lunedì, 23 gennaio 2006

ULTIME BATOSTE AL CAPOLUOGO LOMBARDO
MA VALE LA PENA DI ESSERE ITALIANI ???

 Duomo di Milano attrezzato per il  volley per l'estate

Nel mese di gennaio a Milano è successo di tutto con gli immigrati clandestini e non. La vicenda di via Lecco è stata per i milanesi, uno dei peggiori affronti che potessero ricevere da parte delle autorità della sinistra, che mosse esclusivamente da scopi elettorali, si sono fatti beffe dei nostri diritti e hanno di fatto legittimato comportamenti incivili e prevaricatori nei confronti di tutti coloro che da anni vivono il problema casa, la difficoltà di trovare un lavoro definitivo e nonostante ciò si ingegnano, per non gravare troppo sulla comunità e si “arrangiano come meglio possono” mostrando prima di tutto una dignità che altri invece non sanno nemmeno cosa sia.

Il problema non risiede nel fatto che gli immigrati non vadano aiutati, a noi è stato insegnato ad aprire il nostro cuore, le nostre case e i nostri borsellini, anche quando sono quasi vuoti, e lo abbiamo sempre fatto, condividendo il tanto e il poco, ma ora i borsellini sono vuoti, le case non ci sono e i nostri cuori si sono inariditi, perché ci siamo accorti che ci hanno tolto tutto e ci stanno portando via anche la dignità.

Ormai da come stanno andando le cose, sembra proprio che gli  immigrati con la prepotenza e la presunzione che tutto sia loro dovuto, si siano imposti come cittadini di serie A prevaricando tutti i nostri diritti e relegandoci alla serie B e per questo dobbiamo dire solo grazie allo sporco gioco al massacro, della sinistra.

i rifugiati nella sala consiliare della Provincia di MilanoLa Provincia con a capo il signor Penati, spalleggiato dall’onnipresente Dario Fo, ha inferto alla nostra città, un colpo veramente mortale all’idea di avere dalla propria parte autorità che sappiano fare i nostri interessi o quanto meno che rispettino i nostri diritti. 

Sono così sicuri che la prossima volta qualcuno li voterà ancora, dopo quello che abbiamo visto con Via Lecco e i sit-in in Piazza della Scala e alla Stazione Centrale? Dopo aver visto che la Svizzera li ha rispediti indietro tutti quanti e che troppi di loro non hanno voluto accettare quello che il Comune per mezzo dell’infaticabile ed umanissima assessore Tiziana Maiolo era in grado di dare,  io mi auguro che i milanesi alzino la testa e sappiano dire che la città dal cuore d’oro è diventata una città dal cuore duro, perché sta distruggendo i suoi cittadini, che oggi si vedono letteralmente buttare fuori dalla città, per far posto agli immigrati.
Eppure tutti questi immigrati avrebbero dovuto, come stabilisce la legge, essere suddivisi con altre città, che però hanno rifiutato l’ospitalità e così sono rimasti tutti quanti sul “groppone dei milanesi” ma il sig. Penati si è guardato bene di ospitarne qualcuno nelle province da lui presiedute, dopo che li ha guidati dentro e contro la città di Milano.

Appartengo a una famiglia d’origine milanese, lavoratori e figli di lavoratori: tre fratelli, di cui due sono dovuti andare ad abitare fuori Milano per poter avere una casa e mia sorella che ormai ha 70 anni ed è rimasta vedova, sta ancora pagando il mutuo, perché la sua città, quella che le ha dato i natali e nella quale sono radicate almeno 10 generazioni che l’hanno preceduta, grazie alle politiche del trentennio del centrosinistra, non ha saputo dare risposte ai nativi e questa giunta che ormai è arrivata al termine della seconda elezione, dal momento dell’insediamento, pur se si è data molto da fare ed i lavori - li abbiamo visti tutti, - ha occupato gran parte delle risorse per rimettere in sesto un patrimonio immobiliare, che stava cadendo a pezzi, ricostruire strade e infrastrutture, ristrutturare ospedali e palazzi di proprietà comunale e demaniale, caserme e persino continuare nella costruzione della linea metropolitana, ferma ancora da prima dei tempi di tangentopoli, e ancora sistemare il verde pubblico e avviare un sistema sanitario, sociale e burocratico, di cui si sentiva una necessità estrema, ma la costruzione di nuove case è solo all’inizio e le poche libere vengono regolarmente occupate dagli immigrati spinti a farlo da tutti quei gruppi di personaggi foschi del mondo dei centri sociali e della sinistra integralista, che vuole imporre [color=Red]“l’inciviltà comunista, che vergognosamente hanno il coraggio di chiamare stato sociale,”[/color] togliendo a tutti noi la dignità di essere ciò che siamo sempre stati:
un popolo operoso, dignitoso, orgoglioso e generoso ed ora ci stiamo trasformando in pecore spaventate, piene di sensi di impotenza, arrabbiate e bisognose d’aiuto e se questo dovesse andare a buon fine, per loro ovviamente, rappresenterà anche la fine della società civile e del valore di questa città che ha dato tutto ciò che ha potuto a tutti ma che non può e non deve cacciare fuori dalle sue mura aperte i cittadini che l’abitano da sempre, che l’amano e che la rispettano ed ormai siamo rimasti in pochi sopravvissuti, siamo una razza in via d’estinzione. 
 

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postato da: Lisistrata alle ore 23/01/2006 04:05 | Permalink |
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giovedì, 19 gennaio 2006

CATTIVI MAESTRI DANNO CATTIVI CONSIGLI CHE PORTANO PESSIMI RISULTATI 

Prendo spunti da un paio di articoli che ho letto in rete su due blog, con i quali condivido molte delle opinioni da loro espresse, ma prima di mettervi a conoscenza delle loro idee, desidero sottoporvi le mie.

Sono convinta da molto tempo (ebbi già modo di scriverlo nel vecchio magazine Lisistrata un paio d’anni fa) che gli scioperi così come sono condotti in quest’ultimo decennio, non abbiano più ragione d’essere e al contrario ormai producono effetti praticamente contrari alle intenzioni, con le quali erano stati motivati.
A chi giova questo dissennato modo di fare sciopero, che sta tornando a boomerang verso i lavoratori togliendo loro i benefici che sono riusciti ad ottenere fra gli anni 50 e 80 ?

Mi sto sempre di più convincendo che nessuno vuole veramente mettere mano al sistema vigente di spartizione di potere, fra sindacati con i loro potentati e le loro lobby, che ormai impazzano e vanno a braccetto con i partiti che spesso sono anche al governo, attuando di fatto una finta contrapposizione.  

blocco alla malpensaLa contrapposizione, molto violenta e non solo nella parole, finisce quasi sempre nelle strade e nelle bocche degli scioperanti che si affidano a leader che riescono solo ad infiammare i loro animi, con sistemi che sono sempre più simili all’indottrinamento ideologico politico che non a quello che deve tenere conto dei diritti sociali, tant’è che li trascinano verso azioni che ricadono sulla comunità intera e spesso è una comunità che è già oppressa da problematiche simili o addirittura peggiori di quelle degli scioperanti.

Per non dilungarmi arrivo subito alle proposte, che mi piacerebbe veramente sottoporre sia ai Sindacati che al Governo, perché ciò che proporrò, riguarda entrambe le “categorie” anche se mi rendo conto che questa mia proposta possa essere considerata “grezza, primitiva” ma almeno è una proposta di cambiamento radicale e dato che le cose non funzionano cambiare è imperativo.

Contratti di lavoro 
E’ assolutamente inconcepibile che i contratti di lavoro, nel momento in cui scadono, non abbiano già pronti quelli che debbono subentrare in loro sostituzione, quindi proporrei una legge molto dettagliata al riguardo:
I contratti debbono essere rinnovati entro l’ultimo giorno che preceda la sua scadenza,
se questo non avviene perché le parti in causa non hanno trovato un accordo, il rinnovo deve essere automatico, in base al calcolo della svalutazione reale e del caro vita che ogni anno è facilmente calcolabile e se i lavoratori non si ritengono soddisfatti, dato che la soluzione forzosa è provvisoria, il lavoro può continuare e le trattative che comprendono il diritto di sciopero possono essere attuate dai lavoratori, ma eventuali scioperi debbono essere contenuti nell’ambito dell’ambiente lavorativo e del datore di lavoro e non rivolti verso soggetti esterni alle parti in causa, poiché questo aumenta il disagio alla comunità intera, sulla quale ricade una grossa parte di costo dello sciopero.
Il tempo limite utilizzabile per condurre questa parte di trattative e scioperi, non deve superare i 3 mesi (dalla data del rinnovo automatico del contratto)  e se le parti, non avranno trovato un accordo, dovrà subentrare una commissione arbitrale, che dopo aver messo a verbale i punti di incontro e quelli che divergono, deciderà a suo insindacabile giudizio, i termini del nuovo contratto, anche dal punto di vista economico, che comunque può essere superiore o uguale all’aumento già stabilito ma non essere minore e ovviamente con valore retroattivo, alla sua naturale scadenza.
Il costo dello sciopero, portato avanti entro questo breve periodo di 3 mesi, non può ricadere completamente sul dipendente, in quanto non è l’unico che lo ha provocato, e quindi il datore di lavoro deve condividerne responsabilità e costi.
Le parti che non rispetteranno l’arbitrato, saranno soggette a pene pecuniarie o altro (da stabilire)
Metodologie attuabili di sciopero:
- I costi di tutti gli scioperi debbono ricadere solo ed esclusivamente sulle parti in causa che sono i protagonisti del contendere, di conseguenza le modalità possono essere queste:
non c’è bisogno di concordare in anticipo lo sciopero, questo potrà avvenire senza preavviso, con forme di astensione, anche selvaggia entro l’azienda, con l’aggiunta della considerazione che quando i lavori sono ritenuti non solo di pubblica utilità, ma fondamentali per salvaguardare i diritti fondamentali della società, la forma di astensione diventa inaccettabile.
In queste categorie rientrano soprattutto medici, infermieri, dipendenti delle ferrovie, aeroporti, o delle aziende tranviarie, servizi di spazzatura, energia elettrica o gas, controllori dei caselli autostradali, impiegati comunali degli uffici pubblici, tribunali, portantini di ambulanze ecc. ecc. che rappresentano tantissime professionalità che non possono essere sospese.  In questi casi gli scioperi possono essere attuati semplicemente continuando a fornire il servizio di sempre, ma fornirlo gratuitamente fino a un certo costo (da stabilire)  e oltre un certo costo, alla metà del suo prezzo (da stabilire).
I dipendenti non perderanno il corrispettivo del lavoro fornito e il datore ne avrà un sicuro danno economico, ma che non ricade sulla comunità
Ovviamente per evitare che qualcuno si approfitti di questa situazione, gli scioperi non possono essere concordati precedentemente, ma attuati in forma selvaggia, senza preavviso di inizio e senza avviso di termine.
Inoltre, nei casi in cui la situazione dello sciopero non dipenda semplicemente dal contratto ma esistono altre problematiche, anche l’occupazione potrà essere realizzata, anzi l’occupazione dovrà avvenire con il datore di lavoro o i dirigenti, presenti nell’azienda assieme agli scioperanti, per tutto il tempo che servirà per arrivare alla trattativa.
Ritengo indispensabile che le due parti siano presenti sul luogo dello sciopero, e mi sembra quanto meno una mancanza di intelligenza se i sindacati non si sono ancora resi conto che un’occupazione è qualcosa che ricade solo molto parzialmente, sul datore di lavoro, ma ricade come un macigno sulle spalle di chi la attua, generando situazioni estremamente pesanti e non solo dal punto di vista economico, ma da quello psicologico e sociale, poiché toglie tempo e serenità che ciascuno dovrebbe avere il diritto di concedere a sé stesso e alla propria famiglia e questi sono valori a fondo perso, che nessun contratto potrà mai ricompensare. L'articolo segue qui 

postato da: Lisistrata alle ore 19/01/2006 04:11 | Permalink |
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lunedì, 16 gennaio 2006

DOVE SI TROVA SMEMORABILIA?  A SINISTRA PREGO
Dopo tutti gli anni in cui ho sentito ripetere fino alla nausea, “lasciamo lavorare la magistratura” quando toccava a Berlusconi subire la “santa inquisizione”, su ipotetici e mai dimostrati teoremi nei quali Silvio Berlusconi finiva per essere considerato l’uomo più mafioso d’Italia, la cupola d’oro di tutte le mafie del mondo.
Correva l’anno in cui il suo potere era illimitato…. aveva ramificazioni anche in URSS, ricordate gli sberleffi per l’essere stato ospite nella dacia di Putin? Altrettanto noto mafioso russo ovviamente, subentrato agli onest’uomini che prima di lui avevano calcato il suolo della grande madre Russia: Lenin, Stalin, Breznev, Crushov ecc…ecc…
…… eh sì altri tempi quelli, belli per la sinistra italiana, tutta casa e partito, convinta di essere la portatrice del paradiso in terra, convinzione fra l’altro mai abbandonata, anzi ribadita nel dogma occhettiano della superiorità morale insita nel DNA di chi appartiene alla sinistra e che la sancisce inequivocabilmente.
Dopo le intercettazioni sul caso Unipol e BNL, non poteva non scoppiare un putiferio e alle dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi a “Porta a Porta” fa seguito l’invito di Bertinotti che dice al Presidente del Consiglio di evitare di dare fiato alle trombe, ma di rivolgersi alla magistratura se ha qualcosa da comunicare veramente, altrimenti sono solo chiacchiere alla blah blah blah  e gli fa eco lo stesso Fassino che come si legge dalle pagine del l’Unità rincara la dose, pardon rincara il consiglio. 

E Berlusconi, come cappuccetto rosso che sfida il lupo cattivo: va dal giudice e allora scoppia un altro putiferio, non gli viene nemmeno risparmiato l’offesa di essere un “informatore” della magistratura.
Ma come non erano loro quelli che hanno trovato più che legittime le oltre 500 perquisizioni fatte ad opera della magistratura e le intercettazioni nei bar, senza nemmeno registrazioni funzionanti e scritte a memoria dall’incaricato che doveva registrare?  E non è stato Prodi, prima di Berlusconi dal gip di Milano allora Di Pietro a sbofonchiare qualcosa, per poter tornare a casa illibato?
Insomma se Berlusconi parla con i giudici è un infame, se non ci parla è un mafioso.

ruotadellafortunaSignor Presidente, accetti un consiglio da una sfigata.
Faccia come la Signora Bolchini, di cui alla foto a sin.: giri la ruota, faccia gli scongiuri e si tocchi le palle, perché questi qui comunque la metta, hanno truccato la ruota per farla girare sempre e solo dalla loro parte, ma con i debiti scongiuri…. potrebbe vincere una bella matrioska con sorpresa.

postato da: Lisistrata alle ore 16/01/2006 02:48 | Permalink |
categoria:politica italiana
venerdì, 13 gennaio 2006

INDOTTRINAMENTO DA PARROCCHIA DEL PC
di Gaetano Saglimbeni

Indottrinati in parrocchia e nei campi dei boy-scout al comunismo di Bertinotti
Da sacerdoti e assistenti laici, mistificatori e irresponsabili, accecati dal fanatismo politico, i nostri ragazzi, affidati loro con fiducia, vengono indottrinati con  menzogne degne della più bieca propaganda ideologicamente razzista che rinnega persino le proprie radici pur di costruirsi una verginità immeritata  LEGGI IL SEGUITO

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categoria:politica italiana
mercoledì, 11 gennaio 2006

PROVE TECNICHE DI REGIME TELEVISIVO
Ieri sera abbiamo assistito ad una trasmissione televisiva veramente indegna di un paese che si ritiene democratico.  Il ministro della repubblica italiana Castelli e l’onorevole Cicchitto, a Ballarò, come purtroppo è abitudine della sinistra, gestire in modo fazioso le trasmissioni di RAI3, sono stati letteralmente “messi in mezzo” nel solito tranello che usa lo spudorato intervistatore, (che potrebbe lavorare tranquillamente alle dipendenze dell’inquisizione) con Bersani, Rutelli e Scalfari (ex direttore di Repubblica) spalleggiati ancora più ignobilmente da un pubblico scelto in modo così fazioso, da generare repulsione in chiunque avesse un minimo di rispetto delle persone.  
Durante la trasmissione il ministro e l’onorevole del centro-destra sono stati sbeffeggiati e derisi, oltre che offesi da coloro con i quali si sarebbe dovuto svolgere un dibattito e quello che è ancora più grave vi si è accodato il pubblico, a cui naturalmente l’intervistatore non ha cercato di porre rimedio né di garantire un minimo di rispetto.  
Così abbiamo visto andare in onda la prova generale di quello che potrebbe diventare, quanto prima, il nuovo regime televisivo alla soviet di staliniana memoria.

Vedo con piacere che Watergate2000 ha riportato le mie stesse impressioni, ma lui più abile di me ha scritto questo pezzo:  
<<<Scalfari che insulta, prende continuamente in giro, Floris che palleggia, il pubblico che imita Scalfari e offende e urla contro gli esponenti del centrodestra. Scalfari dice che tutto l’elettorato non di sinistra (il 70% in Italia) maneggia danaro, è ricco e non ha senso civico (Bersani). La parola magica è: oggettività. La parola velenosa che ritorna sempre: Berlusconi. Il tutto su Rai 3, servizio pubblico per il quale si paga il canone. Nel frattempo la Corte approva la ex-Cirielli, l'Europa benedice la finanziaria e Bankitalia blocca la scalata di Unipol.

Bene, bene. Adesso aspettiamo il film di Moretti, Enzo Biagi, Jovanotti, Santoro e rivinciamo le elezioni.  

Ministri borderline a Ballarò  
Altri dieci Scalfari così e vinciamo le elezioni. Invitatelo, invitatelo! >>> 

Il seguito su Lisistrata 

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categoria:politica italiana, attualita e news
martedì, 10 gennaio 2006

COSA NON SI FAREBBE PER ARRAFFARE QUALCHE VOTO
di Gaetano Saglimbeni

Bruno Vespa a Porta a Porta

LA LISTA DEI CONSUMATORI, PROMOSSA DAL CODACOMS SI PRESENTA ALLE ELEZIONI DEL 9 APRILE A FIANCO DELL'ITALIA DEI VALORI - LISTA DI PIETRO - E ANCORA PRIMA DI ESSERE ELETTA HA GIA' IMPARATO IL POLITICHESE PIU' BIECO, SFRUTTANDO UN'ANZIANA SIGNORA, CHE NONDISDEGNA DI FARSI SFRUTTARE, VISTO CHE NON LE COSTERA' NULLA, SECONDO QUANTO DICHIARATO DA LEI STESSA

Il caso della pensionata che chiama in causa Berlusconi perché non ha avuto l’aumento annunciato a Porta a porta, ma il politico ex magistrato Di Pietro ha dimenticato le norme del Codice?
 

Mistificazioni e menzogne su una vicenda montata ad arte per fare di una vecchietta sprovveduta la portabandiera della propria campagna elettorale. La signora in questione, dicono al ministero del Lavoro, non rientra nella fascia degli aventi diritto (2 milioni mezzo di persone)perché anche  il marito ha la pensione. Mi manda Rai3   ha detto no.  

Il titolo con il quale il Corriere della Sera presenta il caso è davvero sorprendente. E la pensionata porta il premier dal giudice , leggiamo a 7 colonne, nella apertura di una pagina dominata dallo foto a 3 colonne della signora.  E nel sottotitolo, accanto alla sue parole virgolettate (“Non mi ha dato l’aumento promesso”),  la clamorosissima sorpresa: Berlusconi convocato, Bruno Vespa testimone. Quando lo incontrerò in aula, spiega nel sommario la battagliera signora, non gli dirò niente, non voglio pronunciare parole sbagliate. Tanto, ci sono le carte che parlano per me. In televisione il presidente aveva detto che mi avrebbe portato la pensione a 500 euro, invece ne prendo sempre 371.
   Leggi il seguito 

postato da: Lisistrata alle ore 10/01/2006 03:36 | Permalink |
categoria:politica italiana
mercoledì, 21 dicembre 2005

Fischi al pontefice.
Papa Benedetto XVI° fischiato dai figli dei fiorellini
di Gaetano Saglimbeni

Francesco Rutelli

 

Non era mai successo, nella storia della Chiesa cattolica, che un Papa fosse fischiato. Ed è successo per la prima volta (pensate un po’) a Roma, nella città di cui Benedetto XVI, com’è nella tradizione del Papato, è arcivescovo. Autori dello sconcertante ed assolutamente incivile episodio di intolleranza religiosa non sono stati i disubbidienti, i no-global, gli incappucciati, gli antagonisti o gli anarchici insurrezionalisti, ma gli ex democristiani della Margherita di Rutelli che vorrebbero governare l’Italia con l’ex democristiano neo compagno Prodi ed i comunisti Bertinotti, Cossutta e Diliberto.
E’ accaduto all’hotel Radisson, durante un convegno organizzato dagli ulivisti della Margherita. Il Pontefice (bisogna chiarirlo subito) non era presente: dl papa Ratzinger scorrevano su un maxischermo le immagini di una delle sue visite pastorali, in attesa che ai microfoni si presentassero i relatori ufficiali (Prodi, Rutelli, Nicola Mancino, Franco Marini) e gli illustri ospiti (tra i quali il segretario dei DS Fassino). Chi poteva mai aspettarsela, una reazione del genere, in un convegno di ex democristiani?  Leggi il seguito

postato da: Lisistrata alle ore 21/12/2005 18:07 | Permalink |
categoria:politica italiana, attualita e news
mercoledì, 21 dicembre 2005

ECCOLI QUA I SOLITI  NEMICI DI ISRAELE
di Deborah Fait
Alfonso Pecoraro ScanioOliviero Di Liberto con ArafatFausto Bertinotti

Eccoli qua, ancora una volta: i nemici di Israele, i nemici della pace, gli assassini della verità. Eccoli qua ancora una volta: mai sazi di odio, a manifestare contro Israele con un proclama che vuole imbrogliare la gente che si prepara a festeggiare il Natale.
Eccoli qua a parlare di: "Natale di pace in Palestina".
Eccoli qua, sempre i soliti: sempre loro, sempre quelli che un paio d'anni fa sono andati a sfilare a Roma vestiti da kamikaze 
Non dimentichiamo quella vergogna che ha macchiato  la Capitale d'Italia, non dimentichiamola mai.
Eccoli qua: il 23 dicembre saranno a Milano dove vogliono costruire un muro uguale a quello che si sta costruendo in Israele.
Eccoli qua: pieni di rabbia perché la costruzione del muro impedisce ai terroristi di passare, e di ammazzare Israeliani innocenti.
Lo chiamano "Muro della vergogna" eppure dovrebbero sapere che i muri non li abbiamo inventani noi, ma "loro" e contro i "loro" muri, questa gente non manifesta perché non sono stati gli israeliani a erigerli, non sono stati gli ebrei a pensarli, allora si fa silenzio e si evita di ricordarli, tanto la gente comune non lo sa.... E' proprio su questo chep untano, sull'ignoranza della gente, cui puoi raccontare quello che vuoi sul perfido Israele, diffamanto per anni da costoro, senza tregua e senza vergogna.
No, non parlano mai degli altri muri, dei loro muri, allora glieli ricordo io, citando la lettera di un amico che vive a Gerusalemme: leggi il resto

postato da: Lisistrata alle ore 21/12/2005 16:50 | Permalink |
categoria:esteri, politica italiana, attualita e news
domenica, 18 dicembre 2005

CHI SONO I VERI RAZZISTI?  Quelli della lega perché parlano forte e chiaro esprimendo senza peli sulla lingua il loro dissenso, o questi ignobili imbecilli?

genova2  genova1

In treno, al ritorno da manifestazione 'No Tav' (ANSA) - TORINO, 17 DIC - L' europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio è stato aggredito sul treno da no global di ritorno dalla manifestazione 'No Tav''. E' lo stesso Borghezio a raccontarlo: "Mi hanno assalito, colpito in testa, strappato il cappotto, devo ringraziare due agenti della Polfer, un uomo e una donna, che mi hanno salvato dalla furia di quegli scalmanati'. Pisanu: 'e un atto intollerabile, estremisti sempre pronti ad entrare in azione'.

disubbidientionoglobal

Certo che, chi trova sulla propria strada questi bravi ragazzi, anche se non crede in dio, una volta tanto lo ringrazia di non avere dei figli così. 

AGGIORNAMENTO: Lo preciso poiché sò che qualche analfabeta intellettuale farà finta di non capire che le manifestazioni contro la T.A.V. sono strumentali.
Anche se continuate a credere che siamo uma massa di imbecilli, la vera massa di imbecilli siete voi che sostenete questi ceffi che non sono molto diversi dai mafiosi e dai terroristi che impongono le loro scelte con la violenza e poi avete anche il coraggio di entrare qua e dire che io e i miei lettori siamo fascisti.  Questa gentaglia può credersi a sinistra, a destra, può credersi dove cavolo gli pare, la verità è che è gentaglia e basta e vanno in branco a fare ciò che hanno sempre fatto le squadracce fasciste che tanto dicono di disprezzare, intatti disprezzano sé stessi e tutti noi, consegnando il nostro paese in mano all'arroganza degli integralisti islamici, che per fini e scopi diversi ricorrono agli stessi metodi usati da questi mascalzoni.

postato da: Lisistrata alle ore 18/12/2005 03:52 | Permalink |
categoria:politica italiana
venerdì, 16 dicembre 2005

astronaviSENZA PAROLE – a pensieri sciolti

Una pausa riflessiva e dolorosa: questa sera guardavo la TV e stava andando in onda un servizio molto ampio sulla questione della Banca Popolare di Lodi, di Fiorani, Fazio e di tutti gli altri banchieri e manager multimiliardari, coinvolti in quello che sembra stia diventando un grosso scandalo economico e politico.

Debbo confessare che sono disorientata, eppure ho sempre pensato di essere abbastanza sveglia, di riuscire a leggere le notizie ben al di là delle apparenze, ma quando mi trovo davanti a questi eventi, gli intrecci fra economia, politica, delinquenza, debbo ammettere la mia totale ignoranza, ma soprattutto il mio disappunto nello scoprire che esistano soggetti che nella loro vita, sembrano avere una sola ambizione: crescere a dismisura in ricchezza, potere e arroganza, indipendentemente da ciò che questo costerà al proprio paese e alla popolazione del proprio paese, oltre che nel mondo.

Come penso lo siano stati tutti, sono stata un’idealista in gioventù, la vita poi mi ha messo di fronte alla realtà e gli idealismi sono andati letteralmente “a farsi fottere” non perché non ne abbia più, ma perché non sono realizzabili, restano però sempre gli ideali, a cui mi ispiro e a cui ho cresciuto i miei figli e così tanta furbizia e disonestà, mi disorienta, mi sconcerta, mi lascia completamente spiazzata.

Qualcuno sa dirmi quando parte la prossima astronave?  Vorrei prenderne una, che vada il più lontano possibile dal nostro sistema solare, non importa se nel buio, purché fuori da questo schifo.

postato da: Lisistrata alle ore 16/12/2005 03:38 | Permalink |
categoria:politica italiana
martedì, 13 dicembre 2005

Mohamed DakiL'espulsione di MOHAMED DAKI
Il Viminale decide l'immediata espulsione del marocchino, assolto dai giudici per terrorismo, ma condannato per reati minori, su cui gravava già un'ordinanza di espulsione precedente, mai eseguita.
L'articolo completo lo potete leggere qui intanto pubblico le mie riflessioni

1 - Se è vero come sostenuto dalle due sentenze che il Mohamed Daki non è un terrorista, ma un guerrigliero resistente, come mai un marocchino fa il guerrigliero in terra straniera? I resistenti italiani in tempo di guerra erano forse di altra nazionalità? Gli infiltrati di altre nazioni che collaboravano non erano forse considerati spie e fucilati all'istante?
2 - E' o non è il terrorismo un'entità transnazionale, che comprende al suo interno ogni differente nazionalità e possiede un unico obiettivo che accomuna i terroristi di tutto il mondo - in particolare gli islamici - la cui finalità è combattere e sottomettere l'occidente con il terrore e la distruzione che questo comporta?
3 - Se esistono leggi che prevedono l'espulsione degli stranieri non in regola, quando questi hanno commesso reati, cosa ci faceva Daki ancora in Italia, visto che ne aveva già avuto uno di ordine di espulsione?
4 - Avendo avuto una seconda condanna, anche se per reati minori, l'ordine di espulsione sono diventati due, di conseguenza era giusto applicarli o bisognava continuare a fingere che non esistesse un problema?
5 - Ha o non ha, il ministro Pisanu il dovere di pensare e garantire la sicurezza dei cittadini Italiani e dell'Italia?
6 - Se Mohamed Daki è una brava persona, qual'è il problema che dovrà affrontare tornando al suo paese? Forse ha dei procedimenti penali sospesi? Se sì, sono affari suoi e bene ha fatto doppiamente il Ministro a far rispettare gli atti di espulsione. Se no, non ha nulla da temere.
7 - Perché l'espulsione del tunisino Gharsellaoui Mohamed Akremi, non ottiene da parte dell'opinione pubblica e del suo avvocato, altrettanta attenzione e sensibilità? Forse è proprio la simpatia che un probabile terrorista suscita nei "negazionisti italiani" quella che ha fatto scattare l'indignazione della sinistra benpensante e di tutti quei gruppi estremisti, di cui ormai il paese pullula? 
8 - Ma non da ultimo: ha una società il diritto e il dovere di difendersi e di difendere i propri figli e il proprio territorio?

postato da: Lisistrata alle ore 13/12/2005 04:03 | Permalink |
categoria:terrorismo, politica italiana, giustizia
martedì, 13 dicembre 2005

Corruzione ad alta velocità libro di Imposimato - Provvisionato - PisauroTAV VAL DI SUSA - Storia, corruzioni e intrallazzi politici

ROMA Doveva costare 29mila miliardi, a quanto pare ne è costati 140mila.  Da Il Resto del Carlino

Doveva essere la più grande opera pubblica mai progettata in Italia, è diventato «un assalto predatorio tale da far impallidire qualsiasi scandalo dell'era Tangentopoli».

Sul coinvolgimento della camorra partenopea, dei grandi gruppi industriali pubblici e privati e degli immancabili partiti col loro dazio del 3 per cento, pare non esserci dubbio, eppure, la scorsa settimana, alla presentazione del libro Corruzione ad alta velocità c'era solo Radio radicale.

Sandro Provvisionato, caporedattore del Tg5 ed autore del libro assieme all'ex magistrato e parlamentare indipendente del Pci Ferdinando Imposimato e al penalista socialista Giuseppe Pisauro, se l'aspettava: «Non avevo dubbi: nel grande guazzabuglio sull'Alta velocità figurano i nomi di Romiti, Agnelli e De Benedetti, ovvero: Corriere, Stampa e Repubblica».

 

A denunciare il «grande silenzio» è stato solo Marco Pannella, il quale, in armonia con certa stampa anglosassone, ha chiesto la testa di Prodi.

Cosa c'entra Prodi? A leggere le 180 pagine del libro sembra entrarci a pieno titolo. E con lui Antonio Di Pietro.

Tanto che sorge il sospetto che, più dell'affare Tav, il vero obiettivo degli autori siano le «compromissioni» dei due politici dell'Asinello al tempo in cui il primo oscillava tra la presidenza di Nomisma e quella dell'Iri, e il secondo era, come si legge, «il supposto eroe di Mani pulite».

Tutto ruota attorno al materiale raccolto da Imposimato, quand'era membro della commissione Antimafia presieduta dalla pm ‘eretica' Tiziana Parenti.

Leggi il seguito qui vi troverai anche il riassunto storico della TAV

postato da: Lisistrata alle ore 13/12/2005 03:54 | Permalink |
categoria:politica italiana
mercoledì, 07 dicembre 2005

TAV val di SusaTAV VAL DI SUSA - POLITICI DI SINISTRA CONTRO IL GOVERNO

La polizia interviene per liberare i lotti di terreno e le opposizioni gridano:
AL LUPO CATTIVO!!! AL LUPO CATTIVO!!!

Sta succedendo proprio quello che successe da quando la maggioranza degli italiani scelse di votare per il centro destra e si è insediato il governo presieduto da Silvio Berlusconi.
I ruspanti e rampanti arrampicatori delle sinistre, come sempre, attaccano il governo e questa volta perché è stato necessario far intervenire la polizia, per prendere possesso degli  82 lotti di terreno su cui la società CNC, per conto della LTF, dovrà costruire il tunnel che servirà alla messa in funzione della linea ferroviaria Torino-Lione, che fino ad ora erano stati occupati. Leggi la notizia su swissinfo
Per la rimozione forzata dei picchetti e delle “barricate” erette da un manipolo di scalmanati abitanti della Valle di Susa, sono state impiegate ruspe ed è per questo che la polizia viene impiegata, per poter permettere loro di svolgere il lavoro di cui sono stati incaricati, altrimenti ciò non sarebbe potuto realizzarsi, come dimostrato già dai manifestanti fino ad oggi.
I manifestanti sono guidati da sindaci belligeranti, a cui probabilmente sta più a cuore la carica della loro poltrona che la politica economica della loro Valle, e si oppongono strenuamente alla realizzazione della TAV  (alta velocità) che dovrebbe congiungere le città d’Europa, passando entro tunnel scavati sotto le montagne della valle, ma chissà perché si stanno dimenticando che fu proprio Prodi che diede il benestare, quando era il presidente di turno della Commissione Europea, alla sua realizzazione.
Ma non ci si può meravigliare se la memoria fa cilecca ai cittadini, quando è lo stesso Prodi e le sinistre che lo hanno appoggiato, a fingere di non ricordarlo. 
Non ci furono presidi o proteste allora, nessuno fiatò, anzi gli applausi si sprecarono, come mai oggi invece ci sono e si è così vicini allo scadere dei termini per rispettare gli impegni con la comunità europea e delle nuove elezioni?
Non è evidente che l’Italia resterebbe fuori dai commerci e dagli scambi e dovrebbe per giunta pagare delle penali salatissime, oltre che mandare a farsi sfottere una serie di aziende ei  relativi dipendenti a spasso?

A che serve questo, a chi giova? 
A coloro che sperano domani di governare l’Italia e di poter dire che il centro destra ha fallito anche in questo?  E che l’economia della valle è al disastro per colpa del diavolo Berlusconi e di tutti i suoi satanassi?
Non ci vuole una laurea alla Bocconi per capire che queste manifestazioni sono organizzate a mo’ di guerriglia urbana o quanto meno posseggono un imprimatur di quella specie, per capire il perché le forze dell’ordine hanno, non solo l’ordine ma il dovere di intervenire.
E come mai le sinistre si dicono tanto scandalizzate, per l’intervento della  forza pubblica per liberare la valle dagli scalmanati, se quando erano loro al governo fecero di peggio e di più contro gli allevatori, che protestavano per le fatidiche quote latte?  Il governo D’Alema non solo ordinò di malmenare i manifestanti, ma mandò la polizia a sfasciargli i trattori fermi nei campi.
Qualcuno della sinistra se lo ricorda o no?
Non si ricordano la reazione degli allevatori, con i trattori parcheggiati a Vancimuglio (Vicenza) che finirono per gettare merda sulle forze dell’ordine e andarono a rovesciarla persino davanti ai palazzi del potere di Roma?
Ma come sono bravi a stigmatizzare ciò che fa il centrodestra, vedi G8 di Genova, mentre tutto bene per  loro, nonostante gli interventi violenti e gli arresti  avvenuti solo pochi mesi prima a Napoli quando sia al governo che alla guida della città, della provincia e della regione c’erano loro, quelli del centro sinistra?
Fate un sano ripasso de vostro lavoro prego, e in questa pagina rileggetevi la politica del manganello vuoi mai che vi torni la memoria.... prima di continuare a blaterare ingiurie, contro questo governo e quindi contro di noi che lo abbiamo votato 

Siamo alla solita schifosa doppia misura, del  bene e del male, secondo l’interesse di parte: a sinistra tutto bene a destra tutto male.  Non li ho mai sentiti una volta, una sola, approvare qualcosa che questo centrodestra ha fatto.
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postato da: Lisistrata alle ore 07/12/2005 01:14 | Permalink |
categoria:politica italiana
lunedì, 05 dicembre 2005

Carlo Azeglio Ciampi e signora FrancaPER UNA SOLA NOTTE. - da Controcorrente

Recentemente ho incontrato una persona che, oltre ad essere un carissimo amico, è molto ben informata circa certi fatti che vi andrò ad esporre. La vicenda di cui mi occuperò riguarda la prossima visita del Presidente della Repubblica e gentile consorte in una città del nord.
 L’amico si lamentava perché, a suo dire, le trasferte della coppia sembrano particolarmente onerose per la collettività, quanto non lo siano mai state quelle di chi l’ha preceduta, voi tutti penserete ai costi della sicurezza, considerando le minacce che certe frange islamiche hanno tuonato contro il nostro Paese, o quelli derivanti dall’ordine pubblico visto le azioni dei no global; nulla di più lontano, amici miei  … i costi per le casse dello Stato derivano dai capricci della Signora Franca (avallate dal consorte) e dalle difficoltà  di natura “tecnica” che queste stravaganze implicano.
 Come forse alcuni amici sapranno la Signora ormai non si muove se non riesce a riposare le stanche membra nel proprio letto al Quirinale; in parole povere si tratta di smontare e rimontare il giorno stesso il talamo in due città che distano circa 600 chilometri (ragionevolmente questo significa trasportarlo in aereo), ma le curiosità non si fermano qui: per riporre il guardaroba della first lady è stato necessario acquistare un armadio particolare (con relative grucce), dotato di una ventilazione particolare che non sgualcisce i capi, oltre a mantenerli ad una certa temperatura; tale mobile non viene commercializzato all’Ikea, ma è prodotto solamente da un’azienda di Vicenza.
 Ma il colmo dell’esosità e dello schiaffo alla situazione economica del Paese arriva ora: la coppia dormirà in Prefettura e, per accedere ai piani superiori dove sono gli alloggi, non è necessario fare le scale, in quanto esiste un ascensore, però … esso passa davanti a degli uffici, ovviamente tale passaggio “turba” la privacy della coppia! È stato quindi necessario installare un altro elevatore, spendendo un cifra non certo indifferente e forzando la mano alle Belle arti che negava il permesso di deturpare un palazzo ottocentesco con un ascensore che sarebbe stato utilizzato per una sola notte.
 Vergogna, in questo momento comportamenti di questo genere appaiono oltremodo fuori luogo; sono certo che neppure la testa incoronata più blasonata avanzerebbe pretese tali per alzare le chiappe dal proprio palazzo e recarsi in visita da qualche parte.
 

postato da: Lisistrata alle ore 05/12/2005 01:26 | Permalink |
categoria:politica italiana
sabato, 03 dicembre 2005

L’ingiustizia che assolve i terroristi islamici
di Davide Giacalone
Le sentenze si rispettano, ma non per questo le si deve condividere, o considerarle giuste. Nel gennaio scorso è capitato che un giudice dell’udienza preliminare, in quel di Milano, abbia ritenuto innocenti tre accusati di terrorismo internazionale, sulla base della distinzione fra “terroristi” e “guerriglieri”. Si scatenò, allora, una buriana contro quel giudice, e più di un politico fece appello alla folla contro la sentenza. Scrissi, allora, che contro le sentenze sbagliate si ricorre in appello, non al forcaiolismo delle piazze, e che attaccare, in nome ed effige, un giudice, per quel che ha scritto in una sentenza, è cosa sbagliata. Ora la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha nuovamente assolto i tre (dal reato principale), e, benché resti ancora un grado di giudizio, è tempo di trarne qualche conclusione.
La sentenza d’appello dimostra che il gup non agì in modo eccentrico o del tutto originale. Ma dato che, comunque, la distinzione fra “terroristi” e “guerriglieri”, la trovo surreale, e visto che lo stesso imputato principale, Mohammed Daki, ammette di avere fornito assistenza ed aiuto ad uno degli ideatori e realizzatori dell’attacco alle Torri Gemelle, ne deduco che qualcosa non funziona nella legge. Il paragone con la mafia lo ha fatto Lucia Annunziata, ed ha ragione: se, da noi, in Italia, qualcuno avesse fatto la stesa cosa che ha fatto Daki, nei confronti di un mafioso, si ritroverebbe condannato, quanto meno per concorso. E se, per caso, non fosse condannato, molti s’indignerebbero perché “lo Stato ha abbassato la guardia” nella lotta contro la mafia. Siccome i terroristi islamici ammazzano più gente dei mafiosi, ammesso che si voglia usare questo metro, non si vede proprio perché con loro si debba essere più indulgenti.
Segue qui 

postato da: Lisistrata alle ore 03/12/2005 05:33 | Permalink |
categoria:terrorismo, politica italiana, giustizia