ULTIME BATOSTE AL CAPOLUOGO LOMBARDO
MA VALE LA PENA DI ESSERE ITALIANI ???
Nel mese di gennaio a Milano è successo di tutto con gli immigrati clandestini e non. La vicenda di via Lecco è stata per i milanesi, uno dei peggiori affronti che potessero ricevere da parte delle autorità della sinistra, che mosse esclusivamente da scopi elettorali, si sono fatti beffe dei nostri diritti e hanno di fatto legittimato comportamenti incivili e prevaricatori nei confronti di tutti coloro che da anni vivono il problema casa, la difficoltà di trovare un lavoro definitivo e nonostante ciò si ingegnano, per non gravare troppo sulla comunità e si “arrangiano come meglio possono” mostrando prima di tutto una dignità che altri invece non sanno nemmeno cosa sia.
Il problema non risiede nel fatto che gli immigrati non vadano aiutati, a noi è stato insegnato ad aprire il nostro cuore, le nostre case e i nostri borsellini, anche quando sono quasi vuoti, e lo abbiamo sempre fatto, condividendo il tanto e il poco, ma ora i borsellini sono vuoti, le case non ci sono e i nostri cuori si sono inariditi, perché ci siamo accorti che ci hanno tolto tutto e ci stanno portando via anche la dignità.
Ormai da come stanno andando le cose, sembra proprio che gli immigrati con la prepotenza e la presunzione che tutto sia loro dovuto, si siano imposti come cittadini di serie A prevaricando tutti i nostri diritti e relegandoci alla serie B e per questo dobbiamo dire solo grazie allo sporco gioco al massacro, della sinistra. Sono così sicuri che la prossima volta qualcuno li voterà ancora, dopo quello che abbiamo visto con Via Lecco e i sit-in in Piazza della Scala e alla Stazione Centrale? Dopo aver visto che la Svizzera li ha rispediti indietro tutti quanti e che troppi di loro non hanno voluto accettare quello che il Comune per mezzo dell’infaticabile ed umanissima assessore Tiziana Maiolo era in grado di dare, io mi auguro che i milanesi alzino la testa e sappiano dire che la città dal cuore d’oro è diventata una città dal cuore duro, perché sta distruggendo i suoi cittadini, che oggi si vedono letteralmente buttare fuori dalla città, per far posto agli immigrati. Appartengo a una famiglia d’origine milanese, lavoratori e figli di lavoratori: tre fratelli, di cui due sono dovuti andare ad abitare fuori Milano per poter avere una casa e mia sorella che ormai ha 70 anni ed è rimasta vedova, sta ancora pagando il mutuo, perché la sua città, quella che le ha dato i natali e nella quale sono radicate almeno 10 generazioni che l’hanno preceduta, grazie alle politiche del trentennio del centrosinistra, non ha saputo dare risposte ai nativi e questa giunta che ormai è arrivata al termine della seconda elezione, dal momento dell’insediamento, pur se si è data molto da fare ed i lavori - li abbiamo visti tutti, - ha occupato gran parte delle risorse per rimettere in sesto un patrimonio immobiliare, che stava cadendo a pezzi, ricostruire strade e infrastrutture, ristrutturare ospedali e palazzi di proprietà comunale e demaniale, caserme e persino continuare nella costruzione della linea metropolitana, ferma ancora da prima dei tempi di tangentopoli, e ancora sistemare il verde pubblico e avviare un sistema sanitario, sociale e burocratico, di cui si sentiva una necessità estrema, ma la costruzione di nuove case è solo all’inizio e le poche libere vengono regolarmente occupate dagli immigrati spinti a farlo da tutti quei gruppi di personaggi foschi del mondo dei centri sociali e della sinistra integralista, che vuole imporre [color=Red]“l’inciviltà comunista, che vergognosamente hanno il coraggio di chiamare stato sociale,”[/color] togliendo a tutti noi la dignità di essere ciò che siamo sempre stati:
La Provincia con a capo il signor Penati, spalleggiato dall’onnipresente Dario Fo, ha inferto alla nostra città, un colpo veramente mortale all’idea di avere dalla propria parte autorità che sappiano fare i nostri interessi o quanto meno che rispettino i nostri diritti.
Eppure tutti questi immigrati avrebbero dovuto, come stabilisce la legge, essere suddivisi con altre città, che però hanno rifiutato l’ospitalità e così sono rimasti tutti quanti sul “groppone dei milanesi” ma il sig. Penati si è guardato bene di ospitarne qualcuno nelle province da lui presiedute, dopo che li ha guidati dentro e contro la città di Milano.
un popolo operoso, dignitoso, orgoglioso e generoso ed ora ci stiamo trasformando in pecore spaventate, piene di sensi di impotenza, arrabbiate e bisognose d’aiuto e se questo dovesse andare a buon fine, per loro ovviamente, rappresenterà anche la fine della società civile e del valore di questa città che ha dato tutto ciò che ha potuto a tutti ma che non può e non deve cacciare fuori dalle sue mura aperte i cittadini che l’abitano da sempre, che l’amano e che la rispettano ed ormai siamo rimasti in pochi sopravvissuti, siamo una razza in via d’estinzione.





La contrapposizione, molto violenta e non solo nella parole, finisce quasi sempre nelle strade e nelle bocche degli scioperanti che si affidano a leader che riescono solo ad infiammare i loro animi, con sistemi che sono sempre più simili all’indottrinamento ideologico politico che non a quello che deve tenere conto dei diritti sociali, tant’è che li trascinano verso azioni che ricadono sulla comunità intera e spesso è una comunità che è già oppressa da problematiche simili o addirittura peggiori di quelle degli scioperanti.
Signor Presidente, accetti un consiglio da una sfigata. 






SENZA PAROLE – a pensieri sciolti
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