GIUSTIZIA - CHI FA I DANNI E CHI PORTA RIMEDIO
A Bologna, in videoconferenza è ripreso il processo alle nuove Brigate rosse, per l'omicidio di Marco Biagi. Da una località sconosciuta la pentita Cinzia Banelli ha fatto la sua deposizione. Si sono però levati dei dubbi sulla sua sincerità poichè sono state rese note le due lettere che la ex terrorista avrebbe spedito a Olga D'Antona e Marina Orlandi. Infatti la signora Olga D'Antona, ha rilasciato queste dichiarazioni: ''Non ho apprezzato che la lettera di Cinzia Banelli a me inviata sia stata resa pubblica. Questo mi fa dubitare sulla sincerità del suo contenuto'', ''questo tentativo di usare in modo tanto strumentale i sentimenti delle persone colpite suona come un'ulteriore offesa''. E aggiunge che questi tentativi di riconciliazione prima della fine del processo sono ambigui ed inoltre chiarisce di aver avvertito l'avvocato della Banelli che non gradiva che la lettera fosse resa pubblica, che vede come un tentativo di inquinamento dello svolgimento del processo.
Anche Marina Orlandi, vedova del prof.Biagi esprime il suo "doloroso sconcerto" tramite il suo legale. ''Marina Biagi, mio tramite - si legge in una nota dell'avvocato Guido Magnisi - esprime tutto il suo doloroso sconcerto nell'apprendere che venga resa di pubblico dominio, in contestuale coincidenza, inopportuna per non dire sospetta, all'approssimarsi della decisione giudiziaria nei confronti dell'imputata Cinzia Banelli, l'esistenza di una lettera dalla stessa Banelli inviatale nei mesi scorsi''.
Come ebbi a scrivere in un mio articolo pubblicato su Lisistrata non ritenevo questa pentita persona sincera, ma la qualificavo doppiamente vigliacca, per aver saputo e voluto stare dalla parte che più le ha fatto comodo, nel momento in cui i suoi interessi si erano spostati. Ho per queste mie dichiarazioni avuto una discussione sul guest-book di Lisistrata con la sorella, che per difenderla offendeva me,io stessa vittima di attentati terroristici in altri tempi. BRAVE VERO QUESTE PERSONE? PENTITE? VIGLIACCHE DOPPIAMENTE.
A Busto Arsizio, nel processo alle "bestie di Satana" il gup Maria Greca Zoncu, ha condannato a 30 anni di carcere Andrea Volpe, a 16 Pietro Guerrieri, mentre Mario Maccione è stato assolto, per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis, Mariangela Pezzotta e per istigazione al suicidio di Andrea Botade. Le richieste del pm erano state rispettivamente di 20-16-2 anni. Il Maccione dovrà affrontare il Tribunale dei minori, che deciderà sull'incriminazione di omicidio.
Una sentenza questa che appare più equilibrata della richiesta del pm e che rende in parte giustizia alle vittime, sempre che la detenzione venga portata a termine per intera.
Il Tribunale di Milano, sul caso del terrorista Mohammed Daki, (mandato libero dal gup Clementina Forleo) si è pronunciato ritenendolo un elemento di "elevata pericolosità", per cui gli ha imposto la dimora a Reggio Emilia, con l'obbligo di due presenze e della firma, da fare presso la questura. I giudici che si sono pronunciati in tal senso hanno spiegato che l'applicazione della misura di sorveglianza serve a evitare che commetta altri illeciti, anche associativi. Gli hanno persino imposto di trovarsi un lavoro entro 30 giorni, di vivere onestamente e di non frequentare discoteche ed osterie. Obiettivamente quest'ultima parte mi fa sorridere, ritengo le forme molto spesso poco producenti, mi attenderei molta più sostanza, magari accompagnata dalla forma, ma è la sostanza quella che alla fine conta veramente. Voi pensate che il Daki diventerà più buono perché qualcuno gli ha raccomandato di non frequentare i luoghi della perdizione occidentali? Vista la sua morale terroristica è quanto meno parossistico attendersi questo.