MALASANITA’? NO MALAPERSONE

Sono di passaggio in volata e voglio sfogarmi raccontandovi un episodio che i soliti luoghi comuni definiscono come “malasanità”, perdonatemi se sarò prolissa.
Come sapete sono stata assente, ero in clinica per curarmi per un problema di cui soffro, piuttosto serio e che negli anni va peggiorando, ma non voglio tediarvi con questo, solo raccontarvi come funzionano certe cose.
In una delle “migliori cliniche milanesi” ho avuto la disavventura di farmi ricoverare, ma dato che sono una “borghese capitalista”, per mia disgrazia sono povera, mutuata e qui le disgrazie cominciano veramente.
La clinica elargisce due pesi e due misure per i ricoverati di prima e ultima categoria e se fosse solo per la qualità del servizio, non me ne potrebbe importare di meno.
Il problema insorge quando ci si trova di fronte a un vero e proprio trattamento discriminante nei confronti del servizio medico, infermieristico, pulizie, alimentazione e soprattutto cure mediche e analisi cliniche.
Hanno pensato bene di non ascoltare il mio percorso clinico né di considerare quello fatto negli anni precedenti dalle altre strutture sanitarie, che a me avevano dato buoni frutti e così hanno stravolto tutto, dalle cure alle analisi inutili, arrivando a finire per mandarmi in choc, senza tenere conto di quali prodotti medici non erano adatti al mio fisico. Insomma ho avuto un collasso e dato che il “mio medico” che doveva essere presente in quanto erano solo le 15 del pomeriggio, era irreperibile e nessuno mi spiegava il perché, hanno mandato un sostituto che non mi ha nemmeno rivolto la parola e ha lasciato 3 infermiere a farmi: elettrocardiogramma, misura della pressione, controllo del tasso glicemico (inutile perché non sono diabetica), dopodiché hanno consegnato i referti al medico, che a dire delle infermiere erano ottimi, anche se io stavo malissimo, del medico non s’è vista più l’ombra, fino alla sera, quando ha preso il suo posto un giovanissimo medico di turno, che bontà sua mi ha fatto misurare la febbre che era salita a 38,5.
Io ero in preda a dolori lancinanti, non potevo più muovermi, nemmeno per andare al cesso, ma per le infermiere stavo bene.
Mio figlio nel frattempo, intervenuto nel pomeriggio ha fatto contattare il medico che mi aveva in carico alla clinica, il quale non gli ha voluto nemmeno parlare (avevo lasciato firmato che potevano parlare con i miei famigliari) e ha riferito alla direzione sanitaria che era fuori per un’urgenza e per me: chissenefrega!!! Io non ero urgente, il cardiogramma era perfetto, che cacchio volevo?
Alla sera faccio chiamare il medico di guardia che mi rifila una pillolina per la febbre, che rifiuto, visto che il collasso era subentrato dopo aver preso una misteriosa pillola, datami da loro, mezzora prima del malore.
Chiedo mi vengano fatte delle punture di Muscoril o Voltaren (compatibili con la mia patologia, infatti in altri ricoveri le ricevevo e loro avevano i documenti per controllare) ma: UDITE UDITE: In clinica di questi prodotti: nemmeno l’ombra. Io posso anche passare una notte infernale, intanto paga papà pantalone, cioè la Regione Lombardia, quindi che cacchio voglio?
L’indomani ero in lista di dimissioni, mi hanno proposto di restare, ma non ho accettato, perché mi sono sentita priva di tutela, infatti il “mio medico” cioè quello che avrebbe dovuto essere il mio medico in clinica, al mattino mi ha detto che il pomeriggio aveva avuto un’urgenza, ribadendomi quindi la mia nullità.
Non soltanto questo mi ha detto con questa sua dichiarazione, ma ha anche detto che sono deficiente in quanto non dovrei sapere che lui ha l’obbligo della presenza. (P.S. – io ho una mezza idea di dove lui sia andato, perché il suo titolare di clinica, ove disgraziatamente stavo, ne sta allestendo un’altra di gran lusso e con quella c’è un grosso interscambio, per loro è ovvio che il denaro dei ricchi valga più del denaro dei poveri, infatti il mio euro, che versa la Regione Lombardia, e con cui si costruiscono grandi cliniche lussuose, vale solo 1 euro, il loro vale doppio)
Ragazzi oggi rientro in un altro ospedale, perché il medico di casa, mi ha richiesto un ricovero urgente certificando già il mio peggioramento, ma quando torno: giuro che do battaglia.
La Regione Lombardia a questi signori versa una marea di quattrini e loro abusano della sanità, usando noi “capitalisti mutuati” per farsi le cliniche private, ma quello che è più grave è che loro non riparano macchine, ma persone.
Non è la sanità che funziona male, sono gli stronzi che la gestiscono che la fanno malfunzionare.!!!