CATTIVI MAESTRI DANNO CATTIVI CONSIGLI CHE PORTANO PESSIMI RISULTATI
Prendo spunti da un paio di articoli che ho letto in rete su due blog, con i quali condivido molte delle opinioni da loro espresse, ma prima di mettervi a conoscenza delle loro idee, desidero sottoporvi le mie.
Sono convinta da molto tempo (ebbi già modo di scriverlo nel vecchio magazine Lisistrata un paio d’anni fa) che gli scioperi così come sono condotti in quest’ultimo decennio, non abbiano più ragione d’essere e al contrario ormai producono effetti praticamente contrari alle intenzioni, con le quali erano stati motivati.
A chi giova questo dissennato modo di fare sciopero, che sta tornando a boomerang verso i lavoratori togliendo loro i benefici che sono riusciti ad ottenere fra gli anni 50 e 80 ?
Mi sto sempre di più convincendo che nessuno vuole veramente mettere mano al sistema vigente di spartizione di potere, fra sindacati con i loro potentati e le loro lobby, che ormai impazzano e vanno a braccetto con i partiti che spesso sono anche al governo, attuando di fatto una finta contrapposizione.
La contrapposizione, molto violenta e non solo nella parole, finisce quasi sempre nelle strade e nelle bocche degli scioperanti che si affidano a leader che riescono solo ad infiammare i loro animi, con sistemi che sono sempre più simili all’indottrinamento ideologico politico che non a quello che deve tenere conto dei diritti sociali, tant’è che li trascinano verso azioni che ricadono sulla comunità intera e spesso è una comunità che è già oppressa da problematiche simili o addirittura peggiori di quelle degli scioperanti.
Per non dilungarmi arrivo subito alle proposte, che mi piacerebbe veramente sottoporre sia ai Sindacati che al Governo, perché ciò che proporrò, riguarda entrambe le “categorie” anche se mi rendo conto che questa mia proposta possa essere considerata “grezza, primitiva” ma almeno è una proposta di cambiamento radicale e dato che le cose non funzionano cambiare è imperativo.
Contratti di lavoro
E’ assolutamente inconcepibile che i contratti di lavoro, nel momento in cui scadono, non abbiano già pronti quelli che debbono subentrare in loro sostituzione, quindi proporrei una legge molto dettagliata al riguardo:
I contratti debbono essere rinnovati entro l’ultimo giorno che preceda la sua scadenza,
se questo non avviene perché le parti in causa non hanno trovato un accordo, il rinnovo deve essere automatico, in base al calcolo della svalutazione reale e del caro vita che ogni anno è facilmente calcolabile e se i lavoratori non si ritengono soddisfatti, dato che la soluzione forzosa è provvisoria, il lavoro può continuare e le trattative che comprendono il diritto di sciopero possono essere attuate dai lavoratori, ma eventuali scioperi debbono essere contenuti nell’ambito dell’ambiente lavorativo e del datore di lavoro e non rivolti verso soggetti esterni alle parti in causa, poiché questo aumenta il disagio alla comunità intera, sulla quale ricade una grossa parte di costo dello sciopero.
Il tempo limite utilizzabile per condurre questa parte di trattative e scioperi, non deve superare i 3 mesi (dalla data del rinnovo automatico del contratto) e se le parti, non avranno trovato un accordo, dovrà subentrare una commissione arbitrale, che dopo aver messo a verbale i punti di incontro e quelli che divergono, deciderà a suo insindacabile giudizio, i termini del nuovo contratto, anche dal punto di vista economico, che comunque può essere superiore o uguale all’aumento già stabilito ma non essere minore e ovviamente con valore retroattivo, alla sua naturale scadenza.
Il costo dello sciopero, portato avanti entro questo breve periodo di 3 mesi, non può ricadere completamente sul dipendente, in quanto non è l’unico che lo ha provocato, e quindi il datore di lavoro deve condividerne responsabilità e costi.
Le parti che non rispetteranno l’arbitrato, saranno soggette a pene pecuniarie o altro (da stabilire)
Metodologie attuabili di sciopero:
- I costi di tutti gli scioperi debbono ricadere solo ed esclusivamente sulle parti in causa che sono i protagonisti del contendere, di conseguenza le modalità possono essere queste:
non c’è bisogno di concordare in anticipo lo sciopero, questo potrà avvenire senza preavviso, con forme di astensione, anche selvaggia entro l’azienda, con l’aggiunta della considerazione che quando i lavori sono ritenuti non solo di pubblica utilità, ma fondamentali per salvaguardare i diritti fondamentali della società, la forma di astensione diventa inaccettabile.
In queste categorie rientrano soprattutto medici, infermieri, dipendenti delle ferrovie, aeroporti, o delle aziende tranviarie, servizi di spazzatura, energia elettrica o gas, controllori dei caselli autostradali, impiegati comunali degli uffici pubblici, tribunali, portantini di ambulanze ecc. ecc. che rappresentano tantissime professionalità che non possono essere sospese. In questi casi gli scioperi possono essere attuati semplicemente continuando a fornire il servizio di sempre, ma fornirlo gratuitamente fino a un certo costo (da stabilire) e oltre un certo costo, alla metà del suo prezzo (da stabilire).
I dipendenti non perderanno il corrispettivo del lavoro fornito e il datore ne avrà un sicuro danno economico, ma che non ricade sulla comunità
Ovviamente per evitare che qualcuno si approfitti di questa situazione, gli scioperi non possono essere concordati precedentemente, ma attuati in forma selvaggia, senza preavviso di inizio e senza avviso di termine.
Inoltre, nei casi in cui la situazione dello sciopero non dipenda semplicemente dal contratto ma esistono altre problematiche, anche l’occupazione potrà essere realizzata, anzi l’occupazione dovrà avvenire con il datore di lavoro o i dirigenti, presenti nell’azienda assieme agli scioperanti, per tutto il tempo che servirà per arrivare alla trattativa.
Ritengo indispensabile che le due parti siano presenti sul luogo dello sciopero, e mi sembra quanto meno una mancanza di intelligenza se i sindacati non si sono ancora resi conto che un’occupazione è qualcosa che ricade solo molto parzialmente, sul datore di lavoro, ma ricade come un macigno sulle spalle di chi la attua, generando situazioni estremamente pesanti e non solo dal punto di vista economico, ma da quello psicologico e sociale, poiché toglie tempo e serenità che ciascuno dovrebbe avere il diritto di concedere a sé stesso e alla propria famiglia e questi sono valori a fondo perso, che nessun contratto potrà mai ricompensare. L'articolo segue qui