domenica, 08 gennaio 2006

DONATELLA COLASANTI – ROSARIA LOPEZ

Due destini segnati dalla violenza e dalla bestialità dei maschi umani

Due destini segnati dalla pena di morte che viene inflitta sempre e solo alle vittime innocenti.

Forse i più giovani non ricordano, ma Donatella Colasanti, aveva solo 17 anni, quando, insieme alla sua amica Rosaria Lopez accettò l’invito di tre ragazzi, dal volto pulito, che si erano presentati con generalità false, per andare ad una festa. Ed ecco invece come sono state ridotte:

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Come potevano sapere le due ragazze che erano state scelte, non da un gruppo di bravi ragazzi per divertirsi insieme, ma da un branco di bestie feroci, che volevano dare sfogo alla loro fantasia mortale ? Questo il volto di quei “bravi ragazzi” massacratori e assassini.

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Chi ha vissuto quegli anni sa che era normale fra i giovani invitare e accettare di partecipare a feste, ma le due ragazze quando arrivarono alla villa, non trovarono una festa fra giovani, ma vi trovarono il padrone di casa, che  le aspettava, non per accoglierle garbatamente o allegramente come avviene fra giovani, ma per condurre a compimento un’orgia di barbarie e di devastazione sul corpo e sull’anima delle due povere e innocenti ragazze.

Eppure in quei giorni io ho sentito molte persone dire cose terribili ed ignobili, sulle ragazze: .... se la sono cercata… se non avessero accettato di andare con degli sconosciuti non sarebbe successo…. se stavano a casa loro non avrebbe corso rischi…..  le brave ragazze non escono da sole…. e tante altre ignominie.

Mi sono battuta allora, come mi batto ora per il rispetto delle persone e in particolare delle donne, poiché sono troppo spesso vittime dei maschi umani, e dell’ignoranza che permette a questi maschi di continuare a esercitare un dominio che è inaccettabile.

Le hanno sottoposte ad ogni tipo di sevizia e di tortura, sapendo fin dall’inizio che le avrebbero uccise, poiché la villa in cui le avevano condotte era di proprietà della famiglia Ghira ed i tre non volevano certo lasciare le loro tracce e farsi prendere, tant’è che Ghira scappò dall’Italia e rimase sempre uccel di bosco.

Donatella sfuggì per un soffio alla fine dell’amica, fingendosi morta, ma quest’esperienza segnò per sempre la sua vita ed io arrivo a pensare che la sua malattia, quella che l’ha uccisa il 30 dicembre scorso era anch’essa frutto dello stupro e delle torture inflittele, poiché da quel momento aveva cominciato a morire lentamente.

Non ha avuto giustizia Donatella, non ha avuto giustizia nemmeno Rosaria Lopez e non parlo solo della prigione alla quale Andrea Ghira si è sempre sottratto o dalla quale Angelo Izzo riuscì ad - uscire - per buona condotta per tornare ad assassinare due altre donne.

La vita non ha avuto giustizia! La cultura della morte ha vinto ancora una volta ed è tragico pensare che la pena di morte, di cui la nostra “civiltà” si vanta tanto di non applicare, in realtà viene applicata quasi ogni giorno e non contro assassini, stupratori, massacratori, ma contro le vittime ignare e indifese alle quali nessuno renderà mai veramente omaggio e giustizia. Nessuno scenderà per strada a fare una veglia perché venga loro risparmiata la vita.

Ebbene sappiate tutti che io non sono contro la pena di morte, quella che lo stato, secondo me dovrebbe infliggere a chi della vita non ha rispetto, esistono categorie specifiche di assassini, di violentatori, di massacratori, che non possono e non debbono essere perdonati e soprattutto non debbono tornare liberi di torturare e assassinare come ha fatto Angelo Izzo, condannando così a morte nei fatti altre persone che avevano tutto il diritto di vivere la loro vita.

Provate voi a mettervi anche solo per un attimo nei panni di Donatella, quando avrà saputo che anche Angelo Izzo e Gianni Guido hanno realizzato una serie di tentativi d’evasione di cui alcuni andati a buon fine e il Guido era riuscito per anni a far perdere le sue tracce, fino ad essere riacciuffato a  Panama nel 1994, ma anche Izzo ebbe la sua parte di esaltante libertà dovuta alle fughe e provate ad immaginare dopo tutto questo, come si sarà dovuta sentire quando questo “carcerato modello e pentito” è stato liberato perché sinceramente pentito, talmente pentito da tornare a violentare, torturare ed assassinare due donne:  la 14.nne Valentina Maiorano e sua madre Maria Carmela Lanciano, cosa sarà passato nella sua mente e nel suo cuore, se nemmeno la giustizia le ha dato soddisfazione.

Vedi l'articolo su La Zanzara  e sul vecchio Lisistrata

Provate a immaginare le notti di Donatella, quando il sonno non poteva giungere per il terrore rimasto inciso nella sua anima o quando si sarà tormentata per la fuga di Ghira e la beffa l’anno scorso per aver saputo che era legionario in Spagna, sepolto a Melilla (sempre che fosse proprio lui, cosa a cui Donatella non ha mai creduto) e le autorità italiane avrebbero potuto benissimo chiederne l’estradizione e incarcerarlo.

A Donatella non è stato riconosciuto nulla. Nessuno ha pagato veramente, nemmeno in denaro le è stata ricompensata una piccola parte di sofferenza, che di per sé non sarebbe certo stato sufficiente, ma almeno ne avrebbe sancito il valore, ma a Donatella e alla sua famiglia nulla dell’inferno che da quel momento è diventata la sua e la loro vita è stato risparmiato e suo padre sta ancora vivendolo, e lottando per questo riconoscimento, così come alla famiglia di Rosaria Lopez, forse la vita di queste due ragazze vale meno di quella dei loro massacratori assassini?

E molti di voi mi chiedono di aderire ad una campagna contro la pena di morte. Ebbene io aderisco ma contro la pena di morte che debbono vivere le vittime di quegli assassini che il diritto di vivere non hanno.

Non starò mai dalla parte di Caino, ma sempre da quella di Abele e se pensate che sia sbagliato, avete il diritto di pensarlo, ma prima di fare una campagna a favore dei tanti, troppi Caino che vorreste a piede libero, parlatene con chi ha dovuto affrontare la morte, la violenza, lo stupro da parte di queste persone che voi chiamate Caino, sapendo che un giorno potrebbero tornare a decidere della vita altrui, come troppe volte è accaduto.

Vedi l’articolo di cronaca completo su Quaderni radicali e altri dettagli anche su Androkronos

 

 

N.B. E' estremamente interessante notare come certi individui non perdano mai occasione per distinguersi, nelle nefandezze di cui sono capaci. All'interno di un articolo dedicato alla memoria di due vittime della violenza maschile, entra un altro maschietto, professore di demenza senile, e probabilmente molto invidioso dei tre massacratori, li emula cercando di massacrare a parole l'autrice di questo articolo, riuscendo solo a esaltare le sue qualità di ignobile lestofante.

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martedì, 13 dicembre 2005

Mohamed DakiL'espulsione di MOHAMED DAKI
Il Viminale decide l'immediata espulsione del marocchino, assolto dai giudici per terrorismo, ma condannato per reati minori, su cui gravava già un'ordinanza di espulsione precedente, mai eseguita.
L'articolo completo lo potete leggere qui intanto pubblico le mie riflessioni

1 - Se è vero come sostenuto dalle due sentenze che il Mohamed Daki non è un terrorista, ma un guerrigliero resistente, come mai un marocchino fa il guerrigliero in terra straniera? I resistenti italiani in tempo di guerra erano forse di altra nazionalità? Gli infiltrati di altre nazioni che collaboravano non erano forse considerati spie e fucilati all'istante?
2 - E' o non è il terrorismo un'entità transnazionale, che comprende al suo interno ogni differente nazionalità e possiede un unico obiettivo che accomuna i terroristi di tutto il mondo - in particolare gli islamici - la cui finalità è combattere e sottomettere l'occidente con il terrore e la distruzione che questo comporta?
3 - Se esistono leggi che prevedono l'espulsione degli stranieri non in regola, quando questi hanno commesso reati, cosa ci faceva Daki ancora in Italia, visto che ne aveva già avuto uno di ordine di espulsione?
4 - Avendo avuto una seconda condanna, anche se per reati minori, l'ordine di espulsione sono diventati due, di conseguenza era giusto applicarli o bisognava continuare a fingere che non esistesse un problema?
5 - Ha o non ha, il ministro Pisanu il dovere di pensare e garantire la sicurezza dei cittadini Italiani e dell'Italia?
6 - Se Mohamed Daki è una brava persona, qual'è il problema che dovrà affrontare tornando al suo paese? Forse ha dei procedimenti penali sospesi? Se sì, sono affari suoi e bene ha fatto doppiamente il Ministro a far rispettare gli atti di espulsione. Se no, non ha nulla da temere.
7 - Perché l'espulsione del tunisino Gharsellaoui Mohamed Akremi, non ottiene da parte dell'opinione pubblica e del suo avvocato, altrettanta attenzione e sensibilità? Forse è proprio la simpatia che un probabile terrorista suscita nei "negazionisti italiani" quella che ha fatto scattare l'indignazione della sinistra benpensante e di tutti quei gruppi estremisti, di cui ormai il paese pullula? 
8 - Ma non da ultimo: ha una società il diritto e il dovere di difendersi e di difendere i propri figli e il proprio territorio?

postato da: Lisistrata alle ore 13/12/2005 04:03 | Permalink |
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sabato, 03 dicembre 2005

L’ingiustizia che assolve i terroristi islamici
di Davide Giacalone
Le sentenze si rispettano, ma non per questo le si deve condividere, o considerarle giuste. Nel gennaio scorso è capitato che un giudice dell’udienza preliminare, in quel di Milano, abbia ritenuto innocenti tre accusati di terrorismo internazionale, sulla base della distinzione fra “terroristi” e “guerriglieri”. Si scatenò, allora, una buriana contro quel giudice, e più di un politico fece appello alla folla contro la sentenza. Scrissi, allora, che contro le sentenze sbagliate si ricorre in appello, non al forcaiolismo delle piazze, e che attaccare, in nome ed effige, un giudice, per quel che ha scritto in una sentenza, è cosa sbagliata. Ora la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha nuovamente assolto i tre (dal reato principale), e, benché resti ancora un grado di giudizio, è tempo di trarne qualche conclusione.
La sentenza d’appello dimostra che il gup non agì in modo eccentrico o del tutto originale. Ma dato che, comunque, la distinzione fra “terroristi” e “guerriglieri”, la trovo surreale, e visto che lo stesso imputato principale, Mohammed Daki, ammette di avere fornito assistenza ed aiuto ad uno degli ideatori e realizzatori dell’attacco alle Torri Gemelle, ne deduco che qualcosa non funziona nella legge. Il paragone con la mafia lo ha fatto Lucia Annunziata, ed ha ragione: se, da noi, in Italia, qualcuno avesse fatto la stesa cosa che ha fatto Daki, nei confronti di un mafioso, si ritroverebbe condannato, quanto meno per concorso. E se, per caso, non fosse condannato, molti s’indignerebbero perché “lo Stato ha abbassato la guardia” nella lotta contro la mafia. Siccome i terroristi islamici ammazzano più gente dei mafiosi, ammesso che si voglia usare questo metro, non si vede proprio perché con loro si debba essere più indulgenti.
Segue qui 

postato da: Lisistrata alle ore 03/12/2005 05:33 | Permalink |
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sabato, 03 dicembre 2005

I pupi sicilianiIL TEATRO DEI PUPI

Con la nuova legge i rapinatori  non potranno uscire dal carcere in permesso per fare altre rapine
 E le sinistre strillano, sdegnate: “E’ una vergogna, una infamia”.
Super-garantiste con i delinquenti (soprattutto con gli immigrati
clandestini) e forcaiole (oltre il lecito) con gli avversari politici.
La idiozia della “salva-Previti” che diventa “salva-Mediaset”. 
di Gaetano Saglimbeni  
C’è sdegno a sinistra. “E’ una vergogna”, strilla il segretario dei Comunisti italiani, Diliberto. “E’ una infamia”, incalza il Cicciobello Rutelli della Margherita. Non si rassegnano alla prospettiva che un povero rapinatore, se beccato per la seconda volta con le mani nel sacco, non abbia più la possibilità di uscire dal carcere in permesso per compiere altre rapine. Penso alla delusione del calciatore milanista Clarence Sedorf che verrà ad essere privato della gioia di poter vuotare ancora una volta la cassaforte della sua villa in campagna per consegnare denaro e preziosi ai suoi affettuosi visitatori notturni.
Leggo sul Corriere della Sera del 30 novembre, in un articolo firmato dal preoccupatissimo Dino Martirano: “Piccoli e medi delinquenti che entrano ed escono dalla patrie galere non avranno più accesso alle misure alternative previste dalla Gozzini e quindi, in caso di recidiva, resteranno in carcere”. Ed è questo il dramma delle sinistre: che i piccoli e medi delinquenti, italiani e stranieri (soprattutto immigrati clandestini, a leggere le recenti cronache) non potranno più godere dei permessi straordinari che hanno consentito loro, fino ad oggi, di compiere altri delitti, altre rapine, magari con morti ammazzati; e di conseguenza la popolazione dei detenuti, da1 61 mila di oggi, potrebbe arrivare il prossimo anno (cito ancora dal Martirano del Corriere) “a 80 mila, a fronte di una capienza di 40 mila posti”. Per gli illuminati leader delle sinistre ed i loro sostenitori della carta stampata, chiaramente, è meglio che i giovani rapinatori africani o slavi vadano in giro a rapinare anziché starsene al fresco  a rendere ancora più precarie le condizioni delle nostre carceri.
Tutta colpa della Casa della libertà, naturalmente, quello che sta accadendo, perché “ha portato a termine l’infamia di una legge che non doveva nemmeno essere proposta” (parole testuali di un altro illustre deputato della Margherita, Giuseppe Fanfani). “Devastante”, l’ha definita il giornalista Vittorio Grevi, sempre sul Corriere, “approvata al buio, ad opera di parlamentari che, nella migliore delle ipotesi, letteralmente non sanno quello che fanno”.  prosegue qui 

postato da: Lisistrata alle ore 03/12/2005 05:29 | Permalink |
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martedì, 29 novembre 2005

I NUOVI DIVI-MOSTRI DELLA TV Ecco i nuovi divi della TV italiana, grazie alla mala TV e alla ancor peggior gestione del servizio pubblico. Tony NegriPino Pelosi

Noi paghiamo un canone, affinché i nostri figli possano seguire in diretta l’ascesa dei delinquenti agli onori televisivi.
Ieri sera facendo il solito zapping, capito su una rete, non serve nemmeno che vi dica quale, lo intuite benissimo da soli e chi ti vedo? Lucia Annunziata che sta intervistando Tony Negri, per chi non ricordasse chi è e chi era Tony Negri, questi era un ideologo brigatista, che venne preso a protezione da Pannella, in quanto la carcerazione preventiva che avrebbe potuto durare anche 14 anni era una cosa ingiusta e grazie alle leggi italiane, lo fece mettere in lista per le elezioni e ovviamente fu eletto come deputato e cosa fece questo coraggioso ideologo, appena eletto ed quindi libero ed intoccabile?  Cosa fece? Scappò dall’italia e riparò in Francia. patria putativa dei terroristi fuoriusciti.
(Di questo potete trovare conferma nella biografia di Rutelli, che all’epoca stava con i Radicali e di questa storia conosce molto bene le dinamiche, cliccando qui

Il Tony Negri di allora, oggi si è evoluto, adattato ai nuovi tempi e si può arrivare alla conclusione che stia con gli antimperialisti o ne possa essere l’ideologo e per avere la conferma  basta guardare qui 

ma visto che certe compagnie funzionano proprio come la carta moschicida con gli insetti, vi consiglio di non perdere questa visione, per scoprire con chi si accompagna questo bell'imbusto

Tornando ora all'episodio a cui mi riferivo sull'intervista TV a Toni Negri, il quale si trovava ospite nel "salotto dell'Annunziata" per rispondere alle sue domande, pretestuose e tendenziose, seguendo uno dei metodi consolidati dalle sinistre, anche le meno estremiste. 
Lei con l’aria più naturale e ingenua del mondo, si rivolgeva a lui che seraficamente dall’alto della sua “superiorità culturale” elargiva saccenti disquisizioni, condite con quel sorrisino ironico, di chi la sa lunga e pensa di trovarsi davanti a una massa di imbecilli.  Ve ne dò alcuni esempi, anche se non ho fatto tempo a registrare tutto, ma avrebbe meritato l’oscar della propaganda comunista:
A ruota libera qualche sua dichiarazione: (in rosso i miei commenti)

…..lui si sente un perseguitato, perché nessuno gli ha mai chiesto scusa….
(non capisco di cosa lo stato dovrebbe chiederli scusa, semmai dovrebbe lui implorarci di perdonarlo)
….lui ovviamente è ancora ben inserito nei movimenti…  (se mai avessimo avuto dubbi, ci ha pensato subito lui a fugarli)
….la colpa del fatto che ci sono questi movimenti che creano disordini, bruciano, distruggono, è dello stato non li ha capiti…  …
.. c’è molta differenza fra estremismo e terrorismo:

l’estremismo è un movimento popolare che nasce dalle masse, (quindi legittimo secondo lui)
il terrorismo è un’organizzazione militare che prende di mira le strutture dello stato, come successo a Bologna ad opera del terrorismo nero
(quindi illegittimo ed intanto dà per scontato che siano stati gli estremisti fascisti a uccidere a Bologna e se ne guarda bene di esprimere almeno un briciolo di dubbio)
Ed ora qualche botta e risposta:
d. anche Berlusconi è un perseguitato?

r. no, Berlusconi non è un perseguitato, a differenza di lui che rappresentava un collettivo, Berlusconi rappresenta solo se stesso (ed ecco come si tradisce il comunista marcio, che non rispetta l’individuo, ma che lo considera solo se sta nel branco ed inoltre nasconde le malefatte come se l'andare in branco fosse una scusante che invece non ha chi va da solo)
d. che ne pensa di Pisanu?
r. Pisanu è uno che si eccita sui nuovi anarcoinsurrezionalisti…. (praticamente Pisanu si fa le pippe secondo il Negri)
d. che ne pensa del terrorismo di Al-Qaeda in Iraq?
r. è la politica di Bush che è terroristica (e ti pareva che dimostrasse il coraggio che non ha? E poi dove li va a raccattare nuovi amici?)
d. qui non ricordo bene le parole della domanda, ma era sulla Palestina e Israele
r. le sinistre arabe ed israeliane, sono state distrutte dalla destra e per forza c’è il terrorismo, perché non c’è più la sinistra…. (intanto un tanfo sempre più intenso, usciva dallo schermo)
Ed infine l’apoteosi del suo fine pensiero da ideologo del terrorismo:
Ho sempre pensato che se la rivoluzione ci sarà, ci sarà negli Stati Uniti e che questo è il vecchio e caro pensiero Leninista...
E così le sue dichiarazioni ci confermano che il maccartismo, che a noi tutti è sembrata una forma patologica di paura dell’infiltrazione comunista, aveva le sue solide basi e non era sbagliato, purtroppo come sempre ci sono andati di mezzo anche ignari simpatizzanti, che non conoscevano il disegno pianificato da chi voleva una rivoluzione Leninista, anche negli Stati Uniti e li aveva presi di mira. 
Ma anche le TVprivate non scherzano, infatti da la 7, la Bignardi ci presenta il nuovo superdivo TV: Pino Pelosi  leggi l'articolo completo   

postato da: Lisistrata alle ore 29/11/2005 03:02 | Permalink |
categoria:giustizia, societa cronaca
venerdì, 25 novembre 2005

UN MALCOSTUME ITALIANO

Una ragazza è stata brutalmente e barbaramente assassinata da un maniaco che la perseguitava da oltre 10 anni e questo perché è potuto accadere?  Semplice in Italia esiste la pena di morte, sì avete letto giusto: in Italia esiste la pena di morte.  Ma non quella classica, quella contemplata nei codici delle nazioni ritenute incivili, ma quella che i codici lassisti delle nazioni, che si ritengono civili, che pensano di avere il primato della superiorità culturale, permettono che accada, anzi favoriscano la sua attuazione, in quanto non esiste una procedura legale che possa mettere in sicurezza la potenziale vittima di una condanna a morte prodotto da un qualsiasi delinquente, mentalmente disturbato o mentalmente sano, killer o serial killer che sia, malato e sano che sia. Per le vittime innocenti non c'è via d'uscita, non c'è clemenza da parte del presidente della Repubblica o di qualche organo preposto a far rispettare la legge. Le vittime vengono condannate a morte e non possono far altro che subire la sentenza.

Questa la notizia, come è stata data dalla stampa:
omicidio di biella da La Padania
Deborah, un inferno durato dieci anni

Inutile la pioggia di denunce contro Santangelo. La sorella: tutti sapevano ma nessuno ha fatto nulla.
Si svolgeranno sabato mattina alle 10 nella chiesta di Santa Maria degli Angeli, a Cossato, i funerali di Deborah Rizzato.
La morte della ragazza è stata causata da choc emorragico dovuto a più colpi d’arma bianca: lo ha stabilito il medico che ieri mattina a Biella ha eseguito l’autopsia sul corpo della giovane operaia di Cossato uccisa l’altro ieri da Emiliano Santangelo, poi arrestato a Genova. La donna ha subito sette coltellate ma il medico legale non ha confermato l’ipotesi che la donna fosse stata anche investita con l’auto da Santangelo. Il sostituto procuratore di Biella che coordina le indagini, Antonio Bianco, ha già dato il nullaosta per i funerali della giovane che saranno definiti in tempi molto brevi.
Breve stralcio della storia dell’assassino
La vita di Santangelo è peggio di un romanzo nero: ripetute denunce, il carcere per 3 anni e 2 mesi, a seguito della violenza su Deborah e su altre ragazze, poi ancora mesi in galera e altre denunce. Ma Deborah è quella che lo fa finire in carcere e che diventerà per questo il suo capro espiatorio. «In dieci anni non hanno mai fatto niente: la scusa era sempre la stessa, abbiamo le mani legate», ripete la sorella . «La paura cresceva sempre più con il tempo, eravamo letteralmente perseguitati da questo pazzo, non solo Deborah, ma tutta la famiglia. Ci hanno tagliato le gomme più volte e anche tentato di bruciare l’auto. E poi, Deborah, oltre alle denunce, che cosa doveva fare di più? L’ultima è stata a ottobre, nonostante soltanto ad agosto si fosse svolta l’ultima udienza contro Santangelo. Tutti sapevano, nei minimi particolari, che cosa abbiamo vissuto in questi dieci anni».
Un incidente tradisce il killer di Cossato - La Stampa
LA BREVE FUGA UNA MANOVRA VIETATA RICHIAMA L’ATTENZIONE DEI VIGILI, LUI PROVA A SCAPPARE MA SI SCONTRA CON UN’ALTRA AUTO. E’ IN STATO CONFUSIONALE.

Io torno a ribadire un concetto che ho già espresso in molte circostanze:
se i legislatori facessero le leggi giuste, che tengano in conto l'interesse primario che garantisca le vittime e non i delinquenti,
se i magistrati applicassero le leggi esistenti in modo che i persecutori siano messi in condizione di non poter più perseguitare le loro vittime
probabilmente non si risolverà completamente il problema della delinquenza, ma si potranno certo evitare tante morti inutili, che hanno avvelenato quella che pretende di essere una democrazia.
La domanda è: come si poteva evitare che questo assassino uccidesse? La risposta è altrettanto semplice: ad ogni reato da lui commesso, doveva essere condannato a una pena detentiva, in questo modo avrebbe trascorso i suoi anni in carcere e Deborah probabilmente sarebbe  ancora viva.

postato da: Lisistrata alle ore 25/11/2005 19:52 | Permalink |
categoria:giustizia, societa cronaca
mercoledì, 23 novembre 2005

Abu Omar, Castelli: giudice Spataro "militante". Toghe protestano

ROMA (Reuters) - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha definito un "militante" il sostituto procuratore Armando Spataro -- che chiede l'estradizione dagli Usa di presunti agenti della Cia sospettati di coinvolgimento nel rapimento in Italia dell'ex imam Abu Omar -- suscitando una dura reazione da parte dei togati vicini al centrosinistra.
Rispondendo alle domande dei giornalisti a Roma che gli chiedevano la sua valutazione sulla richiesta avanzata da Spataro, il Guardasigilli ha detto che "siccome in questo caso siamo di fronte ad un magistrato militante la faccenda è da valutare con grande attenzione".
La domanda di estradizione -- a carico di 22 stranieri sospettati di aver lavorato per la Cia e di aver partecipato al rapimento -- è stata sottoposta una decina di giorni fa dal sostituto procuratore milanese all'attenzione del ministro, che oggi ha detto di stare valutando se inviare o meno una richiesta formale agli Stati Uniti appoggiando l'istanza.
"Stiamo esaminando le carte per capire bene se il teorema è fondato o se è legato ad una sorta di antiamericanismo che attraversa purtroppo la sinistra", ha detto Castelli, che ha anche criticato il magistrato per le sue recenti dichiarazioni "di voler votare alle scorse primarie del centrosinistra".
"Io mi sento autorizzato a pensare - ha concluso il ministro - che nei confronti degli Stati Uniti non sia così imparziale".
Segue qui  e si conclude con queste parole : Gli Stati Uniti sono stati accusati da altri paesi europei, inclusa la Germania, di trasferire sospetti militanti all'estero. Il primo ministro egiziano ha rivelato a maggio che gli Stati Uniti hanno trasferito circa 70 militanti nel suo Paese.

Ed io aggiungo: ma come? Le magistrature di tutto il mondo, non dovrebbero collaborare, per difendere i propri cittadini dal  terrorismo?  Ah già dimenticavo i giudici alla Forléo, che i terroristi li mandano liberi di organizzare attentati contro i nostri concittadini e allora se la collaborazione fra magistrature non esiste è chiaro che un paese per difendersi e prevenire nuovi attentati fa da sé.
Comunque se la magistratura italiana si incazza, io da cittadina ho il diritto di dissentire e ringrazio gli Stati Uniti e la Cia per averci liberato da potenziali assassini o istigatori di assassini.

postato da: Lisistrata alle ore 23/11/2005 01:36 | Permalink |
categoria:terrorismo, giustizia
giovedì, 10 novembre 2005

CONDANNATO FUNZIONARIO ONU

Questa notizia l'ho incontrata per caso su Yahoo che fa da cassa di risonanza ad Androkronos, ma non l'ho letta e non l'ho trovata su alcun media nazionale.
Come mai la stampa italiana non si è occupata di questo ignobile episodio?
Kosovo: Funzionario Onu Condannato Per Abusi Sessuali Su 14enne
Pristina, 1 nov.  Un alto funzionario delle Nazioni Unite in Kosovo è stato condannato a 3 anni di reclusione perché riconosciuto colpevole di abusi sessuali, su una ragazzina di 14 anni. Lo riferisce, attraverso un comunicato, il quartier generale dell'Onu a Pristina.

Certo che è una pena mite per violenza su una bambina, soprattutto se lo rapportiamo agli episodi di AbuGrahib, un'inezia. Colpisce anche l'indifferenza della stampa italiana e dei tanti simpatici e sinistri blogger.

Con le immagini irachene si sono fatti toolbar, banner, avatar, e ne hanno parlato talmente tanto da farlo sembrare, non un solo episodio ma una marea di episodi. La sua eco ha superato persino quella dei crimini di Saddam Hussein. Eppure gli USA non sono stati certo teneri con i colpevoli, condannati e cacciati dall'esercito con ignominia, ma ai sinistri e a tutti gli amici limitrofi non gli basta, forse li avrebbero voluti vedere impalati.
Evidentemente i soldati dell'ONU possono permettersi di sbagliare,che tutto tace, mentre per quelli USA, nessuna pietà.

postato da: Lisistrata alle ore 10/11/2005 03:55 | Permalink |
categoria:esteri, giustizia
venerdì, 14 ottobre 2005

POSTO IN PRIMA FILA NEL TRIBUNALE DEL POPOLO
G8 Genova 2001G8 Genova 2001G8 Genova 2001
Sull'articolo pubblicato ieri "Le strane affinità fra sinistra e islam" hanno trovato un'immediata risposta nella proposta che ha fatto il procuratore aggiunto di Genova Mario Morisani, il quale vorrebbe che il processo contro le forze dell'ordine che a Genova sono state imputate per le presunte violenze avvenute durante il  G8, venisse ad essere svolto all'interno di un teatro per permettere la presenza di più pubblico possibile.
Per quanto mi riguarda, non nutro nessun dubbio sul fatto che questo sia un tentativo per ristabilire il principio che vigeva nei processi del popolo, in cui tutto veniva rispettato, tranne i diritti degli imputati e dato che, anche queste forme di "pubblica lapidazione" sono facenti parte della "cultura?" islamica ecco dimostrato un assioma d'affinità elettiva fra Islam e sinistra italiana.
Se è vero che si vuole dare visibilità ad un processo, esistono mezzi tecnologici per renderlo pubblico, attraverso una ripresa televisiva, che al contempo favorisce un tranquillo svolgimento del processo stesso, nel rispetto dei principi fondamentali che regolano il nostro ordinamento giuridico e rispettino la nostra costituzione.
E' diventato solo un luogo comune ormai sostenere che nessun imputato può essere considerato colpevole a prescindere, e che questo lo stabilisce soltanto una sentenza definitiva?  Eppure tuttora, persino in primo e secondo grado, ancora i giudizi possono essere ribaltati, come in questi anni abbiamo visto accadere moltissime volte, forse troppe.  Eppure per gli stessi processi abbiamo anche assistito a condanne e gogne pubbliche, che nulla hanno di famigliare con la democrazia e lo stato di diritto, e soprattutto non possiedono nemmeno un briciolo di civiltà, che sia degna da essere presa ad esempio.
Leggi il seguito

postato da: Lisistrata alle ore 14/10/2005 22:25 | Permalink |
categoria:politica italiana, giustizia
mercoledì, 28 settembre 2005

NUOVE SPECULAZIONI E MENZOGNE A SINISTRA PER L'ENNESIMA ASSOLUZIONE DI BERLUSCONI
Silvio Berlusconi - presidente del Consiglio
"LEGGE SU MISURA" dicono le sinistre
"NO!!! E' UNA NORMA IN LINEA CON L'EUROPA" (Gaetano Saglimbeni)
Come ampiamente annunciato (visto che la nuova legge è stata approvata tre anni fa, che la Corte costituzione ha respinto tutti i ricorsi presentati e la Corte di giustizia de L’Aja l’ha ritenuta “perfettamente in linea con le direttive europee”), per Silvio Berlusconi, il premier più processato del mondo, è arrivata l’ennesima sentenza di assoluzione: l’ottava in 12 anni, se i conti sono esatti. E gli oppositori delle sinistre-Ulivo, maestri in speculazioni, mistificazioni e menzogne, hanno trovato il modo di dire, ancora e sempre, che è stato assolto in forza di una legge che è stata confezionata su misura per lui, quella sulla parziale modifica del falso in bilancio che il Parlamento italiano ha approvato nel 2002 per uniformarla alle norme esistenti in tutti i Paesi della Unione.
Notizia da titolo a cinque colonne in prima pagina, per il “Corriere della Sera”, il quale ha dedicato anche due pagine interne alle argomentazioni denigratorie delle sinistre. E mi domando quante pagine avrebbe dedicato alla vicenda, il quotidiano indipendente milanese super-innamorato del candidato prof. Prodi, se la sentenza del tribunale di Milano fosse stata di condanna per il presidente del Consiglio: forse l’intero giornale, addirittura in edizione straordinaria. Non ha potuto farlo, perché tutto, a dispetto di mestatori e ciarlatani, è andato secondo logica, buon senso e previsioni (e non poteva andare diversamente).
Immagino il disappunto dell’editorialista indipendente Enzo Biagi, grande sponsor e amico di Prodi, ed anche quello che scriverà domenica prossima nella sua rubrica “Strettamente personale”: parlerà certamente dell’ennesimo scandalo, come ha fatto il grande Bocca quando i giudici dello stesso tribunale di Milano, l’anno scorso, hanno assolto Berlusconi dall’accusa di avere impedito all’allora presidente dell’Iri prof. Prodi di svendere le aziende alimentari statali Sme all’editore di “Repubblica” Carlo De Benedetti. Aspettano da anni, i due “grandi vecchi del giornalismo italiano”, di vedere il Berlusconi condannato anche ad un solo giorno (o almeno un’ora) di reclusione, per avere la possibilità di definirlo “pregiudicato”; e adesso si consolano nell’apprendere che la Procura di Milano sta istruendo un nuovo processo al presidente del Consiglio, sempre per presunte irregolarità amministrative alla Fininvest al tempo in cui ne era il presidente, oltre che il padrone assoluto.
Cosa è accaduto, dunque, con quest’ultima assoluzione? E’ accaduto quel che tutti sapevamo, e cioè che portare avanti il processo All Iberian per presunte irregolarità contabili cui i vertici  della azienda avrebbero fatto ricorso per disporre di “fondi neri” all’estero tra il 1989 ed il 1995, era fatica sprecata, perché “il fatto non è più previsto come reato”, in Italia come in tutti i Paesi della Unione europea. Ed i mistificatori delle sinistre-Ulivo si sono ancora una volta strappati i capelli e le vesti di dosso per accusare Berlusconi di essersi fatto approvare dal Parlamento una legge su misura.
Una falsità, nient’altro che una falsità, perché il Parlamento italiano altro non ha fatto che adeguare la normativa italiana a quella europea, limitandosi a seguire scrupolosamente le norme vigenti da anni nei Paesi della Unione. E dunque, come possono affermare i leader delle sinistre-Ulivo (ed i giornali loro sostenitori scrivere con titoloni in prima pagina) che Berlusconi è “salvo grazie alla sua legge” perché “il falso in bilancio non è più reato”?
 “Il falso in bilancio”, ha spiegato il ministro della Giustizia, Castelli, “non è stato per nulla depenalizzato. La nuova legge, approvata dal Parlamento italiano (non dal signor Berlusconi) in linea con i principi della nostra Costituzione e le direttive europee, prevede la non punibilità di irregolarità contabili, per le società non quotate in borsa (è il caso, appunto, della Fininvest) LEGGI IL RESTO QUI 

postato da: Lisistrata alle ore 28/09/2005 12:28 | Permalink |
categoria:politica italiana, giustizia
lunedì, 15 agosto 2005

Terroristi,ladri,truffatori, avete un nuovo sistema per farla franca!! grazie al Pm Antonio de Lorenzi e al Gip Deli Luca
"BURQA PER RELIGIONE? NON E' REATO"
Assolta immigrata denunciata a Treviso
Il burqa, se indossato per motivi religiosi, non è vietato, e quindi non è reato e non viola la legge 152, che vieta, per motivi di ordine pubblico, di coprirsi il volto in pubblico. La sentenza, che non mancherà di provocare aspre polemiche, è stata emessa dal Tribunale di Treviso, che ha archiviato la denuncia dei vigili contro una bengalese che si era rifiutata di scoprire il volto per farsi identificare.
Nemmeno il recente varo del "pacchetto Pisanu", che inasprisce le pene per chi copra integralmente il viso in luogo pubblico, ha quindi convinto i giudici che la donna avesse torto e avesse violato l'ordinanza del sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini:
la Legge 152 del 1975, che all'articolo 5 vieta di partecipare a manifestazioni portando "caschi protettivi" o "con il volto in tutto o in parte coperto mediante l'impiego di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona".
 L
a legge 533 del 1977, che estende il divieto di coprirsi il volto anche al di fuori delle manifestazioni, trasformando il "travisamento" in un reato di sospetto nel quale incorre chiunque risulti "difficilmente riconoscibile".
Terroristi,ladri ,truffatori, avete un nuovo  sistema per farla franca grazie al Pm Antonio de Lorenzi e al  Gip Deli Luca

DAL BLOG CONTROCORRENTE

Questi giudici oltretutto, se proprio al burka si riferisce la sentenza, hanno dichiarato una "immane cazzata" sono ignoranti in materia di Islam, non che io sia molto afferrata, ma per quanto riguarda il burka, proprio dalle dichiarazioni fatte da molti islamici esperti in religione, come il l'imam della moschea di Roma, invitati in TV, questi hanno dichiarato che il velo islamico non è il burka, quest'abito è frutto di un'usanza che in Afghanistan si era diffusa  solo nelle città perchè le "cittadine" volevano distinguersi dalle "campagnole", poi nel tempo è diventato un sudario obbligato da un'altra marea di ignoranti: gli afghani che si sono sempre rifatti alle leggi tribali e fra di loro i peggiori, cioè i taliban che hanno addirittura distrutto le statue del Budda di Bamjan, perché "offendevano l'Islam" e tutti gli altri dei erano da cancellare. Beh questi giudici sono al livello dei taliban.

postato da: Lisistrata alle ore 15/08/2005 12:02 | Permalink |
categoria:politica italiana, giustizia, islam
mercoledì, 10 agosto 2005

finali calcio azzurro olimpiadi 2004LA GIUSTIZIA "NEL PALLONE"
Quello che dovrebbe rappresentare lo sport nazionale, non riesce a sfuggire alle leggi peggiori del "mercato italiano" e della "giustizia-ingiusta italiana".
Dopo le, sarebbe il caso di ammetterlo finalmente: esemplari punizioni che sono state comminate alle squadre di calcio che si sono fatte beffe delle leggi, delle regole sportive e persino dei loro sostenitori, ecco che l'Italia benpensante scende in piazza a manifestare, mettendo nella protesta tutta la virulenza che porta con sé una protesta, che è già di per sé poco sopportabile per coloro che la subiscono se questa protesta è relativa ad una giusta rivendicazione, ma diventa inaccettabile proprio per il carattere futile che reca con sé lo sport, che ormai non è più degno nemmeno del rispetto, poiché troppi si sono fatti beffe delle regole civili.
Chissà cosa penserebbe De Coubertin se si fosse accorto che le regole sportive sono state ampiamente soppiantate dalle regole del mercato, dal gioco sporco, dagli investimenti illeciti, dalle vittorie rubate e dalla violenza gratuita che scoppia dentro e fuori gli stadi del calcio.
Nelle aule dei tribunali italiani si sono messi sotto processo e "giocati i destini" di alcune squadre, che avevano commesso illeciti a più livelli e proprio per compensare gli atti violenti e la regola beffarda non scritta, ma sempre valida, che chi grida più forte spesso porta a casa la ragione, ecco che i tribunali attuano proprio questa discriminazione. Infatti il Genoa e il Messina godono ora di questa discriminazione giustizialista che vede ancora una volta vincere l'ingiustizia dei prevaricatori, dei violenti e degli arroganti, contro le ragioni di chi ha subito il danno e soprattutto contro la giustizia che dovrebbe essere al di sopra delle parti e dare a tutti il loro dovuto, nulla di più, nulla di meno.

Leggete questo interessante articolo pubblicato sul Corriere, a firma Aldo Grasso:
LE LEGGI DEI VIOLENTI E L'ERRORE DEL GIUDICE
In Italia è sempre così: ha ragione chi grida più forte. Chi alza le barricate, chi scende in piazza, chi blocca i traghetti, chi occupa le stazioni, chi mette la città a ferro e fuoco. E chi trova un cavillo. Spesso chi grida più forte invocando anche il cavillo ha ragione due volte: prima sperimenta la ragione del prevaricatore e poi trova sempre un giudice, magari in buonafede, disposto ad accogliere le sue ragioni. Da un po' di anni, d'estate, si assiste a questo triste balletto della composizione dei calendari dei campionati di calcio.
È curioso infatti che questo mondo in dissoluzione, quello del pallone, abbia scoperto un'insolita vena moralistica e abbia deciso di mettere fuorigioco le squadre che non pagano il fisco o che si comprano le partite o che non rispettano il regolamento. Giustamente. È inevitabile però che, nell' affannosa osservanza del diritto, dell'imparzialità, della lealtà sportiva si faccia qualche eccezione. Come è accaduto in passato. Purtroppo, nell'ottemperare alle regole, tutti ambiscono a essere l'eccezione.
L'unione delle ragioni di chi grida più forte con quelle di chi pretende la deroga genera una miscela esplosiva in grado di far saltare ogni ordinamento. Più o meno è quello che è successo a Genova, dove il giudice civile Alvaro Vigotti ha accolto la richiesta di provvedimento d'urgenza dei legali del Genoa e ha ordinato alla Federazione Calcio di sospendere ogni decisione in ordine all'inquadramento delle squadre nelle diverse categorie e alla formazione dei calendari per la prossima stagione agonistica.
Il ricorso al provvedimento d'urgenza davanti al giudice civile ha consentito ai legali del Genoa di ottenere il congelamento di ogni decisione «che possa procurare alla società rossoblù un danno economico e patrimoniale imminente e irreparabile ». La combine c'era, conclamata, con risvolti persino ridicoli (il presidente Preziosi sorpreso il giorno dopo a pagare cash): ma i tifosi genoani non se la prendono con il loro presidente, preferiscono scendere in piazza. Di che stupirsi?
Il Tar del Lazio non aveva riammesso in serie A il Messina dopo che i tifosi siciliani avevano bloccato i traghetti sullo Stretto, costringendo centinaia di persone a passare la notte in auto, e si erano persino scontrati con le forze dell'ordine? Èsolo una casualità? Si discute molto del ruolo di supplenza che la magistratura a volte assumerebbe, ora sotto ilnome di politicizzazione o di giustizialismo o di questione morale. Si accusa la magistratura di volersi sostituire alla politica nel governo del Paese. Qui però ci troviamo di fronte a qualcosa di molto diverso.
Forse è più giusto parlare di «cattiva pedagogia » di certa magistratura molto sensibile alle ragioni della passione, del campanile, della piazza. È più giusto parlare di una strana alleanza (l'unica forse) fra politici e magistrati che trova nel tifo le sue argomentazioni per andare contro le leggi, per sovvertire le norme, per farsi giustizia a spese della giustizia sportiva. Scrivo queste note con la morte nel cuore. Ieri è scomparso per la seconda volta il Torino.Mase Superga ci aveva insegnato che i colori granata sono legati a un disegno divino, che non c'è squadra come il Toro che possieda un così alto patrimonio di sentimenti, un passato da mito, il senso di appartenenza, una forza dolente capace di scuotere dal di dentro, il patron Ciminelli ci insegna solo che a non rispettare le regole si finisce col rovinare tutto (o capita solo a noi?).
Alla vigilia dei cent'anni, la serie A conquistata sul campo, è dolorosamente triste cessare di esistere per aver evaso il fisco. Triste ma inevitabile.

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categoria:sport, giustizia, societa cronaca
giovedì, 04 agosto 2005

Stiamo assistendo ad un Golpe? da Controcorrente

Eccola di nuovo: Clementina Forleo, la colei che scarcerò un terrorista, stavolta non fa politica estera, irachena, stavolta si interessa di Banche è multimediale, onnisciente questa ex ispettrice di polizia. Stranamente non sta’ in ferie, anche non appartenendo alla sezione feriale, lavora in questa. Come mai non è in ferie la ...... signora Giudice Clementina Forleo ? Domandatevelo il perché non è in ferie Clementina Forleo….
Le feriali sono iniziate il 15 Luglio ma Lei e là, e non perché sia una stakanovista, era molto più semplicemente già tutto previsto. Dietro all'affaire dell'Antonveneta si cela il più grosso attacco, alle nostre istituzioni, allo Stato italiano, alla repubblica italiana, che si sia mai  visto, e questo attacco viene dal dentro dello stato da una delle sue istituzioni più importanti: viene da una parte della magistratura, quella a cui fa riferimento Clementina Forleo.
Controlliamo il background di questo magistrato: Clementina Forleo in un
passato non troppo remoto si rifutò di accettare che l'Iraq è uno Stato sovrano e che la Forza multinazionale è di per sé legittima poiché la risoluzione «1511 del 16 Ottobre 2003» (dunque antecedente al suo personalismo con cui ha assolto un terrorista)-dell'O.N.U.. affermano al suo art 13 - autorizza, altresì, la Forza multinazionale sotto comando unificato a prendere tutti i provvedimenti necessari per contribuire al mantenimento della sicurezza- Detti interventi sono legali, poiché sono stati legalizzati dall'O.N.U. sia il governo iracheno che le forze multinazionali, e non si può pertanto attribuire la patente di legalità a chi combatte dette forze, attraverso l'uso del terrorismo; Clementina Forleo nonostante le risoluzioni O.N.U. lo ha fatto!
Se io stessi in carica al dipartimento di Stato Americano farei chiedere l'emissione di un mandato di cattura internazionale nei confronti di questa signora: il patriotic act, la legge internazionale sul terrorismo, sarebbero sicuramente più che sufficienti, visto l'abuso giudiziario che costei ha commesso, neanche 1800 morti fra i marines le hanno fatto render conto di quello che ha commesso.
È comunque facile percepire uno stipendio e fare i propri comodi nel mezzo uno stato debole che non sa neanche più farsi rispettare.
Adesso questa Signora ha deciso di regalare, attraverso un'altra sua chicca giuridica l'Antonveneta agli olandesi. Clementina Forleo oltre che a convalidare il decreto di sequestro delle azioni Antonveneta in mano a Bpi e ai suoi alleati ha disposto anche l'interdizione per due mesi, con effetto immediato, dalla carica di Ad per Gianpiero Fiorani, per il direttore finanziario Gianfranco Boni, e per gli imprenditori Stefano Ricucci ed Emilio Gnutti, dette interdizioni e sequestri azionari, possono naturalmente essere impugnati, ma non discussi prima del 15 settembre, nel frattempo gli olandesi possono tranquillamente impadronisri di tutto, e questo grazie a Clementina Forleo, che non ha assolutamente optato per una presunzione di innocenza la quale ai livelli come lo sono quelli bancari è doverosa, per tutelare i risparmiatori, e poi visto che una Ultras-garantista come Lei si era già invece espressamente pronunciata con una presunzione di innocenza attraverso un assoluzione per il reato di terrorismo nei confronti del terrorista, che quì nel nostro paese istigava al suicidio e reclutava forze da inviare ad ammazzare i nostri soldati.
Caro lettore, stanno intercettando i parlamentari senza nessun permesso stanno affermando che hanno 1500 intercettazioni, così facendo stanno praticamente ricattando e intimorendo il parlamento intero.
Il nostro paese è sicuramente finito in mano a pochi magistrati, non eletti dal cittadino, io direi di chiedere aiuto e sostegno, al Dipartimento di Stato Americano per sapere se per loro conoscenza dietro a questi olandesi, non si nascondano dei fondi oscuri: quelli di Al Qaeda e se sì l'unica è far
intervenire la magistratura militare: stiamo assistendo ad un Golpe.

Francesco G.Mangascià

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categoria:politica italiana, giustizia, specials
giovedì, 21 luglio 2005
olio di attilione buloni

Chi amministra la giustizia in Italia?
Chi sono coloro che si prendono la briga, perché la responsabilità ovviamente la lasciano alle vittime, di liberare anzitempo i malfattori delinquenti, per permettere loro di tornare a delinquere?  Ma con quale coraggio poi si permettono anche di contestare la riforma della giustizia, se non sembrano nemmeno conoscere il termine giustizia?
E’ ora che i signori giudici la facciano finita di giocare con la pelle dei cittadini, facendo i sapientoni e decidendo impropriamente chi liberare quando e come.
I benefici previsti dalla legge, non sono obbligatori, i benefici possono essere applicati o negati.
Ma come si fa ad applicare un beneficio di legge a una persona che ha già una serie infinita di condanne nella sua vita e che non ha pronta un’alternativa in seno alla società da rispettare, quando per disgrazia nostra, tornerà libero di delinquere?  E questi soloni della magistratura si permettono anche di liberarli prima.
Ora chi ridarà la vita a Gianfranco Piras? Chi ridarà la serenità alla sua famiglia e chi restituirà a noi la fiducia che avete pensato bene di smantellare nei confronti della giustizia così mal amministrata?
Si sperava che di Forleo ce ne fossero poche, invece sembra proprio che i giudici ormai siano solo una massa incompetente, tanto incompetente da diventare i migliori fiancheggiatori dei delinquenti.

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categoria:giustizia, societa cronaca
mercoledì, 13 luglio 2005

La riforma della giustizia è sempre più un’emergenza

E’ un argomento che mi sta molto a cuore, e non lo affronto come un problema annesso alla politica, anche se purtroppo ne viene spesso coinvolta, ma l’affronto come un elemento indispensabile, fornitore di valori sociali e di benessere, colonna portante di una società che ha bisogno non solo di darsi delle regole, ma di avere degli strumenti che permettano di poterle applicare.  Tutto questo non per amore della disciplina o dell'ordine fini a se stessi, ma per spirito di conservazione.

Il mondo e l’uomo si sono fatti più selettivi, attraverso la ricerca, si sono perfezionate le tecniche indirizzate al benessere, tutto è andato in un continuo crescendo, quasi ininterrotto, in forma esponenziale, proprio come sono state messe a punto anche nuove strategie ad alta densità di pericolo.
L’arroganza, la sete di potere, il delirio di onnipotenza sono diventati paragonabili a malattie contagiose che si stanno man mano diffondendo nel mondo, ed anche se non possiamo risolvere i problemi derivanti da questa malsana forma di globalizzazione, possiamo e dobbiamo cercare di risolvere quelli che interessano il nostro paese, così come tutti dovrebbero fare nel loro.
Una società che non sviluppa al suo interno gli anticorpi alla violenza e alla prevaricazione, da qualsiasi parte queste vengano, è una società in via d’estinzione, destinata lentamente a scomparire come un dinosauro del giurassico o un triceratopo del cretaceo.
Vi trasmetto un'idea, una proposta ragionevole, una lettura possibile di una altrettanto possibile riforma, così come la vede Arturo Diaconale.

 

Emergenza e riforma della giustizia  

di Arturo Diaconale  - L'Opinione

Non sono le leggi speciali la risposta alla minaccia del terrorismo internazionale che grava sul nostro paese. Di leggi che prevedono la lotta alla criminalità di natura politica ce ne sono fin troppe. E non sarà una norma sul prolungamento di qualche ora del fermo di polizia che ci potrà porre al riparo dal rischio di subire attentati come quelli di Madrid e Londra.
Certo, tutto è migliorabile. Ed il pacchetto di misure indicato dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu costituisce sicuramente un passo in avanti lungo la strada del potenziamento della prevenzione e della repressione della minaccia in corso. Sulla stessa linea si pone anche la proposta dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga di una Superprocura antiterrorismo che coordini l’attività, spesso slegata e scoordinata, dei diversi magistrati che nei vari angoli della penisola si occupano della lotta alla criminalità di matrice politica. Ma è inutile prenderci in giro! Tutte queste misure aiutano ma non risolvono. A voler contribuire sensibilmente ad assicurare una migliore protezione della società italiana bisognerebbe seguire una strada completamente diversa. Quella inconsapevolmente indicata dal recente episodio che ha visto coinvolta a Milano il magistrato Clementina Forleo intervenuta durante l’arresto di un clandestino per ammonire le forze dell’ordine a non perseguirlo per “resistenza a pubblico ufficiale”.
La strada è quella della riforma della giustizia. Non quella che, a causa di incredibili resistenze corporative ed ideologiche, dovrebbe essere varata nelle prossime settimane nella sua versione più limitata ed asettica. Ma quella più generale di cui si avverte l’assoluta necessità da oltre dieci anni e che non vede mai la luce perché dovrebbe modificare lo squilibrato rapporto esistente tra i poteri legislativo ed esecutivo e quello giudiziario.
Per combattere il terrorismo internazionale, in altri termini, bisognerebbe risolvere il problema rappresentato dagli innumerevoli magistrati esistenti nelle procure della Repubblica italiane. Che si sentono in sintonia con il giudice Forleo. Quelli che distinguono tra terrorismo e guerriglia, che incriminano i poliziotti e mandano in libertà i facinorosi del G8 di Genova, che non si limitano ad applicare la legge ma preferiscono interpretarla secondo le proprie convinzioni ideologiche e che sono pronti ad adoperare tutti gli strumenti offerti dal codice per piegare alle proprie convinzioni le diverse misure anti-criminalità politica prese dal potere legislativo ed esecutivo. Il problema è sicuramente politico ed ancora di più culturale. Ma come cambiare la mentalità a quella fascia di magistrati che la qualifica di terroristi la vorrebbero dare non ai bombaroli fondamentalisti ma agli stati occidentali? La risposta è semplice: imitare il modello che va per la maggiore in tutti i paesi democratici e liberali e riportare la magistratura sotto il controllo del potere politico. Questo significa intaccare l’indipendenza e l’autonomia fissate dalla Costituzione? Niente affatto. Significa attribuire a governo e Parlamento un potere d’indirizzo che costituisce la ricetta indispensabile per qualsiasi seria lotta al terrorismo. Ma i magistrati scioperano. Ed in nome dei loro privilegi indeboliscono noi e loro stessi!

postato da: Lisistrata alle ore 13/07/2005 03:36 | Permalink |
categoria:terrorismo, giustizia, societa cronaca