mercoledì, 31 agosto 2005

L'URAGANO KATRINA E QUELLO CHE POSSIAMO FARE
(aggiornamento)

Le informazioni complete sono pubblicate suLisistrata 
Come anticipato ho completato la pagina dedicata all'aiuto che vorremmo dare in concreto agli Stati Uniti, per i suoi paesi più colpiti e soprattutto per quei cittadini, meno fortunati e  che si trovano oggi a vivere un dramma spaventoso, proprio come tutti gli altri drammi che abbiamo visto in questi anni, andare purtroppo in scena sugli schermi delle nostre TV.
Come ho già avuto modo di dirvi, mi rendo personalmente responsabile e garante dell'iniziativa avviata sulle pagine di Lisistrata, le cui modalità sono
pubblicate qui e torno a precisare che nessuno si deve sentire in colpa se non può aderire economicamente all'iniziativa, perché ciascuno conosce i propri problemi personali e non ha alcun dovere di giustificarli in pubblico. Vi chiedo però di dare eco a questa iniziativa indirizzando i vostri utenti e amici alle pagine di Lisistrata.
N.B. - le offerte verranno di volta in volta segnalate, secondo il nome o il nick personale o del sito, che vorrete fornire, o in alternativa, se volete mantenere l'anonimato, sarà la stessa cosa.
 

 

postato da: Lisistrata alle ore 31/08/2005 14:34 | Permalink |
categoria:personali, specials, attualita e news
martedì, 30 agosto 2005

VAGANDO NEL WEB - pillole di pensieri in libertà

Vagando  nel web alla ricerca di informazioni specifiche o comunque interessanti, si fanno degli incontri, non sempre voluti o calcolati, a volte positivi altre posso generare fastidio, ma questa volta ho trovato un sito, che sembrava trattare solo di problemi specifici alla località italiana da cui ha preso: Melegnano - un paese in provincia di Milano che si congiunge al capoluogo attraverso la Via Emilia.  Nel visitarlo sono stata attratta da riflessioni che l'autore ha tradotto in espressioni scritte, argomentandone dettagliatamente i concetti, che ho trovato molto interessanti e condivisibili per moltissime parti, ve li offro così come sono stati pubblicati sul sito Melegnano.net e vi auguro buona lettura.

Cos’è la politica? di Ettore Rossoni

 

La politica italiana è litigiosità fatta arte, è contrapposizione per il gusto del disaccordo, è distruzione di ogni proposta altrui, perché qualsiasi modifica dello stato attuale è comunque da demonizzare e combattere.
La politica è stasi, ogni tentativo di costruire qualcosa costituisce un rischio; il vero politico parla e non fa, chi agisce presta il fianco alle critiche, chi non fa nulla è inattaccabile.
La politica è la scienza dell’immobilismo animata da una sfrenata mobilità dialettica.
La politica è l’arte di stabilire cosa sia giusto fare, demonizzando chiunque tenti di realizzarlo.

postato da: Lisistrata alle ore 30/08/2005 17:20 | Permalink |
categoria:politica italiana, media stampa e cultura
martedì, 30 agosto 2005

DEDICATO A TUTTI COLORO CHE FINGONO DI CREDERE CHE PORTARE IL CHADOR SIA UNA LIBERA SCELTA DELLE DONNE ISLAMICHE

La triste storia di una ragazzina curdo-iraniana, raccontata dal fratello, che ora vive in Inghilterra: "Mia sorella si è data fuoco perché non voleva indossare il velo" . Come si sa, nella Persia di Ciro e Dario governano un gruppo di fanatici islamici, i quali obbligano TUTTE le donne ( anche le straniere, o le turiste ) ad indossare il velo. Questa coraggiosa ragazzina di 14 anni non lo voleva indossare, ma siccome sapeva a cosa andava incontro, ha preferito darsi fuoco. Il velo è considerato dalla stragrande maggioranza delle iraniane, come un simbolo di oppressione e di schiavitù. Molte lo hanno addirittura bruciato durante manifestazioni contro il regime - tratto da Freethoughts

postato da: Lisistrata alle ore 30/08/2005 17:16 | Permalink |
categoria:esteri, islam
martedì, 30 agosto 2005
Avrei voluto scriverlo io questo pezzo, ma visto che l'ho trovato bello  e pronto e che lo condivido in pieno, mi risparmio la fatica,  intanto non riuscirei ad essere così incisiva come Romano Bracalini
Pera cantachiaro e la sinistra si scopre democristiana
“Il multiculturalismo è un pericolo, ed è già fallito”. E scusate se è poco
Ma non s’era detto che il centro era liberale (altro che i fluttuanti ed eterni democristiani che stanno in cielo, in terra e in ogni luogo, ma senza santità) e che i più distinti campioni di liberalismo sono Cavour e Giolitti? Anche il centrismo di De Gasperi era più liberale che clericale. Altro che Mastella, Follini, Casini, il più furbo di tutti. Così, mentre la politica di casa s’affanna nel grido giocoso e puramente estivo: “Al centro, al centro”, Marcello Pera, dell’unico centro liberale che esista, va a Rimini e con parole chiare, toscane, centra l’obiettivo seminando stupore e scandalo nelle gazzette padronali, ormai a mezzo tra i reduci di Lotta Continua e i salotti del grande capitale. Cosa avrà mai detto da meritarsi l’anatema di alcuni vescovi e le contumelie dei “rivoluzionari” da operetta? Nulla che non sia ampiamente provato. Pera, liberale di Lucca, città aristocratica e fine anomalia nella Toscana, decaduta dal Granducato di Lorena al feudo rosso di mediocri burocrati di partito, più chiaro non poteva essere né più esplicito quando ha detto, infischiandosi dei tabù imposti dal buonismo cattocomunista, che se non si ferma l’immigrazione incontrollata diventiamo tutti “meticci”, e molti commentatori hanno visto in questa espressione desueta un’ombra di razzismo, un riferimento storico d’altri tempi e l’Unità ci ha fatto un titolo: “Pera fa la difesa della razza”. Chissà l’imbarazzo di Eugenio Scalfari, ex fascista, imperialista e razzista, e di Giorgio Bocca firmatario del manifesto razzista, insieme ai riveriti Amintore Fanfani, Luigi Gedda, padre Agostino Gemelli, Vittorio Beonio Brocchieri, Mario Missiroli e gli storici Gabriele De Rosa (cattolico) e Enzo Santarelli (comunista). Ma che ti va a tirar fuori Pera? Peccato che i manicomi e la Siberia non siano più di moda! Ma Pera, lucchese di buona razza, sorride e tira di lungo. Quel che aveva da dire l’ha detto e sul come l’ha detto non c’è possibilità di equivoco. Il multiculturalismo è un pericolo. Ci voleva l’Olanda e Londra per capirlo? Il relativismo culturale è un inganno ideologico di chi vorrebbe omologare le culture in un melting pot indigesto e già ampiamente fallito. Pera ha elencato i punti deboli dell’Europa e ci ha aiutato ad uscire dall’ambiguità e dall’ipocrisia. L’identità europea va affermata e difesa, anche con le armi se è necessario. Roma cadde quando spalancò le porte e l’impero brulicò di liberti e mezzisangue. La nuova barbarie è alle porte e non aspetta come quella dell’antica Roma d’essere convertita alla nostra religione: è portatrice d’un culto fanatico, totalizzante e conquistatore. Il relativismo subdolo è già una forma di resa e di abiura. Sarebbe come porgere graziosamente la testa al boia. Tutti uguali senza esserlo, come predicavano le dottrine collettiviste giustamente fallite. Dall’Africa nera importeremmo le guerre tribali, le armonie religiose e pagane, giacché ogni etnia e clan godrebbe di pari dignità. I bantù chiederebbero l’8 per mille. L’Europa diventerebbe una mistura come il Brasile, come il Messico, paesi di esemplari virtù civiche. La cultura degli antenati, che si scannarono nelle guerre tra stati e di religione per proclamare secoli dopo la dignità dell’uomo e il culto della democrazia e della libertà, diventerebbe becchime per i polli, strame identitario da archiviare con i nuovi apporti di “civiltà” dal Nordafrica, dall’Asia, dall’America andina, dai Balcani; e l’Europa diventerebbe come loro, giacché loro non potranno e non vorranno diventare come noi. Qualche giorno fa il programma Omnibus condotto su La7 dalla bella giornalista palestinese, sempre molto concitata e ovviamente “de sinistra” (peccato che al suo paese di sinistra e di democratico ci sia ben poco) ha ospitato Mirian Mafai, vecchia bolscevica impunita, con la dentiera malferma e sibilante che ogni tanto doveva risucchiare, che vantava le delizie della società multirazziale, definendola “un arricchimento per tutti noi a contatto con nuove culture, gusti e abitudini”. Di quali abitudini siano portatori ne siamo testimoni ogni giorno. Fin qui la compagna Mafai. Poi, per associazione di idee, pensi alla Cina e alla defunta Unione Sovietica e ti pare di ricordare che là le culture minoritarie (musulmani, tibetani, cristiani) le segregavano e che l’unica cultura imposta era quella del partito. Ma la Mafai, come la sua dentiera, non deve avere solida memoria. In collegamento diretto è poi intervenuto Luigi Manconi, altro democratico, già Lotta Continua, già Verde, già sostenitore della violenza proletaria, ed ora provvisoriamente approdato ai DS, il quale, a proposito della società multirazziale, non ha esitato ad affermare che quelli che non la bramano “sono una minoranza”. Chissà dove l’ha letto! Non hanno disertato il dibattito i due pasdaran della sinistra radicale: Pecoraro Scanio, statista del Cilento, ha parlato di “affermazioni indegne e deliranti” ed ha ovviamente chiesto le dimissioni di Pera. Pecoraro, nel suo cupio dissolvi alla mozzarella, ha già chiesto le dimissione di mezzo Parlamento ma nessuno gli bada. Ha la fronte bassa e la voce stridula. Insomma non se lo fila nessuno. Il comunista Marco Rizzo, stranamente prudente, ha solo osservato che “la religione dovrebbe restare nell’ambito della sfera privata”, alludendo alle radici cristiane dell’Europa; ed ha forse rimpianto il tempo in cui il comunismo internazionale faceva pratica di ateismo ed ora il povero Rizzo s’è dovuto attaccare alla tonaca bisunta di Prodi. Vai avanti tu che a me viene da ridere! Ma il meglio lo ha dato la grande stampa d’apparato, con il compitino scolastico di Riotta Continua contro “il neopaganesimo che disarmerà l’Occidente”, più di quanto abbiano tentato le ideologie maoiste e staliniste del radioso ’68, vantato come l’alba di un nuovo mondo, e con l’atto di accusa di Giamburrasca Stella, sempre tondo e satollo come un salumiere, che spulciando nei cassetti di Pera ha trovato l’arma che lo ha inchiodato avendo detto “tutto e il contrario di tutto”, solo perché da laico ha riconosciuto il valore delle radici giudaico-cristiane del nostro continente, il quale continente se perdesse quell’unica identità forte sarebbe più facile preda del fondamentalismo maomettano. Naturalmente c’è di peggio, quanto ad abiurie storiche, ma questo lo si rileva con più fatica. I postcomunisti hanno gettato la falce e il martello alle ortiche e hanno cambiato logo al partito, rinnegando ottant’anni di milizia stalinista. I paraterroristi di Lotta Continua che volevano abbattere lo stato borghese con l’omicidio politico eretto a sistema, ora ne sono alla greppia da lucrosi posti di comando. Se il nemico non puoi vincerlo, vienici a patti. Machiavelli insegna. Ma il presidente Pera, incurante dei tafani che gli ronzano attorno, ha finalmente affermato la dottrina dell’azione e dell’orgoglio occidentale ed ha biasimato l’attendismo colpevole e rinunciatario dell’Europa. Se il nemico ci attacca, si ha il dovere e il diritto di rispondere con tutte le armi in nostro possesso. Finalmente! Qualcosa sta cambiando nel complesso di colpa europeo instillato ad arte da chi, dentro e fuori il mondo islamico, persegue il disegno, ieri fallito col marxismo-leninismo, e oggi ritentato con l’ideologia terzomondista, della distruzione dell’Occidente liberaldemocratico. Non ci riusciranno. Hanno fallito ieri. Falliranno sempre. Non ci sono riusciti i carri armati del Cremlino, non ci riusciranno le truppe cammellate del profeta. Le voci libere che cominciano a levarsi in difesa di un civiltà liberamente eletta e sono già un deterrente e un monito per chi pregustava una facile conquista. di Romano Bracalini - pubblicato su L'Opinione delle Libertà
postato da: Lisistrata alle ore 30/08/2005 00:05 | Permalink |
categoria:politica italiana
lunedì, 29 agosto 2005

MANIACI SESSUALI AL LAVORO
Tutti si prendono periodi di ferie o comunque di riposo,  i maniaci sessuali invece sono sempre all'opera e che opera, visto che la fanno in nome di Allah. Pensate cosa arrivano a fare questi sporcaccioni: per punire le donne che non si comporterebbero alla maniera islamica, le frustano in pubblico.
Ma frustare le donne, non è una delle tante forme sessuali sado-maso molto in voga fra i deviati? E allora basta chiamare questi pazzi scatenati, solo fanatici integralisti.
Se la loro quotidiana ed instancabile attività li porta a compiere atti di questa natura, voglio vedere con quale coraggio qualcuno si permette ancora di difenderli semplicemente definendo il loro comportamento come una forma di cultura diversa. 
Diversa è diversa certamente, ma forma di cultura proprio no! Semmai siamo di fronte a una massa di devianti sessuali, sessuofobi, omofobi e soprattutto misogini, visto che le donne sono il loro preferito e più facile obiettivo, ma il guaio è che non lo fanno nell'intimità delle loro case, con compagne consenzienti e che condividono le loro storture, per vendere qualche cassetta e guadagnare onesta pecunia.  Il guaio è che esercitano il loro vizio sulle pubbliche piazze, sulla pelle delle povere malcapitate che si permettono di esprimere un minimo di decoro personale e ovviamente dopo essere andati al potere.
Non ci credete?  Controllate pure la notizia su FreeThoughts e sulla fonte originaria StudentMovement - D'altra parte non ci sarebbe nemmeno da meravigliarsi, se vogliamo essere obiettivi, cosa dire di un governo che nomina a ministro degli esteri  Manouchehr Mottaki - terrorista implicato in assassini di dissidenti in Turchia, espulso proprio dalla Turchia per questo motivo?

donne iranianeQuesto è il sunto dell'articolo originale: Aumenta la repressione contro le donne in Iran. In alcune città, vari miliziani hezbollah islamisti, appartenenti al regime, hanno aggredito ed arrestato varie donne e ragazze per non essere "sufficientemente coperte" e per comportarsi in "maniera poco islamica" (... mangiare un gelato in pubblico è veramente un'indecenza e poi... mostrare mani, piedi e la peluria in testa....che schifo, sì meritano proprio di essere frustate, per il sollazzo dei pervertiti islamici iraniani...) Le milizie per il controllo della "moralità" hanno multato centinaia di donne, ed hanno condannato alcune ad essere frustate in pubblico.
Gli arresti però hanno portato anche a disordini con vari uomini che hanno provato a difendere le povere donne. I mullah ed i chierici hanno aumentato la propaganda contro le donne, durante le preghiere del venerdì ( a cui partecipano solo pochi esaltati ), ed hanno chiesto ai "fedeli" di impegnarsi a far rispettare la "morale islamica".

ricerca di kamikaze in IranA pensarci bene però non potrebbe essere altrimenti, visto che in Iran il regime si permette addirittura di utilizzare la stampa per fare ricerca di "personale specializzato", ma non di personale specializzato qualunque, questo dev'essere specializzato in terrorismo e se non è ancora specializzato, verrà accuratamente preparato per diventarlo. Dovrà diventare un "provetto kamikaze" per essere utilizzato contro i nemici dell'islam. 
Leggete la notizia su Donne Democratiche Iraniane in Italia - vi assicuro che merita tutta la vostra attenzione.
Ma in Europa, i soloni del parlamento europeo, si rendono conto di cosa vogliono fare questi mascalzoni con il nucleare o stanno là solo per intascare le laute prebende che sborsiamo per loro?
Ma lo avranno capito che se cambia il vento e vince un regime islamico, i loro bei culetti si debbono schiodare da quelle poltrone, o sono proprio così imbecilli e beoti da non averlo compreso?

postato da: Lisistrata alle ore 29/08/2005 01:57 | Permalink |
categoria:terrorismo, esteri, islam
lunedì, 29 agosto 2005

RIAPERTURA DELL'ESERCIZIO

Buongiorno a tutti e ben ritrovati, rialzo le serrande e vi ringrazio per avermi lasciato tanti simpatici saluti, ma vi debbo confessare, con una punta di cattiveria, di aver vissuto 6 giorni così tranquilli e rilassanti di essermi dimenticata del blog e dei siti.  Sarà l'aria di Milano, sarà che sono ormai una web-dipendente che comunque mi ributto dentro il "gioco mediatico" e voglio farlo a modo mio, con la mia aggressività che non ha intenzione di risparmiare colpi a chi si permette di far diventare questo mondo, che sarebbe meraviglioso, una cloaca immonda di cattiveria, di dolore e di morte. Ce l'ho anche coi corrotti e con gli ipocriti, tanto per essere chiari.

postato da: Lisistrata alle ore 29/08/2005 01:18 | Permalink |
categoria:personali
sabato, 20 agosto 2005

 SEGNALATO DA LISISTRATAE' CON SODDISFAZIONE, MA ANCHE CON UN PIZZICO DI TRISTEZZA, CHE VI DEVO LASCIARE. VADO A RIPOSARMI QUALCHE GIORNO, intanto vi ricordo che  l'add-url di Lisistrata è tornato completamente funzionante, quindi approfittate di questo periodo per andare a postarci sopra i vostri blog o siti, è una forma di pubblicità gratuita per avere più visibilità nella rete.

L'add-url possiede una serie di categorie, voi scegliete quella che fa al caso vostro e se gradite mettete il bannerino da voi, in questo modo, altri potranno conoscere il servizio e utilizzarlo. Per accedervi, cliccate qui

Vi auguro una buona settimana e spero di trovarvi ancora numerosi al mio ritorno. Un beso a tutti.

postato da: Lisistrata alle ore 20/08/2005 16:09 | Permalink |
categoria:specials, media stampa e cultura
venerdì, 19 agosto 2005

IL DOLORE DEGLI ISRAELIANI NON HA VALORE,
MEGLIO NON FOTOGRAFARLO E SOPRATTUTTO NON PUBBLICARLO

il dolore dei coloni evacuatiil dolore dei coloni evacuati

Ieri sono andata a curiosare per quotidiani e magazine e sono rimasta stupita dalla mancanza di fotografie che ritraevano gli israeliani in lacrime, e che mettessero in evidenza il loro dolore, come se questo dolore fosse minore di quello degli altri.
Il Corriere della Sera infatti sceglie di non pubblicare foto, in altri quotidiani se qualche foto c'era, cosa rara per altro, ritraeva la barriera formata da cartelli di tipo stradale, con figure informi sullo sfondo, come se stessero facendo dei lavori stradali. Addirittura su Repubblica anziché le fotografie degli israeliani c'è in bella mostra una foto dei militanti di Hamas.
la striscia di GazaLe bandiere di Hamas
 Cani sciolti preferisce parlare dell'omicidio dei palestinesi fatto da quello che è stato definito da Ariel Sharon come terrorista israeliano, accennando appena all'evacuazione, Unimondo sceglie una foto degli irriducibili sostenitori dei coloni, che vengono portati via a braccia dalla polizia israeliana, l'Unità poi preferisce parlare del ritiro da Gaza attraverso il pensiero degli arabi.

Che dirvi di più? Vi offro un piccolo assaggio fotografico della lunga sfilata delle ipocrisie della stampa italiana, che edulcorando la pillola mette ancora una volta in secondo piano Israele, che forse nemmeno tanto di nascosto vorrebbe vedere affondare nell'oceano, con tutti i suoi abitanti, la stessa cosa che vorrebbero i terroristi palestinesi.
Il mio complimento va all'obiettività perniciosa di questa stampa, che anziché riferire la storia, vuole scriverla la storia, ma il guaio è che nonostante stia sempre dalla parte dei pacifisti, in realtà grazie al sostegno che da implicitamente alle azioni terroristiche, il sangue e le vittime aumentano. Intanto Hamas continua a ripetere: “Né Gaza, né la Cisgiordania, e nemmeno Gerusalemme ci potranno bastare”
 Leggi l'articolo completo del pezzo di Deborah Fait

Lisistrata


 

 

 

 

 

postato da: Lisistrata alle ore 19/08/2005 19:10 | Permalink |
categoria:esteri
venerdì, 19 agosto 2005

IN BANGLADESH GLI INTEGRALISTI ISLAMICI VOGLIONO CHE VENGA  APPLICATA LA LEGGE ISLAMICA.

E cosa fanno per ottenerla?  Scendono in piazza a fare una manifestazione pacifica?  Mandano una delegazione a parlare  con il governo in carica? No, è troppo semplice, queste cose inutili e volgari le lasciano fare a noi infedeli.
Loro preferiscono piazzare bombe in tutto il paese, per dimostrare la loro potenza e dalla prima notizia di 50 bombe, passata poi a 100, finalmente si arriva a comprendere che sono state più di 300 le bombe piazzate in tutto il paese, (per fortuna di piccolo potenziale) e sono state fatte esplodere quasi contemporaneamente, provocando 1 morto e 125 feriti.
Vedi qui 

E noi siamo ancora qui a discutere di lana caprina? Gli islamici sono fondamentalisti, forse non tutti, ma troppi di loro non alzano un dito per impedire che lo pensiamo o dimostrare di essere d'avviso diverso, signori lo volete capire sì o no?

Cos'altro dobbiamo vedere, per capire che siamo tutti nel mirino?  
Immaginatevi se fosse successo in Italia, dovete proprio vederlo succedere per capire che questa è una strategia pianificata con cura?

postato da: Lisistrata alle ore 19/08/2005 18:48 | Permalink |
categoria:terrorismo, islam
giovedì, 18 agosto 2005

STRATEGIE E TATTICHE DI CONQUISTA

e' gia' all'opera La nuova inquisizione
L'inquisizione islamica al lavoroL'estremismo islamico fa la voce grossal'estremismo islamico dilaga in Bangladesh
Inquisizione islamica per la setta degli Ahmadiyya

Dhaka (AsiaNews) – Il Ministero degli Affari Religiosi ha messo all’indice le pubblicazioni della setta Ahmadiyya, dietro pressione dei fondamentalisti islamici che giudicano il gruppo come “non musulmano”.

Il movimento anti-Ahmadiyya  Hifazate Khatme Nabuwat Andolon (HKNA) ha addirittura fatto dei sit-in per giorni interi chiedendo al governo di dichiarare l’Ahmadiyya un movimento non islamico.

Finora il governo si è limitato a mettere all’indice le pubblicazioni, che dall’8 gennaio non possono essere stampate, vendute e conservate. Ma l’HKNA ha lanciato un ultimatum: entro 2 settimane vi deve essere il bando della setta dall’ortodossia musulmana, altrimenti vi saranno rappresaglie.

L’Ahmadiyya è un gruppo religioso di circa 100 mila persone in Bangladesh che si riferiscono a Maometto, ma non lo considerano l’ultimo profeta.

La decisione del Governo di proibire i libri dell’Ahmadiyya ha riscosso l’applauso dei fondamentalisti, ma lascia perplesse molte fasce dell’opinione pubblica.

Shahajan Ali, musulmano, assistente sociale di 45 anni, ha dichiarato ad AsiaNews che “gli Ahamadiyya dovrebbero essere bollati come  non musulmani perché non seguono Maometto, l’ultimo e più grande profeta dell’Islam”. Ma Sumona Chisim, una donna di 40 anni ha detto: “Ho visto in televisione le immagini degli aggressivi raduni dell’HKNA. Gli Ahmadiyya non hanno mai causato problemi a nessuno e praticano la loro fede pacificamente. Il Governo dovrebbe piuttosto  fermare l’HKNA, ma pur di avere popolarità finisce con l’accontentarli”. leggi il seguito qui
 

Così l’islam radicale continua la sua avanzata affondando le sue radici nella profondità delle viscere delle civiltà che ha occupato.
Dopo l’attentato  terroristico a New York, l’Islam ha occupato sempre di più le pagine dei giornali e gli schermi TV, e durante un’intervista fatta a un imam di Roma, questi ha parlato di cittadinanza e diritto al voto che non aveva ancora, ma che non c’era problema per lui, perché sia lui che gli altri islamici hanno dei figli, che sono quindi di seconda generazione e tutti con la cittadinanza italiana, testualmente ebbe a dire, con tono sornione:  .....ora stanno studiando, potranno diventare avvocati, dottori o quello che vorranno, poi entreranno a far parte della società italiana e qualcuno di loro andrà anche al potere e allora ne riparleremo…..

Ecco come funziona la strategia della conquista, per la quale non bisogna dimenticare il disegno architettato già nel 1928 dai fratelli musulmani che si sono costituiti come gruppo di conquista a partire dall’Egittto proiettandosi attraverso lo spazio e il tempo e di cui ci sono le prove, fra le quali molte ne ho pubblicate anch’io.

Ora mi vorrete scusare se le mie spiegazioni vi potranno sembrare poco sofisticate, ma io sono persona semplice e non ho retrovirus mentali idonei alla doppia faccia.....

1 – favorire l’emigrazione verso tutti i paesi dell’occidente
2 – favorire i matrimoni misti, dei loro uomini con donne occidentali, che però  si debbono convertire, in modo che i figli restino islamici. – Per le donne il discorso è molto diverso di solito vengono già promesse in giovinezza a islamici rimasti in patria altrimenti se scelgono qui liberamente spesso finiscono uccise dalla famiglia o debbono fuggire.
3 – i figli assumono la cittadinanza del paese in cui sono nati
4 – molti imam emigrano provvisoriamente o stanzialmente, verso questi paesi e si occupano dell’educazione religiosa islamica dei figli di nuova generazione, mentre al contempo questi studiano nelle scuole delle popolazioni locali condividendone le professioni e scalando la società per entrare nei gangli del potere.
5 – mantenere le rigide prescrizioni coraniche, nella preghiera, nelle abitudini alimentari, negli abiti e nei comportamenti, per distinguersi dalle popolazioni locali e mostrare, la propria superiorità morale.
6 – cercano di costruire più moschee possibili, nelle quali viene predicato il razzismo ideologico e religioso, l’odio e il diritto alla conquista della civiltà nella quale ci si è inseriti.
7- stringere rapporti ed alleanze, con comunisti , dissidenti, no global, estremisti di sinistra, che nelle società democratiche hanno possibilità d’azione e di ascolto, ma sono in perenne contestazione con il potere e odiano gli stati Uniti, che rappresentano l’unico grande baluardo che può fronteggiarli.
8 – sostenere pubblicamente moderazione, ma al contempo mai dissociarsi dai fratelli che scelgono il terrorismo, chiamandoli semplicemente resistenti e condannando gli Stati Uniti che vengono paragonati a un grande diavolo.
9 – divulgare anche  pubblicamente l’odio, predicandolo sia verso le società che li hanno capiti e sono in grado di combatterli, alle quali indirizzano nel contempo i loro attacchi terroristici per tenerli occupati su molti fronti, per aumentarne le difficoltà.
10
 – proseguire nel  pretendere dei distinguo, e arrivare ad ottenere di applicare la sharia ai confratelli in fede, anche se sono inseriti in una società laica e in qualche paese riescono persino ad ottenerla.
11
 – fare in modo che i figli crescano nella scala sociale e quando saranno entrati a far parte del potere, organizzare dal basso proteste di massa guidate, per far cambiare le leggi e dato che la maggioranza silenziosa, non ha mai lo stesso peso, se non nelle elezioni, è probabile che ci riescano.

Questa sembra fantapolitica, ma non lo è, come dimostra ampiamente l'articolo pubblicato su Asianews e che io vi ho offerto qua sopra.    Lisistrata

postato da: Lisistrata alle ore 18/08/2005 18:30 | Permalink |
categoria:terrorismo, esteri, islam
mercoledì, 17 agosto 2005

Iraq: 1.100 Cadaveri Di Civili Nell'Obitorio Di Baghdad 
Yahoo notizie
AGI/AFP) - Baghdad, 17 ago. - Nel solo mese di luglio all'obitorio di Baghdad sono stati contati 1.100 cadaveri di civili iracheni vittime delle violenze quotidiane: una cifra record, se si considera che prima dell'invasione anglo-americana nello stesso mese si registravano in media non piu' di 200 cadaveri. "Le cifre di luglio sono le piu' alte mai registrate nella storia dell'istituto di medicina legale", ha scritto in un articolo su 'The Independent' l'inviato Robert Fisk, che cita un medico dell'obitorio. Da gennaio sono stati sepolti 500 cadaveri di ignoti. Secondo 'The Indipendent', la maggior parte dei corpi portati all'obitorio della capitale hanno mutilazioni talmente gravi da rendere impossibile l'identificazione nel 10-20 per cento dei casi.
L'OCCUPAZIONECONTINUA
Un "civile" seduto davanti alle rovine della sua casa dopo aver subito un attentato provocato da una triplice autobomba che sembra abbia ucciso più di 43 persone e abbia lasciato anche un centinaio di feriti sul terreno. - leggi la notizia Reuters - su Yahoo notizie
Hanno perfettamente ragione coloro che sostengono che l'Iraq è occupato da truppe straniere, infatti queste truppe sono costituite dalla "Premiata Macelleria Islamica Al Zarqawi and company" ove ci sono tutti i militanti terroristi provenienti daipaesi del ME, dall'Iran, dal Pakistan e persino dal Bangladesh.

Ed a proposito del Bangladesh, tempo fa era stata data una notizia che diceva che appunto in Bangladesh più di 20.000 giovani venivano cresciuti nell'ideologia del fanatismo per diventare kamikaze.  Oggi ci sono state le grandi manovre in tutto il paese sono state fatte scoppiare, in contemporaneità un centinaio di bombe, che hanno prodotto solo dei feriti. Ebbene io vedo quest'azione come una prova di forza per dimostrare al mondo che possono farlo.

Provate a immaginare 100 attentati come quello di Londra o di Madrid o di Bologna, in contemporaneità in Italia o in qualsiasi altro paese del mondo, cosa provocherebbero? L'equivalente di un bombardamento.
E c'è ancora chi sostiene che bisogna comprenderli.
E che cavolo c'entriamo noi con il Bangladesh? E' colpa nostra se sono afflitti da malattie endemiche nelle quali la miseria è di casa? Investano i loro capitali, per allenare la  la mente e la popolazione, che si dedichi alla crescita economica e non alla guerra terroristica e magari potrebbero finalmente uscire dal ghetto in cui sembra faccia comodo a qualcuno, che stiano, proprio come ha fatto comodo tenerci i palestinesi.
 

postato da: Lisistrata alle ore 17/08/2005 20:48 | Permalink |
categoria:terrorismo, esteri, islam
mercoledì, 17 agosto 2005

W il gay pride ...alla Mecca!

La destra e la sinistra vogliono dialogare con i paesi islamici "moderati", ...noi potremmo proporre ai nostri 'sensibili politici' ...come Prodi,Bertinotti e  Pecoraro Scanio, di usare i loro buoni uffici presso le 'ambasciate islamiche moderate' d'Italia, per avviare i primi contatti nell'intento di organizzare una mega parata omosessuale, ...ossia un grande gay pride internazionale, che travalichi i confini dell'occidente per approdare sui lidi 'tranquilli dei tolleranti stati arabi' ...del vicino oriente.
 
Ovviamente, bisogna avviare una raccolta di firme per le adesioni. Tutti devono mobilitarsi per il 'trionfo delle .(...uhmm) ..gonadi', ...organizzazioni ed associazioni onlus, ...partiti e singoli, tutti con l'unico scopo di far fiorire nel mondo intero l'accoglienza e la tolleranza .........!
Grande gioia  ...uno scintillìo di paillettes e perizoma: dalla Mecca alle strade di Teheran, darà il colpo mortale al 'razzismo' !
 
W il gay pride ...in medio oriente!

Mario   dal blog  Controcorrente

postato da: Lisistrata alle ore 17/08/2005 01:41 | Permalink |
categoria:islam, roba da chiodi
martedì, 16 agosto 2005

E' GRAZIE ALLA NOSTRA FORZA
e non alla debolezza, che facciamo questo passo

 

   

Lunedì sera il primo ministro israeliano Ariel Sharon si è rivolto alla nazione con un discorso trasmesso da radio e tv a reti unificate.
 “Cittadini d’Israele – ha detto Sharon – il giorno è arrivato. Stiamo dando inizio al passo più difficile e doloroso di tutti: lo sgombero delle nostre comunità dalla striscia di Gaza e dalla Samaria settentrionale.
 
Un passo molto difficile per me personalmente. È stato con il cuore pesante che il governo d’Israele prese la decisione del disimpegno, ed anche la Knesset non lo ha approvato a cuor leggero. Non è un segreto che io, come molti altri, credevo e speravo che potessimo tenere per sempre Netzarim e Kfar Darom. Ma la mutata realtà nel nostro paese, in questa regione e nel mondo hanno reso necessaria una nuova valutazione e un mutamento di posizioni.
 Gaza non può essere tenuta per sempre. Vi vive più di un milione di palestinesi, e raddoppiano il loro numero ad ogni generazione. Vivono in campi profughi incredibilmente stipati, nella povertà e nello squallore, veri focolai di odio sempre crescente, senza speranze all’orizzonte.
 È grazie alla nostra forza, non per la nostra debolezza, che facciamo questo passo. Abbiamo cercato di arrivare con i palestinesi a degli accordi che facessero avanzare i due popoli sulla strada della pace. Questi accordi si sono infranti contro un muro di odio e di fanatismo.
 Il piano di disimpegno unilaterale, che annunciai circa due anni fa, è la risposta israeliana a questa realtà di fatto. È un piano positivo per Israele in qualunque scenario futuro. Stiamo riducendo le occasioni quotidiane di attrito, e le vittime che esso provoca a entrambe le parti. Le Forze di Difesa israeliane verranno rischierate su linee difensive dietro la barriera di sicurezza. Coloro che continueranno a combatterci dovranno fare i conti con tutta la potenza delle nostre forze di difesa e di sicurezza.

 
Ora tocca ai palestinesi l’onere della prova. Essi devono combattere le organizzazioni terroristiche, smantellare le strutture del terrorismo e mostrare sincere intenzioni di pace per poter sedere con noi al tavolo negoziale.
 Il mondo aspetta la risposta dei palestinesi: una mano tesa per la pace o il continuo fuoco terrorista. Davanti a una mano tesa in pace, risponderemo con un ramo d’olivo. Ma se sceglieranno il fuoco, reagiremo col fuoco, più severo che mai.
 Il disimpegno ci permetterà di volgere l’attenzione al nostro interno. Cambierà la nostra agenda nazionale. La nostra politica economica sarà libera di dedicarsi al superamento dei gap sociali e di impegnarsi in una effettiva lotta contro la povertà. Faremo progredire l’istruzione e accresceremo la sicurezza personale di ogni cittadino nel paese.
 Le discordie sul disimpegno hanno provocato gravi ferite, un odio amaro tra fratelli, dichiarazioni e gesti di estrema gravità. Io capisco i sentimenti, il dolore e il pianto di coloro che dissentono. Ma comunque noi siamo un’unica nazione, anche quando discutiamo e ci scontriamo.
 Abitanti della striscia di Gaza, la giornata di oggi segna la fine di un glorioso capitolo della storia d’Israele, un capitolo centrale nella storia delle vostre vite di pionieri, di realizzatori di un sogno che hanno portato il fardello della sicurezza e dell’insediamento per tutti noi. Il vostro dolore e le vostre lacrime sono parte inseparabile della storia di questo paese. Quali che siano i disaccordi che ci dividono, noi non vi abbandoneremo e, dopo lo sgombero, faremo tutto ciò che è in nostro potere per ricostruire le vostre vite e le vostre comunità.
 Desidero dire ai soldati delle Forze di Difesa israeliane, agli agenti della polizia israeliana e della guardia di frontiera: state affrontato una missione difficile. Non è un nemico quello che dovete affrontare, bensì i nostri fratelli e sorelle. Sensibilità e pazienza sono l’imperativo del momento. Sono certo che è così che vi comporterete. Voglio che sappiate che l’intera nazione è con voi ed è fiera di voi.
 Cittadini d’Israele, la responsabilità per il futuro di Israele ricade sulle mie spalle. Ho avviato questo piano perché sono giunto alla conclusione che questa scelta è vitale per Israele. Credetemi, il dolore che provo per questa scelta è pari solo alla risoluta consapevolezza che è una cosa che era necessario fare.
 Ci stiamo avviando su una nuova strada che comporta molti rischi, ma anche un raggio di speranza per tutti noi. Con l’aiuto del Signore, possa questa strada essere una strada di unità e non di divisione, di rispetto reciproco e non di inimicizia tra fratelli, di amore senza riserve e non di odio senza fondamento.
 Farò tutto il possibile per garantire che sia così.

Articolo mandato da Deborah Fait e pubblicato anche sul magazine Lisistrata

postato da: Lisistrata alle ore 16/08/2005 16:18 | Permalink |
categoria:esteri, attualita e news
lunedì, 15 agosto 2005

Terroristi,ladri,truffatori, avete un nuovo sistema per farla franca!! grazie al Pm Antonio de Lorenzi e al Gip Deli Luca
"BURQA PER RELIGIONE? NON E' REATO"
Assolta immigrata denunciata a Treviso
Il burqa, se indossato per motivi religiosi, non è vietato, e quindi non è reato e non viola la legge 152, che vieta, per motivi di ordine pubblico, di coprirsi il volto in pubblico. La sentenza, che non mancherà di provocare aspre polemiche, è stata emessa dal Tribunale di Treviso, che ha archiviato la denuncia dei vigili contro una bengalese che si era rifiutata di scoprire il volto per farsi identificare.
Nemmeno il recente varo del "pacchetto Pisanu", che inasprisce le pene per chi copra integralmente il viso in luogo pubblico, ha quindi convinto i giudici che la donna avesse torto e avesse violato l'ordinanza del sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini:
la Legge 152 del 1975, che all'articolo 5 vieta di partecipare a manifestazioni portando "caschi protettivi" o "con il volto in tutto o in parte coperto mediante l'impiego di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona".
 L
a legge 533 del 1977, che estende il divieto di coprirsi il volto anche al di fuori delle manifestazioni, trasformando il "travisamento" in un reato di sospetto nel quale incorre chiunque risulti "difficilmente riconoscibile".
Terroristi,ladri ,truffatori, avete un nuovo  sistema per farla franca grazie al Pm Antonio de Lorenzi e al  Gip Deli Luca

DAL BLOG CONTROCORRENTE

Questi giudici oltretutto, se proprio al burka si riferisce la sentenza, hanno dichiarato una "immane cazzata" sono ignoranti in materia di Islam, non che io sia molto afferrata, ma per quanto riguarda il burka, proprio dalle dichiarazioni fatte da molti islamici esperti in religione, come il l'imam della moschea di Roma, invitati in TV, questi hanno dichiarato che il velo islamico non è il burka, quest'abito è frutto di un'usanza che in Afghanistan si era diffusa  solo nelle città perchè le "cittadine" volevano distinguersi dalle "campagnole", poi nel tempo è diventato un sudario obbligato da un'altra marea di ignoranti: gli afghani che si sono sempre rifatti alle leggi tribali e fra di loro i peggiori, cioè i taliban che hanno addirittura distrutto le statue del Budda di Bamjan, perché "offendevano l'Islam" e tutti gli altri dei erano da cancellare. Beh questi giudici sono al livello dei taliban.

postato da: Lisistrata alle ore 15/08/2005 12:02 | Permalink |
categoria:politica italiana, giustizia, islam
domenica, 14 agosto 2005
L'IRAN VUOLE DISTRUGGERE ISRAELE
non ha mai perso occasione per dimostrarlo,e ora la sua minaccia si è fatta ancora più evidente e pericolosa.
Questo francobollo emesso in Iran nel 1991 per festeggiare la giornata del fanciullo, nel quale lo si incita alla violenza contro una nazione e il suo popolo, equivale a una dichiarazione di guerra esplicita.
Non si meraviglino i candidi pacifisti, se Israele un giorno dovrà rispondere per le rime a questi teocrati nazisti fino al midollo
Francobollo iraniano emesso nel 1991 per la giornata del fanciullo
postato da: Lisistrata alle ore 14/08/2005 23:32 | Permalink |
categoria:esteri, islam