sabato, 30 aprile 2005

PASSATEPAROLA

RAGAZZI TUTTI, MI RIVOLGO A VOI CHE AMATE LA LIBERTA' NON DIAMOGLIELA VINTA AGLI INTEGRALISTI.
CONTINUIAMO A PARLARE DI THEO VAN GOGH E DEL SUO FILM SUBMISSION, SE NON POTREMO PIU' DISTRIBUIRLO NON IMPORTA: PARLIAMONE... PARLIAMONE... PARLIAMONE....
E FACCIAMO QUALCOSA NOI PER PRIMI CONTRO QUESTI BARBARI INVASORI DELLA NOSTRA CULTURA, DEI NOSTRI COSTUMI E DEL NOSTRO SENSO DEL RISPETTO DELLE LIBERTA' ALTRUI: 
BOICOTTIAMOLI IN TUTTI I SENSI E NON VI PARLO DI BOICOTTAGGIO COMMERCIALE, VI PARLO DI ISOLARLI, NON DIAMO PIU' LORO VOCE, IMPEDIAMOGLI DI PONTIFICARE SULLA NOSTRA VITA E SULLE NOSTRE SCELTE, PRETENDIAMO IL RISPETTO DELLE NOSTRE ISTITUZIONI, IO MI SONO ROTTA LE PALLE DI VEDERE LE DONNE VESTITE DI NERO IN GIRO, SEMBRANO FANTASMI USCITI DA UN FILM HORROR, FANNO PAURA, CI STANNO DICENDO: COSI' DOVRANNO COMPORTARSI LE VOSTRE FIGLIE, PRIMA O POI....   NON LASCIAMO NULLA D'INTENTATO DA QUALSIASI PARTE VENGA IL SOCCORSO ALLA LIBERTA' , SOSTENIAMOLO ED ISOLIAMO QUESTI BARBARI, CHE SONO OSPITI IN CASA NOSTRA E CI STANNO BUTTANDO FUORI.

PASSATEPAROLA

postato da: Lisistrata alle ore 30/04/2005 12:36 | Permalink |
categoria:politica italiana, islam, societa cronaca
sabato, 30 aprile 2005
Theo van Gogh - il regista assassinatoVedi il film di Theo Van Gogh e muori di Stefano Magni 
“Prima di morire, vedi”. È il motto del celebre film del terrore giapponese “The ring”, la videocassetta maledetta che fa morire chiunque la veda, sette giorni dopo la sua visione. Solo fiction? In circolazione, in Europa, c’è un film che può causare una morte altrettanto improvvisa e violenta. E non lascia nemmeno sette giorni di tempo per dire le ultime preghiere. Stiamo parlando di Submission, il film di cui tutti hanno paura: “Il film è pericoloso per chiunque vi si avvicini”, questo è il verdetto dei servizi segreti olandesi. Ma non perché sia il film in sé ad ammazzare qualcuno, ma perché chi lo vede viene minacciato di morte dagli Islamisti. Risultato? La sceneggiatrice, Ayaan Hirsi Ali è sotto scorta e il produttore Gijs Van Vesterlaken ha ritirato il film. Il regista, Theo Van Gogh, è utile ricordarlo, è già stato ucciso. Dopo la marcia indietro del produttore, vivamente suggerita dai servizi segreti olandesi, la diffusione del film è diventata clandestina, ma anche in questo caso sorgono polemiche e soprattutto pochi hanno il coraggio di vederlo. Lo hanno ritirato dal festival di Rotterdam e poi anche da quello di Locarno. In Italia l’unica Tv dissidente è stata TelePordenone, che ne ha trasmesso un pezzettino (appena un minuto e mezzo), così da non violare il copyright. Anche un’altra emittente locale, Canale Italia, voleva forzare il blocco, ma (come riportato ne L’opinione di Milano e Lombardia di giovedì 21) alla fine ha preferito rinunciare. Stesse scene anche nell’Europarlamento di Bruxelles: il leghista Borghezio avrebbe voluto proiettare la pellicola nella sala stampa, non gliel’hanno lasciato fare. “La natura controversa del film” - ha dichiarato il questore - “è tale da provocare turbative all’ordine pubblico all’interno del Parlamento e potrebbe persino mettere in gioco la sicurezza a lungo termine dello stesso Europarlamento”. E gli attivisti anti-censura? Michele Santoro (che, per principio, è favorevole alla diffusione del film) ha dichiarato al Corriere della Sera, il 21 aprile: “Il produttore del film ha chiesto ufficialmente di non proiettarlo. L’Europarlamento è un’istituzione particolarmente prudente e formale”. E Lilli Gruber: “Non capisco come si possa parlare di censura visto che il produttore non ha autorizzato la visione del film: è evidente che i questori non potevano fare diversamente”. Solo una questione di copyright? O gli Islamisti, dopo aver realizzato i peggiori incubi dei film d’azione (l’abbattimento delle Torri Gemelle), adesso stanno trasformando in realtà anche i film del terrore, rendendo “maledetto” un cortometraggio di 11 minuti?
Theo Van Gogh, le comunità dei blog spezzano la censura di  Aldo Torchiaro
Gijs van Vesterlaken, il produttore di Submission, il film del regista olandese Theo Van Gogh giustiziato da un fondamentalista islamico proprio a causa della sua pellicola, ha deciso di ritirare l'opera a tempo indeterminato per la serie incredibile di minacce di morte che gli sono giunte e che sono ritenute credibili dai servizi di sicurezza. Ma il video, malgrado l’autocensura, si vede. Eccome. Il breve filmato girato da Theo Van Gogh sta facendo il giro del web, sulle ali del tam tam telematico che ne ha propagato la pubblicità. La potenzialità di internet come media "broadcast" è esplosa grazie alla spinta iniziale del portale olandese Ftv, un videoportale che accosta alle potenzialità di internet quelle dello strumento televisivo, ed offre la possibilità di inviare video da condividere con gli altri visitatori. Il record di “letture online” è stato segnato proprio dal video Submission, del regista Theo Van Gogh: 870.000 visitatori e 2,4 milioni di videoclip scaricati. Se l'Olanda è già broadband, allo strumento sono interessati anche gli utenti italiani di internet. Soprattutto i giovani che, allergici alla rassegnazione dell’autocensura, in gran numero hanno ripreso il materiale video relativo a Van Gogh e lo hanno scaricato per riproporlo nei loro weblog. Se ne è fatta portavoce la comunità dei bloggers “www.Toque-Ville.it”, la community dei blog italiani legata alla rivista Ideazione: in duecento nel loro circuito hanno pubblicato il link alla visione in streaming del filmato. Le battaglie di libertà, nel tempo di internet, non si lasciano spaventare facilmente. Neanche dalla spada dell’islam.
Entrambi gli articoli sono stati tratti da l'Opinione

una scena del cortometraggio SubmissionMi dispiace ma non riesco più a trovare in rete il film Submission, sembra sia stato requisito da tutte le parti. Credo che questo sia inaccettabile, non si può dare ospitalità a questo tipo di mentalità e di comportamento. Sto cominciando veramente ad arrabbiarmi con gli islamisti e allora dico: se non gli sta bene la nostra civiltà, tornino a casa loro, si tengano i loro metodi barbari che li rendono talmente superiori a noi, da imporci con la violenza i loro diktat, che nessuno li ha cercati e nessuno li rimpiangerà, nè rincorrerà!!!

Per chi non avesse ancora potuto vedere il cortometraggio e per chi lo avesse visto ma non ha potuto capirne il contenuto perché trasmesso in lingua originale, ecco la sintesi del monologo che la protagonista velata sviluppa nel film: 
Quasi con gli occhi dolcissimi e tristi la protagonista racconta la condizione femminile islamica. L'attrice del video, con il Corano disegnato sulla schiena, parla con Allah del suo amore per Raman. Un amore che gli è costato 100 colpi di frusta per adulterio. Lei era stata obbligata a sposare un uomo violento che la picchia continuamente, la prende a pugni in faccia e nonostante ciò lei ubbidisce ai suoi ordini, come se fossero imposti da Allah". Poi racconta della violenza subita dallo zio, parla delle sue fantasie ("Sul vento che attraversa i miei capelli, o il sole sulla pelle") e conclude la sua "preghiera" dicendo: "Io non ho altro nella mia vita che tornare verso te ed ora che sto pregando per la mia salvezza sotto il mio velo, tu resti in silenzio, come la tomba che desidero".
 

postato da: Lisistrata alle ore 30/04/2005 02:38 | Permalink |
categoria:terrorismo, islam
venerdì, 29 aprile 2005

una scena di submissionTRASMESSO A MILANO SUBMISSION
Il film denuncia, per il quale è stato assassinato Theo van Gogh, finalmente trasmesso a Milano

In alcune città d'Italia, era stato programmata la trasmissione del film che denuncia la inaccettabile condizione femminile nei paesi islamici, ma quasi tutte hanno finito per non andare in porto. La Lega nord, aveva organizzato la sua trasmissione a Treviso, ma anche questa è andata a finire in un "nulla di fatto".
Il 27 aprile invece a Milano, nel circolo della Lega nord, è stato finalmente trasmesso al pubblico il breve filmato della durata di 12 minuti. La sua proiezione è stata garantita e protetta dalla forza pubblica.
E' l'on. Ballaman  che si sta opponendo all'auto censura che l'Europa si è imposta, in seguito alle minacce fatte dagli integralisti islamici, alle quali persino il produttore del film, che stato minacciato di morte, ha dovuto soggiacere, ritirandolo dalle sale cinematografiche. 
E' doloroso per me che sono una persona libera, dover ammettere che la libertà della visione di questo film debba essere affidata ad iniziative private o a gruppi che non accettano i diktat dei fanatici, ed è un vero peccato che i nostri figli si trovino oggi a dover subire quello per cui la nostra civiltà ha lottato per secoli e per la cui conquista molte persone hanno dato la loro vita.
E' anche vergognoso che alcuni nostri rappresentanti a Bruxelles, come Lilli Gruber e Michele Santoro, che in patria hanno sempre gridato "Dalli alla censura!!!" definendosi vittime, qui non abbiano levato nemmeno una flebile voce in difesa di quella che è più di una censura, ma è un ricatto culturale e religioso, affidato alla sharia che in questo modo è imposta a tutti noi, che abbiamo avuto il coraggio a suo tempo, di affrancarci dal dominio della nostra religione.
se vuoi vedere il film clicca qui

postato da: Lisistrata alle ore 29/04/2005 15:23 | Permalink |
categoria:politica italiana, islam
venerdì, 29 aprile 2005

Putin al tavolo delle trattativeUNO STRA-ECCEZIONALE  PROCACCIATORE D'AFFARI
Negli ultimi giorni in Israele e in Palestina, Vladimir Putin si è proposto per ospitare una conferenza di pace a Mosca sul medioriente.
Ottima l'iniziativa, anche se sono state ovviamente diverse  le reazioni dei due responsabili dei relativi governi in carica.
Per chi non l'avesse ancora capito quest'abile mossa sembra preludere più a qualcosa di diverso, come l'assicurarsi un nuovo o vecchio e dimenticato mercato, per rinvigorire le ormai esauste finanze russe e così, secondo la mia opinione, la visita di Putin dimostra
che l'economia sovietica, purtroppo è allo sfascio, da aver bisogno di ricorrere ad un volto noto, per vendere la propria mercanzia ai palestinesi.
Putin è stato ipso-facto promosso, da presidente della Russia a procacciatore d'affari.  Complimenti un passo in avanti nella sua carriera. Scommettiamo che della conferenza di pace non si farà nulla?

postato da: Lisistrata alle ore 29/04/2005 15:22 | Permalink |
categoria:esteri, roba da chiodi
giovedì, 28 aprile 2005

FAZIOSA IO? INCAPACE DI USCIRE DALLO SCHEMA DI AMERICANISMO?
Non sono molti i mesi che pubblico questo blog e ho toccato argomenti disparati: la politica, la società, l'etica, i diritti, le ingiustizie, la cronaca e altre cosine e sapete cosa ho scoeprto?   Vengo accusata di essere giacobina e troppo innamorata degli americani, sarei filoamericana al 100%, ma i post sui quali quasi nessuno è intervenuto sono stati questi:

Altra scuola allagata nel milanese 
Liberazione di Watergate 
Islam tolleranza zero  
Mafia-annullato l'ergastolo a Provenzano 
Una poesia per E.Montale
L'Europa lasci in pace i nostri prodotti tipici
Passaparola per il blog Tuttando
Approdo con soluzione per omonimia
Calcio comminate penalità all'Inter
L'autocensura è un suicidio culturale
Petizione per sostenere un gruppo democratico cubano
Leggi chiarissime, anzi confuse
Manifestazioni pelose in Cina

E mi fermo qui, perché mi sembra proprio che il mio orizzonte sia abbastanza ampio. Non sono certo un'onniscenza, ma gli occhi li tengo aperti a 360 gradi, quello che dev'essere chiaro a tutti, è che sono consapevole che guardo con i miei occhi e ragiono con la mia mente e provo emozioni con la mia anima, non posso certo farlo con quelli altrui. Solo che questi argomentucci, non sono interessati a nessuno, lì mica c'era da attaccare l'ombra di un nemico immaginario, lì c'era solo da discutere serenamente e allora, chi è giacobino?

postato da: Lisistrata alle ore 28/04/2005 01:06 | Permalink |
categoria:personali, roba da chiodi
mercoledì, 27 aprile 2005

bandiera americanaRAI 3 - fonte di informazione corretta
L'altra sera stavo guardando un documentario realizzato da RAI3, nel quale si metteva a confronto la sanità italiana, con quella americana e ne usciva un quadro desolante.
Desolante per gli americani naturalmente! Gli intervistati apparivano tutti o quasi, privi di assistenza sanitaria. Negli Stati Uniti, l'assistenza sanitaria sarebbe regolata in base alle assicurazioni private e dato che pochi possono permettersela, ecco che gli americani non godono dei nostri benefici sanitari.
Gli anziani che sono pensionati poveri, i lavoratori precari, quelli part-time, gli emigrati senza permesso di soggiorno e quindi senza lavoro regolare, i senzatetto, i disoccupati più un'altra serie piuttosto numerosa di categorie, risultano tutti senza assistenza sanitaria.
Così, grazie a RAI 3, ho scoperto che gli americani sono più poveri di noi; ed è strano che noi non ce ne siamo accorti, come è strano che gran parte del mondo accusi gli americani di capitalismo selvaggio, se poi la loro popolazione è più indigente e meno curata, nella salute della nostra.
E allora, che cos'è quest'antiamericanismo italiano così feroce, che alberga nei cuori e nella mente delle sinistre? Cos'è se dal documentario prodotto dal loro stesso organo d'informazione, è emerso un quadro molto diverso, da quello che continuano a sventolarci sotto il naso da sempre?
Invidia, gelosia?  Di che cosa se stanno peggio di noi?  Si spiega in un solo modo: ignoranza accompagnata da una buona dose di cattiveria.

Però questo documentario ha un grande merito, se lo accettiamo come veritiero, "perché dovrei dubitare della buona fede di RAI3?" Essendo gli americani quelli che più di ogni altra nazione al mondo elargiscono soldi alle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni umanitarie nel mondo, ed essendo gli americani quelli che si occupano di intervenire, anche se contestati, nelle zone calde del mondo, dove alberga l'ingiustizia e hanno per questo pagato cari prezzi, e non parlo solo di denaro, ma parlo di popolarità, hanno sacrificato la loro popolazione, tagliando l'assistenza sociale sanitaria, ma per una buona causa: per il resto del mondo povero.

Per me gli americani sono un grande popolo, che agisce con la testa perché possiedono una grande volontà di lavorare, impegnarsi, crescere e affermarsi; e con il cuore, perchè non dimenticano mai chi sta peggio di loro. 
Un esempio ci è appena stato dato dal fatto che la casa produttrice del serial "Star treak" chiude e non produrrà più film, perchè il disavanzo economico è diventato insostenibile. Ebbene cosa hanno fatto gli americani?  Si sono tassati da soli e hanno inviato alla casa produttrice un aiuto economico.  Il gesto non salverà Star treak, ma il gesto dimostra quanto questo popolo sia capace di partecipare alle sfortune di tutti.

E' venuto in mente a qualche italiano, possibilmente compagno, (visto che solo loro sanno cosa sia la solidarietà, noi siamo gente senza cuore, per loro) di autotassarsi e di mandare anche solo 1 euro ciascuno, all'Alitalia, o alla Parmalat, o alla Fiat, o anche solo alla Regione Campania o a Napoli, per salvarli dal disastro e dal degrado?  No gli italiani scendono in piazza, con i supporter no global, i disubbidienti, magari capitanati dai soliti sindacalisti e da qualche deputato di sinistra, e anche se il papocchio schifoso che stiamo soffrendo tutti, è vecchio di decenni, urlano, strepitano, spaccano vetrine, incendiano cassonetti, bloccano i treni, fermano le autostrade, praticamente ci sequestrano tutti e pretendono che il Governo si metta magari a stampare nuovi soldi per tirare fuori dalla palta, in cui i governi precedenti ce le hanno messe, tutte quelle situazioni di cui ho dato qualche esempio.  Brava gente gli italiani, come si interessano dei loro compagni lavoratori!!! 

postato da: Lisistrata alle ore 27/04/2005 16:12 | Permalink |
categoria:esteri, politica italiana, specials
mercoledì, 27 aprile 2005

NUOVO ACQUISTO -  Blog Dirotta da sinistra
La rete dei blog si è arricchita di un nuovo sito satirico, realizzato soprattutto con le immagini, eccovene un paio:
MULLAH DI CASA NOSTRA: 
BIN BERTINALLAH

BIN DALEM

postato da: Lisistrata alle ore 27/04/2005 04:39 | Permalink |
categoria:roba da chiodi
mercoledì, 27 aprile 2005

ALTRA SCUOLA ALLAGATA NEL MILANESE

Ormai non si contano più, è diventata una moda, un vezzo "a la page" allagare le scuole, intanto nessuno li punirà, perché si sa, i ragazzi soffrono del malessere della società, mica sono responsabili, è la società stessa che lo è.
Così dato che non è colpa di nessuno, finisce tutto a tarallucci e vino e domani, da grandi, passeranno dall'allagare le scuole a incendiare qualche azienda o magari perché no? Qualche ospedale, così li rifanno nuovi e vuoi mai che si sentano persino dei benefattori?

postato da: Lisistrata alle ore 27/04/2005 04:30 | Permalink |
categoria:politica italiana, roba da chiodi
martedì, 26 aprile 2005

SAREBBE QUESTA LA NUOVA UMANITA' ?
Per favore qualcuno ci salvi da questi invasati
Vi riporto alcuni stralci presi da questo sito per il 25 aprile del 2004, non commento, secondo me si commentano da soli, poi decidete voi.Umanità nuova
Umanità Nova, numero 16 del 9 maggio 2004, Anno 84
Pordenone cariche e pestaggi il 25 aprile
Anche quest'anno Alleanza Nazionale si proponeva di sfilare a Pordenone il 25 aprile in memoria di "tutte le vittime". La solita operazione revisionista di chi oggi tenta di rifarsi una verginità, mentre promuove leggi razziste come la Bossi-Fini.
"Resistenza Antifascista" di Pordenone ha presidiato piazza Ellero, dove era prevista la sfilata degli squadristi in doppio petto sin dalle 9 del mattino, riempiendo la piazza con banchetti, distribuzione di stampa, cibo, vino, musica ed interventi di controinformazione.
Verso mezzogiorno "mentre il sole illuminava le tante persone, i canti e le corse dei bambini e un grande striscione ammoniva "se loro globalizzano il dominio, noi globalizziamo la resistenza" una nube nera cominciava ad addensarsi. Non era la pioggia, erano i cellulari della polizia, dei carabinieri, erano le decine e decine di forze del disordine che in assetto antissommossa cominciavano ad arrivare". La piazza si è divisa tra chi si è assiepato ai lati e la quarantina di compagni e compagne che si sono stretti gli uni agli altri per fare resistenza passiva. La carica degli uomini in divisa è stata particolarmente brutale. "Strattonate, trascinate, prese a pugni, manganellate, calpestate, gettate di peso a terra, più di 15 persone, hanno riportato contusioni varie. Chi s'è visto storcere mani, dita e braccia, chi ha dovuto subire l'atterramento da parte di 4 o 5 poliziotti con il viso piantato nei sassi." I fascisti sono poi transitati per la piazza per qualche minuto. Nonostante la repressione la Pordenone antifascista ha mostrato di saper sfrattare dalla piazza per l'intera mattinata i fascisti. E non è che una "tappa, perché saremo ancora di più la prossima volta e perché 'portiamo un mondo nuovo nei nostri cuori', lo stesso mondo dei nostri padri e dei nostri nonni, è il mondo che vogliamo per in nostri figli e non sarà certo un manipolo di fascistelli protetti dai loro parlamentari e da una questura compiacente a distruggerlo."
Liberamente tratto da un comunicato di Resistenza Antifascista di Pordenone.
Jesi: contro le guerre dei padroni Resistenza
Milano: i due cortei del 25 aprile
Torino: tre giorni antifascista
Caselle Torinese: una tenda sul monumento agli Alpini
Perquisizioni a Viareggio e in Versilia
Tutti gli alticoli su questi titoli li potete leggere
a questo url
La mia domanda è questa:  se questa è l'umanità nuova, forse non sarebbe meglio tenerci la vecchia?

postato da: Lisistrata alle ore 26/04/2005 17:38 | Permalink |
categoria:politica italiana
lunedì, 25 aprile 2005
La sinistra ha rubato la Liberazione da L'Opinione
di Arturo Diaconale

Silvio Berlusconi sarà costretto a non partecipare alle celebrazioni del 25 aprile a Milano. La sua presenza scatenerebbe le proteste di molti gruppi politici e dalla cerimonia potrebbero scaturire incidenti. Per cui si dovrà accontentare di andare al Quirinale e partecipare a fianco del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla cerimonia in ricordo del 25 aprile. Ma Berlusconi è il presidente del Consiglio incaricato di formare il nuovo governo sulla base delle indicazioni di una larga maggioranza parlamentare. E, soprattutto, è il leader che alle ultime elezioni politiche ha ricevuto dalla maggioranza degli italiani il mandato di guidare il governo per l’intera legislatura.
Perché, allora, il personaggio politico che rappresenta almeno la metà del paese (e sempre della metà si tratta anche a voler calcolare i risultati delle regionali) non può permettersi di partecipare alla celebrazione milanese della Liberazione?
La risposta è duplice. Perché una serie di movimenti e partiti dell’ultra sinistra hanno ancora una volta deciso di trasformare la giornata del 25 aprile nell’occasione per muovere una pesante contestazione all’indirizzo del governo di centro destra e del suo premier. E perché un’altra serie di gruppi ed associazioni della stessa sinistra ha stabilito di utilizzare le celebrazioni per lanciare una campagna in difesa della Costituzione ed, ovviamente, di attacco a tutti quelli che pensano di modificarla in qualche modo. A partire, ovviamente, da Berlusconi e dalla sua maggioranza che ha addirittura predisposto la legge costituzionale sulla devolution.
Nessuno ha stabilito che la festa della Liberazione sia di esclusiva proprietà di queste due parti della sinistra italiana. Anzi, se il 25 aprile è il momento fondante della democrazia repubblicana, la festa dovrebbe essere di tutti i cittadini, qualunque sia la loro collocazione politica.
Invece, le due fazioni dell’opposizione, quella dei massimalisti che intendono ancora una volta usare il valore dell’antifascismo come arma per combattere l’avversario di turno, e quella dei conservatori che non vuole cambiare neppure una virgola della vecchia Carta Costituzionale del ’48, si sono appropriati dell’anniversario. Ed hanno consapevolmente scelto di escludere la metà degli italiani dall’usufrutto di questo loro bene esclusivo. In questo modo hanno trasformato la Liberazione in una festa di parte per motivi politici assolutamente contingenti.
Trasformandola in una sorta di festa dell’Unità o di Liberazione dove si fanno i comizi contro gli avversari di turno.
Se è così fa bene Berlusconi a disertare piazza del Duomo trasformata nella solita sagra delle salsicce alla falce e martello. E sarebbe opportuno che quella metà degli italiani cacciata ed esclusa dalla celebrazione incominciasse a pensare di scegliere una diversa data per celebrare il ritorno della democrazia in Italia. Ad esempio il 2 giugno. E si preparasse fin da ora a dare vita ad una festa che non sia solo quella di pochi ma quella di tutti gli italiani.

postato da: Lisistrata alle ore 25/04/2005 12:48 | Permalink |
categoria:politica italiana, media stampa e cultura, attualita e news
lunedì, 25 aprile 2005

Liberazione - scritto da Watergate
Trovare parole che sfuggano alla retorica è difficile per una ricorrenza come questa
.
La Liberazione ha un significato così denso di contenuti che rischierei di svilirlo facilmente, volendo interpretarlo, o peggio, forzarlo alla misura di un misero post. Ha detto bene il Presidente Ciampi: c’è un filo rosso che lega il Risorgimento, la Liberazione e il 2 giugno. La fondazione della Repubblica si basa proprio sui valori che si sono affermati il 25 aprile: la libertà personale, di pensiero, i diritti della persona umana, la democrazia. Non ci sono alternative a questo percorso, nemmeno se la pietà e il perdono intervengono per ridare unità a un paese che si trovò drammaticamente diviso. Diviso in due parti nette, contrastanti. C’era chi, a ragione, combatteva per sconfiggere i nazifascisti, per scacciare la tirannide e ristabilire la libertà. C’era chi, a torto e perseguendo convinzioni personali, combatteva contro gli Alleati e i partigiani, affianco ai tedeschi e ai fascisti.
La Storia ha detto che ha vinto la parte giusta: quella che voleva la libertà. Perciò si deve essere grati a coloro che sacrificarono le loro vite per restituire dignità e libertà a un paese, offeso da una dittatura mostruosa, da una monarchia compromessa e vile. Furono uomini e donne, operai delle fabbriche, giovani comunisti, azionisti, repubblicani, sindacalisti bianchi, cattolici e liberali, tutti insieme offrirono il petto al nemico, quando ancora il nemico insisteva sulla pianura padana. E a Sud nel frattempo, dove straordinari moti di popolo avevano iniziato a levarsi, sulla scia dei liberatori alleati, si ristabiliva pienamente la dignità del nostro esercito, costretto a combattere dalla dittatura. Facevano da retroguardia agli americani, i neozelandesi, i polacchi, i canadesi, gli australiani, gli ebrei, gli inglesi, i marocchini e tanti sudditi del Commonwealth britannico. Ai popoli di questi lontani mondi dobbiamo essere infinitamente grati, perché fu grazie a loro che il nostro paese conquistò la libertà.
Gli Americani e gli Inglesi in primis, in ragione dello sforzo che li vedeva impegnati ovunque: dai deserti africani alle isole del Pacifico, dai ridotti dei Balcani alle città della Normandia. In maniera disinteressata si offrirono anche loro al sacrificio. E non c’è sorte futura che tenga di fronte al ringraziamento debito nei confronti di questi soldati: 151 mila furono infatti le vittime tra gli Alleati nella sola Italia. Un numero spropositato e immane, che rende l’idea dell’impegno profuso (accompagnato dal costante rifornimento alle linee della resistenza armata).
Oggi naturalmente si tende a dimenticare. Io da parte mia non posso che ringraziare tutti coloro che hanno ricostruito questo paese. Dolendomi di un fatto però: a 60 anni da questa grande conquista, all’estremità di ambedue le parti politiche italiane, non si riesce a muovere un passo di unità. A destra c’è chi tenta di parificare le vicende dei partigiani con quelle dei repubblichini, sbagliando, perché è netta la separazione tra chi combatte contro la libertà e chi a favore di essa.
A sinistra si continua con la mistificazione storica, preparata già all’indomani della Liberazione, costruendo il mito (falso) della resistenza comunista. Escludendo dalla celebrazione coloro che si sono sentiti figli di un’altra cultura, in qualche misura preminente, poiché una cultura che combatte il comunismo e il fascismo, e sottintende qualsiasi libertà, è una cultura superiore, fatta di valori superiori come furono quelli della resistenza rispetto a quelli della RSI.
Oggi, ripeto, si arriva a scrivere nei libri di scuola che il Muro di Berlino fu costruito dagli anglo-americani e buttato giù dai sovietici. Siamo a livelli nei quali l’ideologia, marcatamente criminale, si sostituisce alla storia, impiantando in essa elementi di falsità di dubbia attribuzione, perché già troppo consolidati. Riscopriamo la verità ma a fatica l’accettiamo: c’era chi approfittò della sollevazione popolare contro i nazisti per regolare conti privati, consumare vendette personali, consumare pallottole a tradimento, senza motivo, senza senso.
Scrisse bene colui che affermò che non bisognava sorprendersi di tanta ferocia, in quanto metà della gente che era nelle strade a cacciare i fascisti era la stessa che partecipava alle grandi adunate del Duce. Ma penso che dovremmo fare uno sforzo collettivo: isolando gli estremi e costruendo, quando possibile, una coscienza nazionale, forgiata sui valori della Resistenza, che sono i valori della Libertà. Per questo provo dispiacere nel leggere di giovani ragazzi che si stupiscono se io metto le frecce tricolori per festeggiare la Liberazione. Dispiacere e stupore, perché il 2 giugno è impossibile senza il 25 aprile e questa liaison dovrebbe essere sempre presente in tutti quanti, specie nei giovani che pretendono di conoscere la nostra Storia. I gesti di Unità non vengono compresi: si risponde a slogan, quando va bene e non ci sono di mezzo gli insulti.
Questo blog, ancora una volta, dice grazie a tutti i partigiani e i soldati alleati, ricordando le vittime degli eccidi nazisti.

postato da: Lisistrata alle ore 25/04/2005 11:56 | Permalink |
categoria:politica italiana, media stampa e cultura, attualita e news
lunedì, 25 aprile 2005
postato da: Lisistrata alle ore 25/04/2005 11:09 | Permalink |
categoria:personali, specials, attualita e news
domenica, 24 aprile 2005

RIPRENDIAMOCI IL 25 APRILE
simbolo americano
La stella americana: il simbolo di una nazione
che ci ha assicurato: pace - libertà - democrazia
per questo ringraziamo l'America e gli americani 

riprendiamoci il 25 aprile
Se vi fa piacere, potete salvarla e metterla nel vostro blog o come immagine talis e qualis o con una riduzione.  Chi ha splinder, sa come fare per pubblicarla nel proprio blog (basta cliccarci sopra con il tasto dx del mouse e prendere la proprietà, aggiungendo le misure e posizionandola dove serve).

BREVE STRALCIO DELLA GUERRA CONTRO I TEDESCHI PORTATA A TERMINE DALLE TRUPPE ALLEATE:
Tanto perché troppi disinformati pensano che bastarono i partigiani a liberare l'Italia, ma purtroppo con tutti gli sforzi che potevano fare e la buona volontà, la realtà di quella guerra è stata molto più complessa, ecco qui di seguito solo alcuni stralci di ciò che è stata la guerra di liberazione, non iniziata nel 1945, ma nel 1943 ad opera delle forze alleate e nemmeno tutte le battaglie furono vinte, perchè i tedeschi erano un esercito agguerritissimo e molto efficiente:
Il 1943 fu un anno cruciale nella lotta per il predominio del Mediterraneo tra le forze alleate anglo-americane e quelle italo-tedesche dell'Asse. Le disfatte subite da quest'ultime in Africa, l'invasione della Sicilia e i pesanti bombardamenti aerei delle città italiane causarono il 25 luglio 1943 la caduta di Mussolini...
l’8 settembre 1943, in concomitanza con lo sbarco della 5ª Armata americana a Salerno, portarono alla resa dell'Italia, ma i tedeschi reagirono invadendo la penisola con un piano predisposto da tempo, cercando anche di rigettare in mare le forze alleate sbarcate a Salerno.
L'offensiva contro quella testa di ponte fu stroncata con il determinante supporto delle forze aeree e dei grossi calibri delle marine alleate, ma l'azione tedesca permise il salvataggio delle forze dislocate più a sud che riuscirono a disimpegnarsi dall'inseguimento dell'8ª Armata britannica, sbarcata già  il 3 settembre a Reggio Calabria.
Entrambi gli avversari (tedeschi e truppe alleate) ritenevano di conoscere le carte che aveva in mano la controparte e valutando le proprie assai migliori. Finiva così il 1943 mentre i contendenti, con scontri, attacchi e contrattacchi aspri ma circoscritti, si avvicinavano lentamente al "vallo cassinense".
Sbarco degli alleati ad Anzio nell'operazione "Shingle"
Il gen.le Mark Clark, comandante della 5ª Armata americana, scottato dall'esperienza di Salerno, aveva chiesto una forza d'assalto di almeno tre divisioni, ma fu convinto che due sarebbero bastate.
Il Primo Ministro Churchill ne era più che convinto. In un messaggio inviato ai Capi di Stato Maggiore britannici il 26 dicembre 1943, dichiarò: "II successo dello sbarco di Anzio dipende dalle forze impiegate nello sbarco iniziale, anche se non si può dire che lo sbarco ad Anzio abbia molto influito sul corso della campagna d'Italia. L'unico suo apporto concreto fu l'aver consentito alla 5ª Armata americana di inseguire le forze tedesche in ritirata verso la Toscana... fino a quando non fu riattato il porto di Civitavecchia.
LIBERAZIONE DI ROMA - 4 giugno 1944 -  (presa dal sito ResistenzaItaliana.it )
liberazione di Roma ad opera degli alleati
VEDI IL FILMATO SULLA LIBERAZIONE DI ROMA
La parola segreta era "Elefante". Questa volta, a differenza dai tempi dell’invasione cartaginese, l’elefante non arrivava come nemico. Significava che gli alleati stavano per liberare Roma. L’elefante amico. La radio alleata trasmise la parola "elefante" alle 23,15 del 3 giugno 1944. Le retroguardie tedesche lasciarono Roma la mattina del 4 giugno, mentre gli ultimi prigionieri di via Tasso erano liberati dalla popolazione e la palazzina del boia Kappler veniva saccheggiata. L’esercito di Clark inondò Roma nelle prime ore del pomeriggio incontrando le prime folle festanti nelle periferie della via Prenestina, della via Casilina, della via Appia, e nelle borgate di Tor Pignattara e Centocelle, dove i fascisti e i tedeschi nelle ultime settimane non avevano osato più passare né di giorno né di notte per paura dei partigiani.

postato da: Lisistrata alle ore 24/04/2005 14:45 | Permalink |
categoria:politica italiana, societa cronaca, attualita e news
domenica, 24 aprile 2005

submissionISLAM - TOLLERANZA ZERO
Continuare a fingere che non stia succedendo nulla è un suicidio sociale e politico. Persino nei paesi più liberi stanno accadendo cose che dovrebbero farci riflettere sull'invasione islamica verso il nostro mondo occidentale.
Lungi da me pensare che gli immigrati, da qualsiasi paese vengano e a qualsiasi religione appartengano, non debbano venire in Europa ed essere accolti con dignità e rispetto, ma dato che questo non è reciproco, non è più possibile tollerare la loro invadenza, che non è relativa alla presenza, ma all'imposizione dei loro modi di vivere, della loro fede, e dei moralismi inconcepibili e inaccettabili che ne sono conseguenti, in netto contrassto con la nostra cultura,
Integrarsi dovrebbe essere un desiderio di ciascun immigrato, un punto d'arrivo, un miglioramento del proprio stato, perché se così non fosse, allora vorrebbe dire che non si tratta di immigrazione dovuta al bisogno o alla necessità, ma come sostiene con ragione Oriana Fallaci, si tratta di invasione e di Eurabia.
E' questa una forma di oscurantismo pericoloso, oltre che di razzismo culturale contro i nostri principi ritenuti immorali e perciò da cancellare, soprattutto per le generazioni future, che non memori di ciò che la mia generazione ha dovuto lottare, per poter ottenere diritti e libertà, potrebbero perderli, senza nemmeno accorgersene. Questi solo alcuni degli ultimi illuminanti esempi:

Un sacerdote della chiesa pentecostale norvegese, ha ricevuto minacce di morte da fondamentalisti islamici nel suo paese ed ora è costretto a vivere con la scorta, proprio come succede in Olanda.

Il parlamento europeo proibisce la proiezione del film Submission  di Theo Van Gogh ( il regista olandese uccido da un estremista islamico per aver fatto questo film che mostra esplicitamente la condizione della donna nelle società islamiche. Tutto nel nome del political correct e del "multiculturalismo" e del "rispetto" delle "altre culture".  se vuoi vedere il film clicca qui

i due articoli approfonditi li trovate su FreeThoughts  -  Leggi anche l'articolo su Capperi  -  Anch'io avevo già pubblicato un pezzo su Submission 

postato da: Lisistrata alle ore 24/04/2005 01:37 | Permalink |
categoria:esteri, politica italiana, islam
domenica, 24 aprile 2005

Mafia, annullato ergastolo a Provenzano
precisazione aggiuntiva, per chi non ha voglia di leggere tutto l'articolo: annullati 46 ergastoli - confermati 14 - verrà rideterminata la pena per 6 imputati di reati minori a causa della prescrizione....

ROMA - La VI Sezione penale della Cassazione ha annullato, con rinvio per nuovo giudizio, l'ergastolo al superboss latitante Bernardo Provenzano in relazione al processo per 127 omicidi di mafia avvenuti, a Palermo e provincia, tra gli anni 70 e i primi anni 90.

L'annullamento con rinvio è stato disposto dalla Suprema Corte anche per i boss mafiosi Pietro Aglieri, Paolo Alfano, Giovanni Battaglia, Giovanni Di Gaetano, Vincenzo Di Maio, Giuseppe Farinella, Stefano Fontana, Stefano Ganci, Filippo e Giuseppe Graviano, Carlo Greco, Girolamo Guddo, Salvatore Liga, Giovani Lipari, Matteo Lo Duca, Salvatore Lo Piccolo, Francesco Madonia, Giovanni Marcianò, Giovanni Matranga, Giuseppe Montalto, Calogero Passalacqua, Antonino Porcelli, Nicola Riolo, Pietro Salerno, Simone Scalici, Giusto Scarabba, Gaetano Scotto, Bartolomeo Spatola, Franco Spatola, Benedetto Spera, Francesco e Giuseppe Spina, Antonino Tarantino, Antonino Tinnirello, Antonino Troia e Mariano Troia. Tutti questi imputati dovranno essere riprocessati dalla Corte di assise di appello di Palermo.......  Leggi il resto su La Sicilia web 

La notizia è pubblicata anche sulla ReutersItalia  e su GuidaSicilia

postato da: Lisistrata alle ore 24/04/2005 00:33 | Permalink |
categoria:politica italiana, giustizia