attenuare la deriva sincretista dell’ultimo meeting interreligioso di Assisi». Sì, perché «è sconcertante che finora il vescovo di Assisi sapesse delle iniziative dei frati solo dai giornali».

Basta: «Non sono più ammesse realtà ecclesiali sciolte dalle leggi della Chiesa».

Finale: «Toccherà anche ad altri». (Chiosa due: speriamo non tra diciannove anni).

L'originale è pubblicato qui 

postato da: Lisistrata alle ore 22/11/2005 11:40 | Permalink |
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sabato, 05 novembre 2005
Maradona coi suoi fans

TEPPISTI DI TUTTO IL MONDO: UNITEVI!!!
Una voce unanime sale dalle profondità di spiriti illuminati dalla ragione del più forte, dalla legge della jungla: da Parigi ad Amsterdam, dalla Danimarca all’Iran, per coalizzarsi tutti insieme in un’apoteosi fantasmagorica che come da copione di sessantottina memoria, va in scena al Mar della Plata, sotto la guida illuminata di un grande della storia dell’umanità. Di colui che ha  messo il suo esempio di uomo morigerato, elevato  all’ennesima potenza dalle lastricate e nivee piste, sulle quali è scivolato per due decenni, con un solo grido: tutti in piazza: a distruggere, bruciare, umiliare e derubare tutti quei cittadini del mondo che invece lavorano, faticano, risparmiano e in silenzio concorrono al bene dell’umanità, perché questo mondo è proprietà privata dei mascalzoni, dei drogati, dei lazzaroni a cui tutto è dovuto, ma che in cambio non sono disposti a dare nulla se non: morte e distruzione.

scontri a ParigiA Parigi le bande di extracomunitari danno alle fiamme una portatrice di handicap e la riducono in fin di vita, bruciano auto, scuole, caserme, negozi, sparano sulla polizia e contro i passanti, alla faccia di chi ha faticato per riuscire a vivere una vita decente e che ora dentro di sè urla nel silenzio: W L'INTEGRAZIONE E LA SOCIETA' MULTIETNICA

 

A Mar de la Plata i disoccupati assaltano e danno alle fiamme negozi e lanciano bombe molotov confezionate nel tempo libero contro tutto e tutti.

Le persone di tutto il mondo che ogni giorno sacrificano il loro tempo per  contribuire al miglioramento della società, commosse ringraziano e augurano a questa massa di cialtroni e di mascalzoni di incontrare sul loro cammino altra gente come loro che sappia ripagarli dalla stessa generosa moneta. 

INFORMAZIONE PER GLI UTENTI E GLI AMICI
I simili vanno coi simili e  leggendo i commenti potreste trovarli slegati fra loro, perché è entrato qui un teppista a nome Mindprison che ha postato, per almeno una ventina di volte, il suo immondo avatar per portare avanti la sua campagna d'odio contro gli USA. Se vuole trasmettere odio, lo faccia da casa sua, a casa mia può ricevere solo pedate nel deretano,  e a scanso di equivoci vado anche a bannare il suo nome, così se vorrà rientrare non potrà più usare l'avatar di merda che ha imposto qui.

postato da: Lisistrata alle ore 05/11/2005 14:15 | Permalink |
categoria:esteri, societa cronaca
venerdì, 04 novembre 2005

Deborah FaitGRAZIE ITALIA, GRAZIE ITALIANI

Come sempre le manifestazioni per Israele si svolgono in pace e allegria, bandiere, striscioni senza odio per nessuno, solo amore per Israele. Non ci sono teppisti, nessuno rovina niente, i negozianti non hanno paura, la gente sciama con le sue bandiere, sorridendo, cantando, chiamandosi, tenendosi per mano. E' la seconda volta in questi ultimi cinque anni, che Giuliano Ferrara chiama i romani a manifestare per Israele e i romani rispondono compatti e felici. C'è chi ha la bandiera colla Stella di David in un cassetto, la tira fuori,  se la mette sulle spalle o la lega all'asta e fuori, fuori di casa, fuori per Israele. 
Chi non  ha la bandiera, se la va a cercare oppure esce con la bandiera italiana e di colpo Roma si tinge  di biancoazzurro e risuona di canti ebraici.Ho sentito cantare l'Inno, Hatikvà, la Speranza, anche  l'inno di Mameli per amore verso l'Italia che è patria degli ebrei italiani.
Ieri sera, guardando il telegiornale, io ho pianto, quando ho visto Giuliano Ferrara gridare al microfono "VIVA ISRAELE, VIVA ISRAELE" mi sono commossa così tanto da singhiozzare.
Non siamo abituati ad essere amati e quando capita e  soprattutto capita in modo cosi' bello, con tanta gente che corre in strada per noi, per Israele, per dire a quel caprone fanatico iraniano che lui non distruggerà niente e nessuno, non possiamo trattenere l'emozione. LEGGI IL RESTO QUI

Roma 3.11.2005Roma 3.11.2005 

postato da: Lisistrata alle ore 04/11/2005 18:07 | Permalink |
categoria:esteri, politica italiana, societa cronaca
venerdì, 04 novembre 2005

Roma bandiere pro israeleANCHE QUESTA E' FATTA E ORA?
A Roma ieri sera, davanti all'ambasciata iraniana, c'erano tutti, beh non proprio tutti: quasi tutti, ma è già un grande successo, una prova di maturità, di buon senso e di coraggio.  Una volta tanto la stragrande maggioranza degli italiani non ha anteposto le ideologie partitiche, ma ha risposto con una voce forte, solidate, quasi unanime ed ha detto: 
NO! BASTA ALL'INTOLLERANZA!  BASTA ALL'ODIO!  BASTA AL RAZZISMO IDEOLOGICO!
BASTA SERVIRSI DELLA RELIGIONE PER INTERESSI POLITICI!

Poi sono rimasta alzata fino a tardi ed ho assistito a un carosello di stupidità, come poche ne avevo viste in TV. Esperti di politica e di informazione si ponevano il problema sul come mai questa volta, dopo averlo sentito ripetere per 30 anni, ci si sia ribellati e questi soloni restavano quasi basiti davanti a tale domanda, si arrampicavano sugli specchi della mente e da lì cadevano giù.

Ci vuole veramente così tanto a capire il perché la gente è scesa in piazza? Fino a pochi anni fa l'informazione era gestita dalle TV e dai media, che normalmente sono tutti collegati ai partiti e elargiscono informazioni di parte, finalizzate ai propri interessi e la gente non è stupida, lo sa. Così fra un carosello e un grande fratello arrivavano distillate poche notizie su ciò che accadeva nel mondo islamico, l'unica eco era solo Palestina-Israele buono il primo, cattivo il secondo e nulla di più.  Difficile perciò formare una coscienza critica, intanto l'Islam occupava tutto ciò che poteva occupare dall'Africa all'Indonesia e gli attacchi terroristici si facevano sempre più arditi, più vicini all'occidente, passando dall'Algeria a New York.

Nel frattempo internet diventa una realtà sempre più inserita nel quotidiano, facile, duttile, e libera nuove energie, fra le quali l'informazione libera.
Da destra, da sinistra, dal centro nascono nuovi siti che forniscono le informazioni delle quali vengono in possesso, producendo una cassa di risonanza mai eguagliata prima.
Si aprono dibattiti, più o meno aspri, diversi punti di visti, ma tutti utili poiché non viene usato il linguaggio della politica e non è strumentale a qualche interesse recondito, con qualche eccezione ben inteso, ma proprio perché internet può essere gestito da tutti coloro che desiderano farlo, non esiste l'unicità, ma il pluralismo e l'uomo della strada, stanco e annoiato prima oggi è nuovamente attento. Comincia a scoprire le strategie politiche, viene in contatto con la cultura della morte, l'intolleranza religiosa, i fanatismi ideologici che nascondono sempre interessi politici e di potere e capisce che chi non ha il rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali della propria popolazione, non può e non vuole averne per le altre e proprio per questo sà che non esisterà mai un luogo tranquillo, se non saprà costruirlo e difenderlo e allora finalmente coeso sugli stessi principi di sopravvivenza, canta un inno alla vita e rifiuta la cultura della morte  chiede, anzi esige una pace vera e non una pace a senso unico, che conduce verso un vicolo cieco in cui si resta inesorabilmente imprigionati.

Gli italiani hanno capito signori intelligentoni della politica, esperti dell'informazione, soloni dei media che l'Islam è un fatto serio, i suoi ideologi non blaterano al vento, non danno fiato alle trombe tanto per sgranchirsi i polmoni.  Quando minaccian,o fanno di tutto per non fare brutta figura.  Quante prove volete ancora? Quanta gente deve essere raggiunta dal terrorismo perché lo capiate da soli cos'è cambiato?

Ma forse voi un usate internet, lo lasciate a noi popolani questo mezzo espressivo che non ha sufficiente sangue blu per le vostre nobili penne. Voi che se non vi pagano con fior di quattrini, manco scrivete una sola parola.

postato da: Lisistrata alle ore 04/11/2005 04:07 | Permalink |
categoria:esteri, media stampa e cultura, societa cronaca
domenica, 09 ottobre 2005

terremoto in Pakistan
Terremoto in Pakistan, oltre 30.000 morti in Kashmir.

E' uno strano e brutto periodo questo per il nostro pianeta, negli ultimi anni si è visto di tutto dai terremoti, alle inondazioni, fino allo tzunami, sembra una ribellione della natura. Eppure il nostro pianeta vivere una relativa calma rispetto alle ere passate, nelle quali l'assestamento geologico rappresentava certo qualcosa, che entra solo nei nostri incubi più tremendi, e dai quali abbiamo ereditato le fobie, che non riusciamo a controllare.
C'è da dire che la natura è democratica e non razzista, non fa certo distintzioni fra paesi poveri, ricchi, di religione cristiana o musulmana e di conseguenza se volessi parafrasare ciò che alcuni imam che si ritengono illuminati ci hanno propinato dall'alto della loro presupponenza, bollando come colpa dei costumi troppo immorali delle donne: lo tzunami e colpa della società troppo libera e infedele ai precetti di Allah quella americana dell'Uragano, oggi io dovrei dire: Allah questa volta si è proprio incazzato con i suoi e gli sta dicendo di non andare per il mondo a seminare terrore e morte.

Qualcuno lo avesse dimenticato le madrasse che hanno generato il dramma che stiamo vivendo per l'invasione islamica di tutto l'occidente è stato fomentato e tuttora continua, proprio in Pachistan.
vedi l'articolo su IGNesteri 

postato da: Lisistrata alle ore 09/10/2005 13:17 | Permalink |
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giovedì, 22 settembre 2005

DEDICATA AI LEADER DELLA SINISTRA AMICI DEGLI ISLAMICI
omosessuale 22enne dopo aver subito la tortura delle frustateQuesto è quello che fanno in Iran agli omosessuali, ora questo giovane, è stato sorpreso a cercare altri rapporti, quindi per evitare di essere impiccato, come è accaduto ad altri, è scappato all'estero. Vedi Pinkneews
Continuate pure a sostenere che questa è una "civiltà diversa" ma ricordate che dovrete evitare accuratamente ogni tipo dicomportamento "non islamico" o potrete subire questo, perchè non siamo lontani dall'accettare o peggio cercare l'islamizzazione.  Credete stia dicendo una stupidaggine?  Ebbene oggi al mercato una ragazzina accompagnata dai genitori aveva scelto una camicetta con le maniche traforate ed il padre non voleva comperargliela, perchè non idonea secondo lui alla ragazza, ma lei insisteva perché le piaceva e il padre in dialetto partenopeo, a un certo punto è sbottato e le ha detto:
  Addavvenì o' islam

postato da: Lisistrata alle ore 22/09/2005 02:02 | Permalink |
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mercoledì, 21 settembre 2005

Simon Wiesenthal  - il cacciatore di nazisti
UN PENSIERO PER RICORDARE SIMONE WIESENTAL

Desidero dedicare un pensiero a un grande uomo, che ha dedicato la sua vita a dare la caccia e assicurare alla giustizia i nazisti, che hanno ideato, favorito e realizzato l'olocausto.

Un amico, sopravvissuto come lui ai campi di sterminio, dopo molti anni gli ha chiesto: "come mai non sei diventato ingegnere?" La sua risposta fu: "Quando incontreremo in cielo, coloro che ci hanno preceduto, tu dirai: io sono diventato ingegnere, io dirò: ho passato la mia vita a rendervi giustizia.

 Sebastian Villar Rodriguez”  giornalista spagnolo, mentre stava camminando lungo Raval (Barcellona) si è reso conto che lEuropa era morta bruciata dentro Auschwitz e si è detto che era stata bruciata la cultura, l’intelligenza, l’iniziativa, perché era stata bruciata una parte di umanità scelta e voluta da dio, gente da cui si sono generate nel mondo delle persone del calibro di:  Cristo, Marx, Einstein, Freud.…. che rappresentano l’origine dle progresso e del benessere. Questo per fare spazio a cosa? A un lassismo generale in Europa, al relativismo a 20 milioni di musulmani, spesso illetterati, fanatici con i quali stiamo venendo in contatto e che ha preparato e predisposto eventi come quelli del 9/11/2001, gli attentati di Madrid, che vivono fianca a fianco di noi beneficiando del nostro benessere sociale. Abbiamo scambiato la cultura con il fanatismo,  la capacità di generare con la volontà per distruggere, la saggezza con la superstizione, il senso trascendentale degli ebrei che anche nelle peggiori situazioni, hanno sempre cercato un modo pacifico, che non il  bombardiere suicida. Abbiamo scambiato l’orgoglio della vita con l’ossessione fanatica della morte. La nostra morte e quella dei nostri bambini. E’ grave ciò che abbiamo fatto.

postato da: Lisistrata alle ore 21/09/2005 14:06 | Permalink |
categoria:personali, specials, media stampa e cultura, societa cronaca
giovedì, 15 settembre 2005

mobbing
Raccolgo una richiesta che mi è stata inviata in un altro mio sito, per sostenere una battaglia sociale, contro le discriminazioni che avvengono nel lavoro. Vi  passo pari pari l’email come l’ho ricevuta.
Se andate a visitare il sito, potete dare la vostra adesione, semplicemente con la sottoscrizione di una petizione già preparata.

Cara **********, istintivamente ho sentito l'attrazione di entrare a visitare il  tuo sito. Mi accingo a chiederti cortesemente se ti è possibile in qualche maniera  fare conoscere il mio caso di legittima difesa contro un crimine e le sue conseguenze che mi uccide lentamente come meglio spiegato nel mio sito internet: http://www.mobbing-sisu.com
Giovanna NigrisSe io riuscissi a trovare persone con spirito umanitario, sono sicura che col passa parola potremmo vincere connivenze, omertà, complicità e silenzio stampa collegati tra loro e alla mia vicenda. L'ospedale dovrebbe essere un posto sicuro a cominciare dall'onestà di chi vi è stato messo al vertice di comando, ma a me dall'anno 1992 ad oggi per quanto denunciato nel suddetto mio sito internet, purtroppo mi è stata data spietatamente sempre prova fortemente contraria ai principi di lealtà, onestà, trasparenza e correttezza. Ti ringrazio di avermi letta, sono sicura che solo persone sensibili e di valore potranno aiutarmi in questo. Ti saluto cordialmente. Giovanna.

postato da: Lisistrata alle ore 15/09/2005 19:41 | Permalink |
categoria:personali, societa cronaca
giovedì, 15 settembre 2005

ProdiSONO D'ACCORDO... IN PARTE

Ci avreste creduto che Romano Prodi ha trovato un argomento con cui concordo, almeno in parte?
Non ci trovo nulla di scandaloso nel dare riconoscimento alle coppie di fatto e di riconoscere loro alcuni diritti che oggi sono assolutamente non considerati. Non voglio dire che debbono essere equiparate in tutto e per tutto alle coppie coniugate, ma qualcosa in più di oggi si dovrebbe fare e concedere.
Chi si sposa chiama la società in cui vive a testimoniare un patto, un impegno, fra due persone e lo Stato, chi invece sceglie di andare a convivere, anche se si impegna nei fatti non lo fa formalmente, ne consegue che i suoi obblighi sono minori ed anche i diritti debbono essere proporzionati perché nella nostra società, la reciprocità è un fatto di civiltà.
Esistono però situazioni che coinvolgono le coppie e i relativi figli, nelle quali accadono vere e proprie ingiustizie e le persone si trovano prevaricate e vengono escluse dal rapporto, per interventi esterni.
Facciamo un paio d'esempi per tutti:
- Non è giusto che una coppia convivente da 30 anni, nel caso di malattia di uno dei due partner, l'altro non abbia il diritto di far parte dell'iter sanitario, delle decisioni che sono condivise da entrambi e soprattutto non possano continuare a manifestare l'affetto che si davano reciprocamente entro le loro mura domestiche.  Non sono rari i casi in cui in momenti del genere si presentano i genitori, i fratelli o gli ex coniugi a reclamare il loro posto sancito legalmente ed escludano violentemente uno dei due partner, danneggiando non solo l'escluso ma anche quello nella cui vita rientrano solo per un evento casuale e non desiderato.  
E che dire quando in presenza di una morte, i parenti del defunto entrano in quella casa di entrambi, ed estromettono immediatamente e di fatto la persona che vi aveva vissuto al fianco del partner per libera scelta di entrambi?  Ed anche dall'asse ereditario perché deve essere esclusa?
L'unico distinguo che farei fra coppie di fatto è solo quello relativo ai rapporti che si generano con lo Stato. La pensione di reversibilità è un fatto che andrebbe discusso, così igli assegni familiari non dovrebbero entrare nel discorso della coppia di fatto, ma se esiste una liquidazione o delle proprietà, ecco che bisognerebbe rivalutare almeno una parte di diritto per i conviventi. 

postato da: Lisistrata alle ore 15/09/2005 01:51 | Permalink |
categoria:politica italiana, societa cronaca
venerdì, 09 settembre 2005

SCUOLA ISLAMICA SEPARATA?  NO GRAZIE !!!
SCUOLA CORANICA
LE BELLE PAROLE MISTIFICANO LA REALTA'
LA SCUOLA ISLAMICA SEPARATA RAPPRESENTA DI FATTO UN RIFIUTO ALL'INTEGRAZIONE

Il ministro Giuseppe Pisanu risponde: ...non voglio ghetti gli islamici debbono andare nelle scuole statali.....

Il direttore della scuola si difende.

Ma il direttore della scuola non ci sta: punta l'indice contro chi lo accusa di seminare odio e di aver dato vita a una madrassa e dichiara testualmente:

"Non siamo una scuola coranica. Non seminiamo l'odio", dice Ali Sharif, egiziano, in Italia da trent'anni.

 "I nostri bambini studiano su programmi egiziani, quelli che vengono seguiti in qualsiasi altro istituto del nostro Paese.

I ragazzi vanno a sostenere l'esame per l'idoneità al consolato egiziano e, da qualche anno, anche alla scuola italiana.

 Non imparano solo l'arabo, ma anche l'italiano. Lo facciamo dal 2002 e non perché qualcuno ce lo ha ordinato, ma perché è il futuro dei nostri figli. Vogliamo creare una scuola paritaria.
I bambini sanno due lingue ed è un bene: se tornano in Egitto, è una capacità in più; se rimangono qui non hanno perso le loro radici.
E' un doppio vantaggio, anche per l'Italia.

Vogliamo contribuire a costruire una società multietnica e multiculturale. Non si può chiudere la scuola. Dove possiamo andare? Su una strada?

 

Considerando le sue dichiarazione, io vorrei provare ad analizzare insieme a voi quanto c’è di sbagliato o di corretto in queste dichiarazioni:

 

*1 "I nostri bambini studiano su programmi egiziani, quelli che vengono seguiti in qualsiasi altro istituto del nostro Paese.

Sbagliato i bambini in Italia, di qualsiasi nazionalità siano, debbono studiare i programmi italiani.

 

*2 I ragazzi vanno a sostenere l'esame per l'idoneità al consolato egiziano e, da qualche anno, anche alla scuola italiana.
SBAGLIATO – i bambini debbono sostenere solo esami italiani, il resto è affar loro, non nostro, sono liberi di farlo, ma il consolato egiziano non può certo verificare, approvare o rifiutare il metodo italiano.

 

3*Non imparano solo l'arabo, ma anche l'italiano. Lo facciamo dal 2002 e non perché qualcuno ce lo ha ordinato, ma perché è il futuro dei nostri figli.

SBAGLIATO – le due lingue in Italia sono rappresentate dall’Italiano e dall’inglese, poi tutti possono accedere ad altre lingue di loro scelta, ma solo in forma facoltativa.

 

*4 Vogliamo creare una scuola paritaria.

BENISSIMO:  prima la creino, la sottopongano al vaglio di chi è preposto alle verifiche e poi possono mandarci i loro ragazzi o chiunque voglia accedervi, anche se non egiziano o arabo e non musulmano, perché le leggi non possono variare da ospite ad ospite, ma sono quelle dello stato Italiano e debbono valere anche per loro.

 

*5 - I bambini sanno due lingue ed è un bene: se tornano in Egitto, è una capacità in più; se rimangono qui non hanno perso le loro radici.

SBAGLIATO NUOVAMENTE -  così i bambini conoscono solo una delle lingue obbligatorie nella nostra scuola, nessuno vuole impedire loro di apprendere la lingua araba, proprio come hanno fatto altre comunità, quelle armene per esempio che hanno mandato i figli nelle scuole italiane, si sono preoccupati di insegnare anche la lingua armena, così come gli ebrei insegnao l'Iddish, e i musulmani  in virtù di quale diritto superiore a quello italiano, pretendono di essere diversi e privilegiati rispetto ogni altra comunità ospite?

 

*6 E' un doppio vantaggio, anche per l'Italia.

E CHI LO DEVE STABILIRE QUALI SONO I NOSTRI VANTAGGI? Loro forse? 
E nuovamente: in virtù di quale diritto decidono loro quale sia un vantaggio per noi? A noi che importa se conoscono o non conoscono l’arabo? Se lo conoscono è bene per loro e nessuno di noi vuole impedire che lo apprendano. Ma non a danno dell’insegnamento italiano e soprattutto non a danno dell’integrazione.

 

*7Vogliamo contribuire a costruire una società multietnica e multiculturale

E COME VOGLIONO CONTRIBUIRE? Ghettizzandosi e ghettizzando noi, cioè separando i loro ragazzi dai nostri e creando classi separate fra maschi e femmine, rendendo di fatto impossibile alle femmine godere degli stessi diritti che hanno i cittadini maschi?  E’ una chiara discriminazione multipla, e una mancanza di rispetto delle leggi  italiane, che si traduce in pratica in un reato.

 

*8 Non si può chiudere la scuola. Dove possiamo andare? Su una strada?

TANTO PER COMINCIARE NON DOVEVANO NEMMENO APRIRLA.  Dove possono mandare i loro ragazzi lo sanno benissimo, gli piaccia o no, nessuno vuole mettere i loro ragazzi in mezzo a una strada, quindi evitino di continuare ad atteggiarsi a vittime, perché non lo sono.

Invece che mantenere la comunità dei loro ragazzi che provengono da tutte le parti della città e molti persino dalla provincia, li mandino tranquillamente nelle nostre scuole, nessuno di noi li discriminerà, al contrario troveranno accoglienza, come è sempre accaduto, tantè che spesso abbiamo persino adattato i nostri costumi ai loro.

Ora cosa vogliono di più?  Ci stanno imponendo i loro usi e costumi, rifiutando vergognosamente i  nostri come se li ritenessero indegni di loro, i quali per alcuni  versi sono illegali in Italia.

Se non sono d’accordo, nel conoscere, e rispettare le nostre leggi e le nostre regole, nessuno li trattiene: possono tornare da dove sono venuti, la loro libertà non deve costare la nostra, ma deve trovare un punto di INTEGRAZIONE!!!

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postato da: Lisistrata alle ore 09/09/2005 14:49 | Permalink |
categoria:politica italiana, islam, societa cronaca